Canolo: replica all’imprenditore che avrebbe subito vessazioni dalla giunta comunale

Mar, 26/03/2019 - 18:20

Egregio Direttore,
sul quotidiano da lei diretto, il 2 marzo 2019, è apparso un articolo titolato: “Canolo, lettera al prefetto “ho subito vessazioni” “Danneggiato dalla Giunta sciolta per mafia”.
Si tratta di un articolo che riporta alcune dichiarazioni contenute in una lettera spedita al suo quotidiano, oltre che al Prefetto di Reggio Calabria, nella quale l’imprenditore Benedetto Femia, afferma di aver subito vessazioni dall’apparato burocratico e amministrativo del Comune di Canolo, nonché direttamente dal Vice Sindaco pro tempore Sig. Femia Giuseppe. A dire dell’imprenditore, oggi fallito, lo stato di dissesto della sua azienda sarebbe derivato dalle vessazioni poste in atto dall’amministrazione comunale competente pro tempore.
Inoltre, dalla lettura della nota appare evidente come, secondo l’estensore della missiva inviata al quotidiano, ogni responsabilità relativa alla situazione attuale della ditta Femia Nicola e Benedetto & c. sarebbe da addebitare ad una condotta volutamente vessatoria e contraria ai principi di imparzialità della pubblica amministrazione, tenuta dell’amministrazione comunale presieduta dalla sottoscritta.
In età giovanissima ho scelto di concorrere all’amministrazione del mio paese, in quanto ritenevo che fosse preciso dovere delle giovani generazioni impegnarsi per lo sviluppo e per il futuro della propria terra.
Questi principi sono stati la stella polare del mio impegno amministrativo. Impegno che per anni mi ha sottratto agli affetti familiari ed al lavoro, richiedendo una dedizione totale ed incondizionata.
Di quell’impegno non rinnego e non rimpiango nulla, considerato che quella esperienza ha, comunque, costituito un’occasione personale di crescita e di arricchimento, conclusa, ritengo ancora ingiustamente, con un provvedimento di scioglimento del consiglio, certamente non addebitabile ad alcuna mia personale responsabilità amministrativa, come ampiamente dimostrato dai provvedimenti giurisdizionali che si sono occupati della vicenda, e riconosciuto dal generale apprezzamento per la mia persona in tutta la Locride.
L’amministrazione da me presieduta ha sempre adottato comportamenti assolutamente corretti e rispettosi dei principi di imparzialità e di buona amministrazione nel disbrigo di tutti gli affari amministrativi dell’ente.
Ciò è avvenuto, a maggior ragione, nel delicato settore della gestione delle concessioni relative all’attività estrattiva.
Il Sindaco e l’apparato amministrativo non hanno mai compiuto alcuna azione volta  né a favorire, né tantomeno a danneggiare in alcun modo la posizione della ditta Femia Nicola e Benedetto.
Al contrario, nel pieno rispetto delle leggi, una volta accertato il mancato pagamento dei canoni della concessione in uso del bene comunale da parte di quella ditta, il Comune di Canolo come era suo preciso dovere, si è immediatamente avvalso della clausola contrattuale che prevedeva una risoluzione ex legge della concessione.
Contemporaneamente il Comune di Canolo, stante la risoluzione contrattuale ha rigettato la richiesta di subentro nella concessione formulata da parte della ditta Remixo Srl (il cui legale rappresentante è  Pellerone Orazio, consigliere di minoranza ).
Questa vicenda è stata oggetto di contenzioso in sede giurisdizionale amministrativa, presso la quale il Comune di Canolo è sempre risultato vincitore.
 Né mi risulta che l’attuale gestione Commissariale abbia ritenuto di revocare o in alcun modo modificare i provvedimenti adottati dalla mia amministrazione che, dunque, debbono considerarsi assolutamente corretti.
Dal breve resoconto di questa complessa vicenda amministrativa emerge con chiarezza come la condotta dell’ente sia stata corretta e trasparente e, ciò che più rileva ai nostri fini, indirizzata alla tutela dell’esclusivo interesse della collettività.
In conclusione mi sia permesso evidenziare una circostanza assolutamente paradossale di questa triste vicenda che mi ha visto, mio malgrado, coinvolta.
In questa occasione ho dovuto, da una parte, difendermi dalle insinuazioni della Commissione di accesso, la quale mi contestava il legame di parentela esistente con il Sig. Femia Benedetto (zio paterno, con il quale, tuttavia la mia famiglia non intrattiene rapporti ormai da anni), affermando che vi sarebbe stato, in favore dello stesso, un trattamento di vantaggio.
Dall’altra il detto Femia Benedetto (con il quale, ribadisco, la mia famiglia non intrattiene ormai da anni alcun rapporto), proprio in ragione della correttezza e della trasparenza della mia condotta, che ci ha portato ad adottare provvedimenti a suo svantaggio quanto la legge lo imponeva, mi contesta, con evidente rancore, di averlo vessato e volutamente danneggiato.
Questa circostanza, pur nel suo evidente paradosso, è la dimostrazione plastica e concreta della mia personale onestà intellettuale e correttezza.
Per questo rimango orgogliosa del lavoro svolto nella mia qualità di Sindaco del Comune di Canolo, rivendicando ogni ora del mio impegno speso per il bene della mia comunità.

Lettera firmata

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