Chianalea di Scilla: il borgo che aiuta a rilassare lo spirito

Ven, 03/07/2020 - 12:30

Per valorizzare i Borghi che rappresentano la vera e propria ricchezza della nostra Regione, vi mostriamo oggi un luogo magico: il Borgo di Chianalea di Scilla, detta “la Piccola Venezia del Sud”.
È un comune di 4.800 abitanti, situato su un promontorio ad alta zona sismica proprio all’ingresso settentrionale dello Stretto di Messina. Il suo Santo patrono è San Rocco, e dal 4 gennaio 2020 è gemellata con Canzo, comune di 5.187 abitanti che si trova in provincia di Como. La leggenda ci informa che Scilla fu figlia di Niso, Re di Megara.
La principessa aiutò il Re Minosse agevolando il suo progetto per conquistare terre che erano sotto il suo dominio, però Minosse le giocò un brutto tiro, perché si rifiutò di sposarla e la abbandonò alle onde del mare, che portarono il corpo su quelle sponde che presero il nome della fanciulla.
Il primo nucleo abitato di Scilla risale alla guerra di Troia. La presenza di numerosi scogli ha agevolato la pesca e Omero avrebbe scritto che Crataia fu la madre di Scilla.
Quel luogo di Scilla, che ora si chiama Chianalea, sorse dal nome “Piano di Galea” ma le furono attribuiti anche altri nomi come Casagrande e Canalea, proprio per le piccole case che sorgono sugli scogli e che sono separate da viuzze, strette come canali, che scendono sul mar Tirreno.
I Tirreni erano molto abili nella pesca, ma furono sconfitti dai Reggini, vittoria che segnò un momento molto importante della storia di Scilla. L’età è quella omerica e la leggenda narra che siano stati i Troiani a costruire il primo nucleo abitato sotto la rupe.
Scilla conosce gli anni del suo maggior splendore tra l’XI e XII secolo sotto la dominazione degli Svevi, grazie al commercio fiorente che si sviluppava con l’Oriente.
In seguito, la famiglia Ruffo ha segnato la storia di Scilla di origini antichissime come quella dell’intera Calabria. Il famoso Castello di Scilla, nel 1720, fu fortificato dagli Austriaci, che lo difesero dagli attacchi degli Spagnoli, i quali, nel 1734, ritornarono in possesso delle Due Sicilie. Scilla fu nominata la Venezia del Sud per il modo in cui sono state situate le case, completamente sull’acqua. Il Borgo è un luogo di straordinaria bellezza e dista solo 20 chilometri da Reggio Calabria. Chianalea è anche il Borgo di miti e leggende che sono state raccontate nel corso dei secoli. È il posto che ti rimane sempre nel cuore per le sue acque limpide e per il loro colore cristallino. Chianalea è anche famosa per i suoi caratteristici e unici scorci, per le viuzze che spingono a visitare la cittadina e che portano ai ristoranti che sorgono sull’acqua offrendo al visitatore vedute mozzafiato per ammirare davanti la vicina Sicilia.
Mentre sei seduto a consumare il pasto e i gabbiani fanno da cornice con i loro voli, può capitare di ammirare il passaggio di una spadara, speciale imbarcazione che viene impiegata per la pesca del pesce spada, presente in quella fascia di terra che va da Scilla a Bagnara nel periodo che va dal primo aprile al 31 dicembre di ogni anno.
Il mare di Scilla sembra tinto di colore viola e, non a caso, tutta la fascia di terra del Mar Tirreno è stata giustamente definita Costa Viola.
Gli scogli fanno da cornice alla costa che, anche se all’apparenza può sembrare piccola, ti dà l’impressione di una bomboniera con l’acqua del mare che emana quel particolare profumo di salsedine, specialmente di notte, quando il panorama con le sue luci dai multiformi colori, è un vero spettacolo.
I visitatori, oltre ad ammirare una veduta stupenda che appare dinanzi ai loro occhi, indirizzano il loro sguardo verso le onde dell’acqua che s’infrangono sugli scogli ed è proprio un bel vedere che aiuta a rilassare lo spirito.

Autore: 
Angelo Laganà
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