C'era una volta Riace? No, ci sarà!

Dom, 04/03/2018 - 11:20

“So già che i funzionari della prefettura, in maniera informale, hanno dichiarato che il modello non solo è positivo ma eccellente. Aspettiamo però che venga formalizzata questa dichiarazione”. Era fine agosto scorso quando Mimmo Lucano mi ha rilasciato questa dichiarazione. Il suo modello è eccellente, lo si sapeva già. Adesso è ufficiale. La seconda relazione della prefettura, ingiustificatamente tenuta nascosta, è stata desecretata. Nel frattempo, però, la prima ha fatto terra bruciata approdando inizialmente - non è dato sapere per mano di chi - alla redazione de “Il Giornale”.
Dopo la prima relazione Mimmo Lucano è stato raggiunto da un avviso di garanzia: è indagato per truffa e concussione, quindi incandidabile alle prossime elezioni. In più, perché tutti sappiano che il suo modello è un “fallimento”, viene presentata dal senatore Maurizio Gasparri un’interrogazione parlamentare circa l’inopportunità di mandare in onda un film che ha come protagonista un personaggio oggetto di indagine. La Rai, neanche a dirlo, blocca la fiction sul modello Riace.
Sempre dopo la prima relazione, gli uomini della Guardia di Finanza hanno gettato l’ancora nel borgo di Riace e, dopo sei mesi, non l’hanno ancora levata, alla spasmodica ricerca di un qualche indizio di reato, nonostante - ci aveva assicurato Lucano - “non vi sia un solo punto della prima ispezione prefettizia che non sia stato confutato, chiarito, senza lasciare alcuna zona d’ombra”.
Inoltre, per oltre un anno la Prefettura ha bloccato i pagamenti necessari a mandare avanti il modello Riace. Eppure nella seconda relazione, quella recentemente desecratata, si legge: “La circostanza che i pagamenti per il sistema Riace siano stati bloccati ha comportato difficoltà considerevoli per chi ancora oggi permette che lo stesso sistema possa proseguire. Si ritiene, pertanto, che debba essere corrisposto immediatamente un acconto sul complessivo, nelle more delle verifiche e degli adeguamenti strutturali e gestionali che sono stati e/o verranno segnalati al Sindaco, anche da parte degli Uffici ministeriali competenti. Ciò permetterà, quantomeno fino alla decadenza naturale dall’incarico del Sindaco Lucano, che avverrà fra circa due anni, la prosecuzione di una esperienza che rappresenta un modello di accoglienza, studiato (come fenomeno) in molte parti del mondo”. Un contro-controsenso. La Prefettura blocca e poi chiede a se stessa di sbloccarsi ma si secreta così che non possa farlo.
“La campagna elettorale è alle porte - ci aveva fatto notare Lucano in un’intervista dell’ottobre scorso - e il tema dei rifugiati sarà al centro del dibattito politico nazionale. Distruggere Riace significa dar forza all’offensiva fascista e reazionaria”. A Mimmo Lucano è stata preclusa una candidatura (molto probabilmente con Liberi e Uguali, e che magari non avrebbe neppure accettato), i suoi ideali sono diventati contro-ideali su cui altri hanno costruito la propria campagna elettorale, alimentando un discorso antirazzista all’altezza dei tempi. A una settimana dal voto, quando ormai è troppo tardi per organizzare una controffensiva mediatica, finalmente si può conoscere il contenuto di una relazione che descrive il modello Riace come una fiaba. Penso che qualcuno debba delle spiegazioni. Nel rispetto di Riace, di chi l’ha ripopolata e di chi è riuscito a mantenere il sorriso dondolandoci sopra i più buoni propositi. Nonostante le pugnalate alle spalle da parte di chi del modello Riace avrebbe voluto che si parlasse già al passato: c’era una volta...
Spiacenti, Riace ci sarà e tante Riace ci saranno anche altrove. Succede così quando si sa dare l’esempio.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
Rubrica: 
Tags: 

Notizie correlate