Ci ha lasciati Sergio Lupis, l'ingegnere dei miracoli

Lun, 04/11/2019 - 17:45

Sono passate poche ore da quando l’ingegnere Sergio Lupis ci ha lasciati. Il caro Sergio, sempre affettuoso, mai irato, con quel sorriso bonario che ti metteva di buonumore a prescindere dalla giornata o dal momento in cui ti trovavi, ci ha salutati per sempre. L’ingegnere, o il “ragioniere” come affettuosamente alcuni suoi cari amici lo chiamavano, ha lasciato la vita terrena per un’altra. Lo ha fatto in silenzio, cercando di non disturbare, come suo solito, con perfetto stile inglese. Mancherà a molti Sergio, che vorrei definire “l’ingegnere dei miracoli”, per tutto quello che ha fatto. Sergio si è distinto nel suo campo, è stato sempre una spanna sopra gli altri. Ha saputo dare tanto, con modestia, forse anche troppa per una persona capace di salvare molte persone dagli ingranaggi troppo spesso farraginosi della macchina della giustizia italiana. Sergio, infatti, è stato l’artefice di tante consulenze, dalle trascrizioni di conversazioni alla descrizione del rapporto segnale-rumore di dialoghi e di vicende di varo genere, con le quali ha posto in risalto realtà velate grazie alle quali ha contribuito da far restituire la libertà a molte persone. Le sue conoscenze e la sua professionalità ampiamente riconosciute sono un esempio da seguire. Non avrebbe mai inteso leggere un articolo o anche un solo passaggio in un pezzo di cronaca giudiziaria dove si metteva in risalto il suo lavoro e il suo fattivo contributo. In un’era, questa, in cui si lotta ferocemente per un momento di gloria Sergio era restio di farsi pubblicità. Eppure se lo poteva permettere. Sergio era così. Prendere o lasciare. Negli anni ho apprezzato il suo approccio con la professione e, soprattutto, l’aspetto umano con il quale sapeva confrontarsi con le persone. Mi mancherà la sua dolcezza con la quale mi chiedeva di vedere le foto di mia figlia, che adorava come adorava ogni altra bambina o bambino che ha conosciuto, dimostrata con una sensibilità senza uguali. Poche ore prima di lasciarci, da quel letto in cui l’ho ritrovato, mi ha consegnato un ultimo sorriso che porterò per sempre nel mio cuore.

Ciao Sergio e grazie per quello che hai fatto.

r.m.

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