Campanili, campanacci e idiofoni

Dom, 14/06/2020 - 09:00

Campanili, campanacci e idiofoni: con questi termini si può sintetizzare il dramma della Locride, i difetti storici di questo territorio, l’eccessivo protagonismo, l’incapacità di pensare in grande e la scarsa qualità della classe dirigente.
Questo ha generato, negli anni, una condizione di mancanza di sviluppo, di arretratezza culturale e sociale, e la fine dei sogni di gloria. Questa settimana, tuttavia, la Locride sembra essere arrivata finalmente in copertina, perché nel giro di pochi giorni sono previsti una serie di eventi che potrebbero migliorare di molto il nostro futuro. Come tutti sanno è previsto un incontro con il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, mentre si sta organizzando la presentazione della candidatura della Locride come Capitale della Cultura Italiana per il 2025.
Nel frattempo, tuttavia, altri nemici si preparano a indebolire i servizi del territorio e nessuno se ne accorge, perché qualcuno sarebbe dovuto intervenire a sostegno di Rosarno nella vicenda di cui parla Rocco Muscari.
Quindi, dicevo, la Locride, in questo periodo, vive grandi ambizioni e grandi programmi ma, dietro l’angolo, c’è la delusione.
Ci sono una serie di difetti che purtroppo hanno impedito la crescita civile ed economica della Locride. Il campanilismo, certo, perché non si capisce che da soli non si possono realizzare determinati progetti, ma anche un eccessivo protagonismo per cui, spesso, alcune belle idee sono morte sul nascere per la volontà di molti di mettere il cappello sull’opera senza pensare al bene di tutti. Si può fare a meno di medaglie al valore e volare alto in attesa di tempi più equi e giusti. Anche oggi, anche dopo questa esperienza che avrebbe dovuto cambiarci, anche oggi, davanti a delle occasioni che possono essere determinanti per questa terra, ci sono protagonisti che fanno valere i propri difetti a discapito di un intero territorio. Così la presentazione non si può fare qui perché mi hanno mancato di rispetto, oppure la conferenza la facciamo con Tizio perché Caio ha scritto in modo negativo di me.
La piccolezza della nostra classe dirigente, che non farà mai crescere nessuno, risiede in questi gesti che rendono importanti per un giorno ma distruggono il futuro di molti. Chiamateli come volete: pennacchi, invidia, egoismo, ma sempre di mancata crescita si tratta.
Del resto è nota la vicenda del vescovo Pierantoni, che individuò una personalità della Locride che lo rassicurò in merito al fatto che, se eletto, sarebbe diventato Ministro. Naturalmente la Democrazia Cristiana dell’epoca non votò questa persona, facendo perdere alla Locride un’altra occasione.
Oggi il problema è chiaro: il primo impegno dei sindaci della Locride è quello di tutelare la fermata di Rosarno, perché è evidente che per noi è la più vicina, poi vanno avviati gli altri programmi pensando a superare i nostri stessi difetti.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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