Centinaio in visita in Calabria dichiara guerra al caporalato

Mer, 05/09/2018 - 17:40

“La Calabria è, come altre realtà italiane, l’essenza del Ministero dell’agricoltura e del turismo”. Sbarca per la prima volta nella nostra regione il Ministro delle politiche agricole Gianmarco Centinaio che, da Lamezia, dimostra di sapere con precisione come sia necessario agire: aumentare ulteriormente il peso dell’export agricolo, che oggi vale a livello nazionale circa 42 milioni di euro, non dimenticando le nicchie di qualità, che rendono la Calabria riconoscibile nel mondo. Certo, lo stato deve fare la sua parte, anzitutto riformando l’Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, oggi collo di bottiglia per i pagamenti ai produttori agricoli. “Ci sono agricoltori che aspettano i loro soldi dal 2015 - afferma Centinaio ai microfoni della Rai, - perché lo Stato Italiano è bravo a esigere il pagamento delle tasse in tempi rapidi, ma è un cattivo pagatore e io non posso far sì che il mio Ministero sia il re dei cattivi pagatori”. Durissimo il Ministro con la piaga del caporalato, che uccide gli sfruttati e incide negativamente sul successo dei nostri prodotti all’estero: “Ho sempre affermato, da italiano, di non voler vivere in uno Stato in cui ci sono schiavi”, una frase con la quale il Ministro fa riferimento diretto anche alla situazione della baraccopoli di San Ferdinando: “Farò di tutto affinché in agricoltura non ci siano più schiavi”. A fare da padrone di casa della tappa lametina il parlamentare calabrese della Lega Domenico Furgiuele, che dichiara: “La Calabria ha bisogno di spendere fino all’ultimo centesimo le provvidenze che arrivano dall’Europa e ha bisogno di sfruttare eccellenze, come quelle delle fondazione Terina, leader nella ricerca e nella tutela degli alimenti ma non adeguatamente sfruttata per come si dovrebbe”. In queste ore il Ministro sta visitando Tropea, prima di fare rotta verso Diamante, dov’è atteso nell’ambito del Festival del peperoncino.

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