Ci scrive Via Turati di Siderno

Dom, 10/05/2015 - 10:59

Gentilissima Direttrice,
spero che pubblicherai la mia lettera perché desidero che tutta la cittadinanza sappia la mia storia e quante ne sto passando. Non tutti sanno dove mi trovo, sebbene il nome che mi è stato assegnato sia celebre. In genere vengo etichettata come “la strada delle scuole elementari Randazzo”, oppure “la strada della Polizia, di sopra”.
Sono sempre stata larga e comoda, il che consentiva il doppio senso di marcia e il parcheggio su ambo i lati. Perdonami, direttrice, non vorrei darmi delle arie, ma sono l’unica strada del quartiere che collega direttamente via Amendola a via delle Magnolie. Sono dritta e vengo subito al punto.
Un tempo non avevo lo stop in direzione sud, ma un gomito, dove c’era il cassonetto della spazzatura.
Da quando hanno prolungato via delle Magnolie, che – poverella - ne avrebbe da dire anche lei, mi hanno messo questo assurdo stop, mentre sarebbe stato meglio su via delle Magnolie.
Sebbene, prima o poi, tutti passino da me, nessuno mi cura. Da anni vivo abbandonata. Qualcuno ha fatto spostare pure il cassonetto che gli dava fastidio, e quindi sono diventata un ricettacolo di ingombranti e spazzatura di ogni genere: e dire che accanto c’era la Biblioteca Comunale! Certo che se quello era lo spettacolo che si offriva ai giovani e ai bambini, come potevamo pretendere che diventassero adulti coscienziosi e responsabili?
I bambini, poi! Le mamme parcheggiano quasi dentro la scuola, con i loro potenti SUV, per far salire i bambini delle scuole elementari con i loro zaini-trolley. Mi ricordo quando ero appena un viottolo di campagna, e andavo a scuola io: avevamo due libri, il sussidiario e il libro di lettura, il quaderno a quadretti e quello a righe. E basta. Che gli faranno studiare a ‘sti poveri bambini? La teoria della relatività?
Non ti dico quando piove, cara direttrice, quello che succede! Mi allago tutta (ma non è colpa mia) e delle volte ho paura che uno di questi bambini si affoghi in una buca e che debbano dragarmi per trovare il cadaverino. Oddio, che orrore, se ci penso!
I cani io li amo, ma gli alberelli che ho sono tutti chiusi nei riquadrini dei marciapiedi, che sono pieni di popò di cane. Non potresti dir qualcosa tu ai padroni? Esistono i sacchetti, li ho visti, so anche come si usano: è facile!
I miei marciapiedi sono tutti rotti e sporchi, i muretti imbrattati. La scuola per i bambini grandi, quelli che facevano il geometra, è vuota. Sono da sola tutto il tempo, non ho con chi parlare. In genere faccio chiacchierate lunghe con un bel pioppo che sta vicino allo stop, ma ogni tot anni arriva quell’uomo, quello lì, sì hai capito di chi parlo, e lo capitozza per far legna. Dopo un trattamento del genere il poverello rimane muto per mesi e mesi, e io mi sento più sola che mai.
La notte sono al buio, sempre. E io ho una terribile paura del buio, anche perché ci sono stati furti alla scuola per bambini grandi, e tanti incendi in estate.
Poi, a causa di una polemica che non ho neanche capito, mi hanno resa senso unico. Ma come, mi sono detta: ma se qua c’è tanto di quello spazio che sono la strada più desolata di tutto il paese! Ché poi, nessuno lo vede, questo *** di senso unico, lo imboccano contromano, e hanno ragione, perché non ha nessuna logica, perché venendo da Locri, sono una strada diretta per entrare nel paese!
Al momento mi usano come parcheggio quelli della Polizia, per il resto non ho compagnia, se non qualcuno che in pratica si infila dentro al tabacchino con l’auto, sta qualche minuto e poi scappa.
Cara direttrice, ti prego, vorrei tanto che i bambini giocassero con me, e non aver tutta quella paura di notte, al buio, da sola.
Aiutami, ti prego!
Con osservanza, Via Turati.

Autore: 
Lidia Zitara
Rubrica: 

Notizie correlate