Ciò che resta di “Metropolis”

Lun, 22/02/2016 - 09:37
In Calabria si fa terra bruciata… Sembra esista una gara: dove non arriva la 'ndrangheta arriva la repressione.

Nel marzo del 2013 il vento ha soffiato forte ed una bufera di arresti, di avvisi di garanzia, e di sequestri cautelativi ha investito la Calabria stroncando in una notte l’ennesimo sogno di sviluppo di questa nostra Terra. L’operazione “Metropolis”  tenne per giorni le prime pagine dei giornali regionali ed ebbe grande risonanza sulla stampa nazionale. Si alzò da ogni angolo della Calabria un coro senza fine di esaltazioni acritiche per una  operazione” brillante e decisiva” destinata ad “infliggere  un duro colpo  ad una organizzazione criminale operante in Calabria ma con legami internazionali..”
Per l’ennesima volta furono visibili i guasti di una stampa di regime che vive di veline e con le veline muore l’intelligenza critica e  l’ indispensabile libertà di stampa .
Eppure ci fu qualcuno che non cantò nel coro, per esempio  “Riviera”  pubblicò  un editoriale dal significativo titolo “Terra Bruciata”. Oggi quella inchiesta è crollata in mille pezzi. La quasi totalità degli imputati è stata assolta, i beni dissequestrati, l’impianto accusatorio demolito dalle fondamenta.
Quell’editoriale scritto all’indomani di una solenne conferenza stampa degli inquirenti ha colto nel segno e vale la pena riportare solo qualche passaggio : “..Un’altro sogno calabrese destinato a svanire. ..Da noi in Calabria è sempre così. Callisto Tanzi è in carcere ma la Parmalat è salva. Cesare Geronzi e Cragnotti sono stati arrestati ma la Cirio ha continuato a funzionare come prima…
In Calabria si fa terra bruciata…Sembra esista una gara: dove non arriva la ndrangheta arriva la repressione.  Qualcuno procede col naplam su tutto ciò che si muove ed oggi i sigilli sono stati imposti ai villaggi turistici comunamente dette “case degli inglesi” .Probabilmente ,tra qualche anno,  contempleremo questi villaggi da lontano come ennesima occasione mancata…
Nessuno chiede zone franche o salvacondotti  ma solo equilibrio e senso di responsabilità.. e rispetto sostanziale  per la Costituzione.
Altrimenti – pur in perfetta buonafede- con una mano si creano i mafiosi  stroncando sul nascere ogni occasione di sviluppo  mentre con l’altra si fa finta di combatterli..”
Non pensiamo di aver detto niente di eccezionale , nè ci sentiamo più intelligenti o più coraggiosi di altri. Siamo però consapevoli che la magistratura, come la politica, non avrebbe alcun bisogno di una stampa in ginocchio ed, a volte, ruffiana. Qualsiasi “potere”, proprio in quanto tale, deve essere controbilanciato da un pensiero critico senza alcun colpevole appiattimento  rispetto ai circuiti  perversi che stanno soffocando la Calabria.
Quali conclusioni trarre da questa vicenda?
Per qualche anno abbiamo sognato e finanche intravisto i segnali concreti di un serio flusso turistico verso la Calabria. Non tutto appariva lineare e guardare da vicino non sarebbe stato un male se fosse stato fatto con il necessario senso di responsabilità e senza cercare il clamore mediatico a tutti i costi. Già in molti paesi erano presenti i primi nuclei di cittadini del Nord Europa in cerca del sole Mediterraneo. Ne rimangono  pochi e quella esperienza sembra inevitabilmente destinata a finire.
Era necessario?
Il nostro rispetto per la magistratura e per le forze dell’ordine è grande ed autentico ,  proprio per questo dobbiamo domandarci se non fosse stato il caso di celebrare i processi senza ricorrere ad  inutili  carcerazioni preventive ed a rovinosi sequestri cautelativi!
Si tenga conto che fatti come quelli collegati a “Metropolis”, nuocciono alla credibilità della magistratura più di mille  articoli di critica sia pure aspri.
Qualora la sentenza venisse confermata nei successivi gradi di giudizio, saremo noi cittadini a  pagare il conto saldando i danni ingenti per sequestri non giustificati e di carcerazioni lunghe quanto discutibili. Somme che verranno tolte allo sviluppo, alla assistenza, allo studio, al lavoro ed anche ad una autentica lotta alla criminalità e ad una sana amministrazione della giustizia.
Comprendiamo gli errori e li riteniamo umani. Capiremmo molto meno se i danni fossero il frutto di una costante ricerca del clamore mediatico e della facile popolarità.
Ribadiamo : quanto abbiamo detto non significa assolutamente uno stupido invito a non perseguire i reati ma solo di mettere in atto percorsi , certamente più efficaci e meno traumatici, ispirate al dettato costituzionale.
Infine, sarebbe necessario che la “politica” avviasse una seria riflessione sulle tante “Metropolis” che vengono  sistematicamente oscurate.  Dubito che lo farà! E’ molto diffusa una razza nana di “politici” che non sa leggere se non sul copione scritto da altri. Probabilmente proprio ciò costituisce l’origine di tutti nostri mali.
Per finire con le parole ispirate ad una antica canzone: il vento tace e l’ aspra bufera è finita nel nulla. La Calabria si scopre più povera e più prostrata di prima. Noi continuiamo la nostra opera controinformazione democratica in una terra che grida giustizia da ogni poro e che giace sotto il tallone della ndrangheta e delle ottusa repressione.  Spesso, non solo avvertiamo tanta solitudine ma anche  velate pressioni tese a spegnere la nostra flebile voce. Nonostante duramente provati non  resteremo in silenzio e non perché ci sentiamo particolarmente coraggiosi ma per il rispetto che dobbiamo ai combattenti che partendo dalle galere e dai monti ci hanno dato la Libertà e la Costituzione.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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