Case ecosostenibili: e l’edilizia diventa a km zero

Dom, 28/06/2020 - 10:00

“I temi della crisi climatica e dell’ambiente sono oggi al centro di un dibattito pubblico e sui media come mai in passato. C’è stato un cambio di maggioranza e il nuovo governo ha posto fra le priorità programmatiche un Green New Deal: una proposta che gli Stati generali della Green Economy sostengono da qualche anno come via per affrontare congiuntamente la crisi climatica e il rilancio dello sviluppo sostenibile dell’Italia”. Scrive così Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy, nella relazione sullo stato di fatto per l’anno 2019. Le strategie europee incentrate sull'innovazione eco-efficiente, soprattutto nel settore dell'edilizia, sono sempre più orientate sull’utilizzo di materiali innovativi ed ecosostenibili, come fonte primaria per l’efficienza energetica. Questo è uno dei tanti obiettivi della Green Economy, sia a livello internazionale sia europeo e nazionale attraverso azioni, strategie e programmi operativi che coinvolgono ampiamente il settore edile e il processo di costruzione in tutte le sue fasi. Tra i principali riferimenti a livello internazionale, sul dibattito delle strategie messe in atto dalla Green Economy, come modalità avanzata del concetto di sostenibilità, si evince il lavoro svolto dal Programma ambientale delle Nazioni Unite (United Nations Environment Programme, UNEP); pilastro centrale del sistema ambientale globale, con sede principale a Nairobi (Kenya) che ha pubblicato numerosi rapporti, con tema i percorsi di un’economia verde per lo sviluppo sostenibile e l'eliminazione della povertà. Si definisce con il termine “economia verde” il miglioramento del benessere umano e dell'equità sociale, in grado di garantire, allo stesso tempo, una significativa riduzione dei rischi ambientali e della scarsità ecologica. La transizione nel settore dell'edilizia da un'economia lineare a un'economia circolare è un processo che, sebbene più lento di altri settori, è attualmente in corso come risposta alla necessità di unire innovazione, competitività e sostenibilità ambientale. La "Rete di economia circolare in Italia", a cura del Circular Economy Network e del gruppo di lavoro ENEA, identifica dieci proposte operative. La prima riguarda la necessità di diffondere e arricchire la visione, la conoscenza, la ricerca e le buone pratiche dell'economia circolare. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso il risparmio e l’uso più efficiente delle materie prime e dell'energia, l'uso di materiali ed energie rinnovabili, prodotti più duraturi, riparabili e riutilizzabili, basati sull’utilizzo condiviso, sullo smaltimento rifiuti e lo sviluppo del loro riciclaggio. Il concetto è ancora più evidenziato tra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile nella “Agenda 2030”, un programma organizzato in “17 Goals”. Gli obiettivi prefissati costituisco un modello da seguire per ottenere un futuro migliore, l’uno in stretta relazione all’altro. Si evincono anche in questo caso: l’energia accessibile e pulita, le città sostenibili, l’innovazione imprenditoriale e delle infrastrutture, ma soprattutto emergono, al diciassettesimo obiettivo, le partnership e le collaborazioni tra i diversi ambiti di applicazione, sia a livello internazionale ma soprattutto a livello regionale e locale. Tutti temi strettamente legati al campo delle costruzioni: lo sviluppo sostenibile, le tecnologie rinnovabili e il basso impatto ambientale rappresentano, attualmente, i fattori chiave del sistema edilizio, soprattutto in relazione alle fasi di produzione dei materiali da costruzione. Ma la cosa più importante è che questo trittico può essere ottenuto a costi molto bassi, utilizzando materiali eco-compatibili, non solo nel caso di nuove costruzioni ma anche nel rinforzo di strutture esistenti. L’elemento peculiare che distingue un intervento di tipo tradizionale da uno innovativo e sostenibile, è sicuramente il materiale. Ma la sostenibilità dell’intervento è ancora più marcata se i materiali impiegati sono di “produzione locale”, contribuendo alla riduzione delle emissioni causate da spostamenti in termini di chilometri percorsi e agevolando il sistema economico delle micro e Piccole e Medie Imprese calabresi. In termini di uso dei materiali ciò si traduce nel coniugare tutte le strategie costruttive e tecnologiche adottate, sia rispetto alla struttura dell’edificio che al suo involucro, in linea con i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile rispetto a una economia circolare, legata al territorio circostante, alla specificità dei luoghi e alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trasporti. Favorire l’uso di materiali locali, sia per l’involucro che per i componenti strutturali, è un tema che introduce molteplici aspetti, non sempre facilmente coniugabili, relativi alla necessità di riduzione del consumo di risorse da un lato e alle esigenze di incentivazione della realtà produttiva territoriale locale dall’altro, a cui si associa l’esigenza di riaffermare una rinnovata riconoscibilità dei luoghi attraverso aspetti materici fortemente caratterizzanti i territori stessi. Così facendo, è inevitabile ottenere un incremento della domanda di materiali lavorati o prodotti in ambito regionale, una riduzione degli impatti sull’ambiente derivanti dal trasporto, nonché un’elevazione del livello di riconoscibilità dei luoghi, agevolando la microeconomia imprenditoriale a carattere locale. Tutto quello che serve per un futuro migliore in accordo con gli standard europei.

Autore: 
Rosamaria Codispoti
Rubrica: 

Notizie correlate