Che tristezza vedere la mia terra così disastrata

Lun, 02/11/2015 - 18:36
La lettera di un locrideo dinanzi alle devastazioni del maltempo

Tutti guardano, a quanto accade allibiti, i mass media accennano velocemente l’evento, ma nessuno trova soluzioni, se non di facciata.
Mi chiedo come molti calabresi, quella classe politica, seduta negli scranni regionali che sta facendo, le Opere Pubbliche, la Difesa del Suolo e la Pianificazione Territoriale della Regione Calabria, dove sono, e come hanno pensato di agire !?
Anche perché questa mareggiata ha il valore di spiegare a tutti, tecnici e cittadini, che l’evento del 2013 non è stato una situazione eccezionale, ma un evento con tempi di ritorno bassissimi, per spiegare meglio, qualcosa di ricorrente, non eccezionale.
Dopo l’evento, ho guardato nel web, anche indirizzato da alcuni amici, ed ho visto, le immagini progettuali che circolano, riguardanti la suddivisione dei lotti degli interventi di ricostruzione del lungomare, personalmente penso che il problema, non è affidare velocemente le opere da eseguire, seppur importante muoversi, ma riaprire un dialogo con la Regione Calabria, per valutare e studiare la complessità che si è ripresentata, a mi modo di vedere, a causa dell’energia idraulica scomposta, che spinge verso il nostro paese.
Personalmente penso, che molte responsabilità nascono dagli interventi in mare, riconducibili con buone probabilità al porto di Roccella Jonica, per questo, mi piacerebbe capire, come s'intende intervenire !? alla luce dei nuovi danni, che fanno comprendere, che c'è un problema legato alla modifica delle correnti marine.
Investire in infrastrutture per ridare ossigeno alle economie dei paesi costieri è sacrosanto, ma ritengo che questo vada fatto senza compromettere l’economie dei paesi limitrofi, soluzioni come quelle adottate nel porto di Roccella, è risaputo, generano problematiche sui paesi vicini, vedi cos’è successo a Catanzaro Lido e in moltissimi altri posti dove si è costruito con scelte progettuali che hanno modificato il profilo della spiaggia, riducendo, lo spazio di dissipazione dell’energia del mare.
Credo che l’impegno oltre all’emergenza dev’essere indirizzato verso una tutela del territorio, guardato fino ad oggi a spicchi, senza un minimo di pianificazione, ed i cittadini dovrebbero riacquistare centralità, perchè rappresentanti d’interessi legittimi.
Serve un attenzione vigile della collettività che impedisca alcune scelte, che seppur non riguardano il proprio territorio comunale, possono avere un impatto.
Serve, una politica attenta che agisca in sede di Conferenze di Servizi, facendosi sentire e cercando di comprendere, gli effetti che alcune scelte possono generare su altri territori, su cui come in questo caso, avviene un effetto domino.
Il risultato della mareggiata di Ottobre 2015, è sotto gli occhi di tutti, i danni solo a carico delle tasche dei cittadini Sidernesi, che dovranno ricostruire a proprie spese, con perdite che riguarderanno la prossima estate, che come la precedente, perderà quel poco di turismo locale, orientato verso altre mete più organizzate.
Ricostruire è importante, e si deve fare anche in fretta, ma vanno impiegate tutte quelle competenze possibili per trovare soluzioni definitive, che non siano rappezzamenti come quelle proposte a Siderno “ gabbionate “ facilmente sifonabili e di scarsa utilità, che da quanto leggo, non hanno retto l’impatto con il mare, bruciando tra l’altro, quantità significative di risorse economiche.
Non vorrei fare valutazioni, ne politiche e ne da esperto, ma penso francamente, che quanto è stato fatto, è servito solo a placare l’ira dei cittadini Sidernese, senza poi risolvere granchè, lavori serviti solo a dimostrare la celerità e la presenza dello Stato.
Si potevano avviare in questo tempo, usato malamente, studi sulla complessità dell’erosione costiera, su ambiti più estesi, non si possono risolvere, problematiche così complesse, solo attraverso opere ingegneristiche in luogo, studiare il territorio, è centrale, intervenendo su arie vaste, che tra l’altro nei programmi Statali, trovano sempre più finanziamenti importanti da utilizzare, i Comuni, sono sempre più legati dagli stessi interessi, ormai interdipendenti, bisogna imparare questa lezione, se non si vorrà ogni anno fare la conta dei nuovi danni, e continuare a lamentarsi di come tutto rimane inutilmente uguale.
Adolfo Melignano

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