Cinema e Archeologia: un connubio indissolubile valorizza il territorio

Lun, 10/08/2015 - 11:14
L’importanza della Rassegna del Cinema Archeologico di Portigliola, alla sua 4ª edizione, è il pretesto per valorizzare il patrimonio storico-culturale del territorio e nasconde un lavoro immenso, come quello alla base del recupero del Teatro greco-romano.

Prendete un sindaco consapevole delle potenzialità del proprio territorio, la direttrice di un Parco Archeologico sottovalutato e la responsabile didattica di un Museo di provincia; aggiungete tenacia, capacità comunicative e una buona dose di visionarietà; agitate energicamente e otterrete la Rassegna del Cinema Archeologico di Portigliola.
Giunta alla sua 4ª edizione, la manifestazione cultural-cinematografica è andata con il tempo arricchendosi di quegli elementi che la rendono oggi un successo indiscutibile e una punta di diamante tra le manifestazioni estive del territorio.
Anche quest’anno la rassegna ha attirato moltissimo pubblico da ogni dove e ha portato sul banco dei relatori eccellenze del mondo archeologico che hanno compreso perfettamente di dover spiegare un mestiere così tecnico a profani, aiutandosi con l’utilizzo di immagini affascinanti.
Il sindaco Rocco Luglio non può che essere entusiasta del successo, consapevole che non è da tutti riuscire a portare gli esponenti di ben tre diverse Università d’Italia in una rassegna di paese e di poter anche per questo cominciare a pensare di competere con la ben più rodata Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto, giunta quest’anno alla sua 26ª edizione.
«Il fatto che una manifestazione come questa, organizzata interamente dal Comune con la sola collaborazione della Soprintendenza, abbia raggiunto un tale livello qualitativo - ci ha detto il primo cittadino - lascia stupiti noi per primi. È necessario sottolineare che, senza l’impegno costante di Rossella Agostino, la partecipazione di professori dell’Unical, dell’Università di Siena o dello IULM di Milano, probabilmente non sarebbe stata possibile.
«Grazie a queste figure, invece, la rassegna è stata ancora più completa: ha toccato con una tavola rotonda le ultime scoperte archeologiche sul nostro territorio, ha presentato gli ultimi ritrovati tecnici per la conduzione degli scavi, ha spiegato in base a quali caratteristiche si può far risalire un reperto a un determinato periodo storico…
«Oltre ai professori, comunque, importante è stata la presenza ormai fissa di Franco Viviani, che ci ha allietato con la sua tecnica inedita di raccontare importanti fatti storici attraverso splendidi cartoni animati, o quella del nuovo Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria Francesco Di Gennaro, che ha presentato idee brillanti su come far evolvere la collaborazione con gli enti territoriali».
A questo proposito, la collaborazione tra il Comune e la Soprintendenza certo non ha riguardato la sola realizzazione della Rassegna ma, ancora più importate, è stata relativa al recupero della location nella quale si è svolta.
«Senza questa sinergia non sarebbe stato certo possibile recuperare l’area del Teatro greco-romano, per troppi anni abbandonata a se stessa. Raggiungere questo traguardo importantissimo è stato possibile grazie alla presentazione di un progetto serio, sul quale il Comune ha lavorato per moltissimo tempo affinché potesse piacere alla Soprintendenza. Ricevere risposta positiva e partecipare per la prima volta a un incontro per discutere il recupero di un così importante reperto che ricade nell’area di competenza del Comune che amministro è stata una grande emozione.
«L’iniziale diffidenza che provavamo nei confronti della Soprintendenza è andata via via scemando e le norme che prima apparivano degli ostacoli difficili da superare si sono trasformati in un’opportunità. Captata la nostra serietà, la Soprintendenza ci ha dato quella fiducia che continua a dimostrare quando invita una rappresentanza del Comune alla Conferenza dei Servizi, elemento che ci ha permesso di lasciarci alle spalle antichi dissapori e l’idea di essere enti che viaggiano su binari opposti, facendoci invece scoprire di essere dei collaboratori.
«Se a questo aggiungiamo la presenza di un interlocutore privilegiato qual è stata la Direzione del Museo, il vantaggio non solo per il nostro comune, ma per l’intero territorio appare evidente. Penso, anzi, che la ragione principale del mio orgoglio risieda proprio in questo: insistendo nel valorizzare il proprio centro abitato, la mia amministrazione è riuscita a migliorare l’intero comprensorio con la realizzazione di un progetto che gli ha riconsegnato un tassello fondamentale del suo grandioso patrimonio storico, un evento che speravamo avrebbe attratto la Provincia e la regione, completamente disinteressatesi, invece, a quanto realizzato.
«La summa di questo importante lavoro è stata indubbiamente il concerto inaugurale del sito archeologico, che ci ha fatto scoprire le potenzialità dell’area e immaginare un progetto grandioso per il futuro imminente: come già accade a Tindari o Siracusa, infatti, dovremmo proporre a giorni un progetto che ci permetta di portare sulle gradinate del teatro un pubblico attratto dalla possibilità di assistere a una rappresentazione di teatro classico in questo luogo così suggestivo. Stiamo già pensando a come inserire il sito, che abbiamo appurato essere il più grande teatro antico di Calabria, nel Circuito Nazionale dei teatri di pietra e già a partire da questo agosto vorremmo cominciare con gli spettacoli».
Ma i progetti per la valorizzazione del patrimonio storico territoriale non si fermano qui: Luglio vorrebbe al più presto vedere valorizzato il Cavaliere di Casa Marafioti, sul cui progetto di recupero ha già discusso a lungo con la Soprintendenza e poi c’è la 5ª edizione della Rassegna, sulla quale si sta già lavorando a ritmi serrati.

Autore: 
Jacopo Giuca
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