A chi giova il tramonto della "Fondazione Corrado Alvaro"?

Ven, 02/05/2014 - 14:43

Sembra che per l'assessorato alla cultura della regione Calabria, la “Fondazione Corrado Alvaro” non esista più. E' stata volutamente, colpevolmente e forse subdolamente cancellata, come un'entità malefica e fastidiosa a cui non bisogna dare più alcun credito e quindi lasciarla estinguere lentamente. Non si capisce il motivo di tale comportamento discriminatorio da parte dell'assessorato, che pure, in passato, aveva sostenuto sempre i programmi culturali della Fondazione, le precedenti edizioni del suo prestigioso “Premio Letterario Nazionale”, la sua attività editoriale scientifica e divulgativa, i suoi programmi convegnistici e tutte le altre numerose attività culturali svolte nei diciassette anni di vita. Non si riesce a comprendere come una delle più efficienti e prolifiche entità culturali della Regione, sia stata, di punto in bianco, scaricata senza motivo e senza dare alcuna spiegazione. Eppure la “Fondazione Corrado Alvaro”, non è una comune associazione per la sagra paesana. Essa è intitolata al più grande scrittore calabrese dell'era moderna ed è nata, assieme alla “Fondazione Vincenzo Padula”, la “Fondazione Morelli” e la “Fondazione Imes” di Catanzaro, con deliberazione del consiglio regionale n° 554 del 8 marzo del 1995, subito tramutata in legge regionale 19 aprile 1995 n° 20, e vanta un comitato scientifico di altissimo livello, del quale hanno fatto parte, fino alla loro dipartita, capiscuola della critica letteraria italiana come il compianto professor Antonio Piromalli e Antonio Palermo e accademici dei Lincei come il defunto preside Vito Resta, oltre che i più prestigiosi italianisti e filologi italiani, come Raffaele Sirri, Raffaele Pupino, presidente dell'Associazione italianisti, Pasquale Tuscano, Vicente Gonzales Martin ed altri. L'iniziativa per la sua realizzazione è partita dal consiglio comunale di San Luca dell'epoca e fu accolta dagli amministratori regionali come una importante e prestigiosa novità, e approvata all'unanimità. L'attività della Fondazione fu sempre svolta con diligenza e passione, gratuitamente, da un gruppo di volontari (sanluchesi) che si sono sempre impegnati al massimo, malgrado le poche risorse e le quasi inesistenti strutture, per realizzare quanto previsto dall'articolo 3 dello statuto. Sarebbe lungo e forse noioso elencare sistematicamente tutta l'attività svolta in questi anni. Basti ricordare le undici edizioni del premio letterario che portarono a San Luca il fior fiore della cultura letteraria italiana come Giuseppe Petronio, Salvatore Settis, Bianca Garufi, Lorenzo Mondo, Antonio Ghirelli, Umberto Galimberti e tantissimi altri; o i convegni di Studio celebrati a San Luca ed in molte altre città italiane ed europee come Berlino, Madrid, Salamanca, Napoli, Assisi, Torino, Cuneo, Roma (nel Museo Capitolino, nel teatro dei Dioscuri e a Villa Borghese),Vallerano, Milano, Cosenza, Bologna, San Marco Argentano, Acri, Chiavari, Porto Santo Stefano in provincia di Grosseto, Trieste, Genova. E le mostre fotografiche, editoriali e documentali esposte ad Assisi, Roma, Salamanca, Napoli, San Marco Argentano, San Luca, Reggio Calabria; o i corsi di Scrittura creativa tenuti a Polsi da grandi Maestri, come lo scrittore Luca Desiato, la giornalista Adele Cambria, il celebre scrittore Vincenzo Consolo, e specialisti della materia come Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi; l'importante attività editoriale con la pubblicazione di decine di volumi tra cui la pregevole collana “Studi e testi alvariani” diretta dallo stesso presidente professor Aldo Maria Morace, alcuni reprint di Corrado Alvaro e tutti gli atti dei convegni alvariani celebrati. Non stiamo quindi parlando una oscura associazione di paese. Tutte le spese per le attività realizzate sono state sempre rigorosamente rendicontate con le relativepezze di appoggio”. La Fondazione ha ricevuto sempre encomi, anche da parte delle Istituzioni, per queste sue attività che, da molti, sono state ritenute un vero baluardo di cultura e legalità, proprio come si erano prefissi i fondatori dell'Ente culturale: usare la cultura come mezzo di rinascita civile ed il nome di Alvaro – cattedra di civismo e moralità - come simbolo di riscatto e di legalità. Cos'è successo, dunque? Perché da una certa data in avanti la Fondazione non ha più ricevuto i contributi regionali che pure sono previsti nella legge del 19 aprile 1995 n°20, senza nessuna spiegazione? Questo atteggiamento è incomprensibile e sorprendente, ancorché scoraggiante, e lascia, chi si è dedicato con sacrifici personali, per anni al riscatto di questo sfortunato paese di San Luca, amareggiato e deluso. Non osiamo pensare che questo atteggiamento ostile alle attività culturali svolte nel paese di Corrado Alvaro e di Stefano De Fiores, sia la conseguenza della campagna di certa stampa, e non solo, che ha come unico scopo l'attribuire a San Luca tutto il male del mondo, e considerarlo il paese dove sono tutti mafiosi; ed il Santuario di Polsi, che insiste sul suo territorio, il luogo delle tresche mafiose di tutta la Provincia, più che il luogo sacro per eccellenza dell'intero territorio aspromontano, e quindi luogo di preghiera e di devozione. Ormai tutto ciò è insopportabile. Nessuno afferma che nel paese non esista il malaffare, esiste ed è, purtroppo, un grossissimo problema sociale, che finora le istituzioni non hanno saputo affrontare e risolvere adeguatamente. Ma detto questo bisogna guardare anche alle cose positive. A San Luca, per esempio, esiste un Istituto scolastico comprensivo certamente tra i migliori della provincia, che ottiene premi in continuazione; merito di una dirigente brava, preparata e volitiva e di un corpo insegnante all'altezza del nuovo corso adottato dall'istruzione pubblica. Oltre alla Fondazione Alvaro opera, in San Luca da qualche anno, un centro studi intitolato a “Padre Stefano De Fiores” che si è già fatto notare per l'eccellenza delle sue iniziative culturali. L'amministrazione comunale, affidata ai commissari governativi, continua a realizzare opere meritorie nel settore sociale, come il centro di aggregazione P. Stefano De Fiores, per bambini e anziani; il “Centro Culturale Falcone e Borsellino”, che ha già ospitato importanti convegni di studio di natura culturale, sociale e ambientale. E molti altri progetti sono in cantiere. Quindi non tutto è marcio, come si vuole, a tutti i costi, far credere, ma esiste una società sana, che purtroppo deve operare in un ambiente malato, abbandonata a proprio destino proprio da coloro che dovrebbero incoraggiare ed aiutare chi, come la Fondazione Corrado Alvaro, ormai da quasi un ventennio opera per il riscatto e si propone come baluardo contro l'inquinamento sociale.

 

Autore: 
Fortunato Nocera
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