Casignana: acquista un’auto in leasing ma non la paga, arrestato

Mer, 03/06/2020 - 11:30

Venerdì pomeriggio i carabinieri in esecuzione di un mandato di arresto europeo richiesto dalla autorità giudiziaria tedesca, procedevano con l’arresto di G.G. Classe 68 residente a Casignana e conducevano lo stesso presso il carcere di Locri, mettendolo a disposizione del presidente della corte di Appello di Reggio Calabria.
L’accusa mossa nei confronti del cuoco di Casignana sarebbe quella di aver acquistato, con le forme del leasing, un’autovettura Volkswagen Golf in territorio tedesco e, successivamente, non aver corrisposto le dovute rate.
Pertanto, secondo i Giudici tedeschi l’indagato si sarebbe indebitamente appropriato di tale autovettura non restituendola al legittimo proprietario.
La Corte di Appello di Reggio Calabria, investita della vicenda, prontamente, fissava l’udienza di convalida dell’arresto, a tale udienza presieduta dal Consigliere delegato dott.ssa Lucia M. Monaco, intervenivano il procuratore generale Dott. Domenico Galletta e l’avv. Emanuele Procopio del foro di Locri. Il penalista locrese, riusciva a dimostrare, con una serie di documenti, che per il medesimo fatto aveva già proceduto l’autorità giudiziaria Italiana che aveva emesso un provvedimento divenuto definitivo. Inoltre l’avv. Procopio rilevava che l’autovettura, da molti anni non era più nella disponibilità dell’imputato in quanto era stata sequestrata dalla polizia giudiziaria e mai restituita all’avente diritto. Pertanto, anche il Procuratore Generale si determinava richiedendo la non convalida dell’arresto e l’immediata rimessione in libertà dell’imputato. Il Consigliere delegato della Corte di Appello in accoglimento di dette richieste, scarcerava, immediatamente, il Sig. G.G. fissando, altresì, per il 23 giugno prossimo l’udienza nel corso dell’anno quale si discuterà il merito dell’intera vicenda. Viva soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Procopio per essere riuscito, in pochissimo tempo, a dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse dall’autorità tedesca.

Foto di archivio

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