Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ ...

Lun, 01/02/2016 - 19:31
Lavoro e spirito di servizio per la comunità scolastica sidernese - l’amico mio e non de la ventura - l’esempio vero di una libera dedizione per una scuola rinnovata e di qualità

Il Festival Jazz di Roccella si era da poco trasferito nel suo Tempio massimo: il Teatro al Castello. Eravamo a metà degli anni novanta e “Rumori Mediterranei”, una delle Rassegne Jazz più originali al mondo, era nel pieno del suo splendore avendo ospitato artisti del calibro di George Russell, Steve Lacy, Ornette Coleman, Carla Bley, tanto per citarne alcuni. E’ stato proprio in quegli anni che conobbi Renato che si spartiva, senza mai risparmiarsi, tra la scuola media “Pedullà”, dove insegnavamo, e l’organizzazione volontaria e gratuita del Jazz di Roccella.
Renato era un giovane dall’asciutta corporatura, con una folta barba scura che metteva quasi soggezione, dal carattere un po’ distante, non dava molta confidenza e, quindi, sapendo che era il responsabile SIAE di fiducia dell’Associazione Culturale Jonica, non osavo chiedergli di procurarmi qualche invito omaggio per l’ingresso al Teatro.
Credo che da allora cominciai ad apprezzare il suo valore morale ed ebbi modo di scorgere in lui quell’alone di “virtù” che secondo Cicerone porta ad amare qualcuno e a far nascere veri sentimenti di amicizia - l'amore è ancora più grande in coloro in cui si scorge la virtù e che ci sono legati. L'amore viene rinforzato dal bene ricevuto e dalla devozione. Questo, unito alla simpatia a pelle, possono far nascere una profonda amicizia - così, pian piano, nacque la nostra.
Si sa che i percorsi della vita cambiano nel corso degli anni e gli itinerari che si percorrono sono spesso imprevedibili.
Da quando le note vicende relative al contenimento della spesa pubblica ed alla razionalizzazione dei servizi, nei vari settori della pubblica amministrazione, hanno determinato anche a Siderno l’accorpamento dei plessi scolastici e l’assetto attuale con la nascita dei due Istituti Comprensivi, Renato, nominato Vicario del Dirigente Scolastico e responsabile del plesso di Via Reggio, oltre ad essere l’amico mio, è diventato l’amico delle famiglie e dei genitori sidernesi che mandano i propri figli alla “Pedullà”.
Per la disponibilità incondizionata che sa offrire, per la dedizione al lavoro inteso come servizio alla comunità e per il continuo miglioramento di una gloriosa scuola media, dove Renato apre le porte tutti i giorni, ogni giorno, alle 6,30 del mattino fino a tarda sera, realizzando per questa via, anche per le attività didattiche pomeridiane che si svolgono, la scuola come organismo vivo e aperto nel territorio.
Renato è li, a scuola, presente, financo le domeniche. Passarci davanti e vedere il portone aperto e le luci accese dell’edificio di Via Reggio, quello accanto al “Pascoli”, dietro al Municipio, non è una meraviglia, è diventata una consuetudine.
I genitori degli alunni di Siderno sanno che in qualsiasi momento possono suonare al citofono della “Pedullà”, che Renato stesso ha comprato e fatto sistemare a spese sue, così come ha comprato a spese sue decine di cose, attrezzi, utensili per l’ordinaria manutenzione della scuola senza mai chiedere conto, senza neanche fare più richiesta al Comune in quanto legittimo proprietario e, quindi, in dovere di farlo. Renato è presente, riceve, ascolta, si rende disponibile e si adopera per l’accoglienza di ogni alunno che rispetta nell’imparzialità, con le buone e semplici regole del buon padre di famiglia.
C’è nell’amico mio un senso profondo del dovere e dello Stato, un senso civico fondato sul rispetto di persone, animali e cose, qualità e virtù che da sole bastano e avanzano per essere d’esempio per una didattica vera della legalità e convivenza civile.
Come posso infine non menzionare la storia di Cecilia la cagnolina che un giorno di buon mattino si presentò davanti alla Scuola, sperduta, triste ed affamata. Renato l’accolse, la sfamò, la curò, le diede una cuccia, un nome e poi si accorse che Cecilia era incinta, la portò dal veterinario e l’assistette al parto. Cecilia è oggi la mascotte della “Pedullà” e Renato continua a curarla con amore e dedizione.
L'amico mio, e non de la ventura - scriveva Dante - amico vero, e non quelli che mutano secondo la fortuna, e quindi amano questa, più che l'amico, ovvero l’amore disinteressato, un amico con cui parafrasando ancora il Poeta Sommo sarebbe il caso di dire: Renato, (Guido) i’vorrei che tu e Lapo e io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel, ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio.

Autore: 
Vincenzo Asprea
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