Concorso irregolare: nullità del rapporto di pubblico impiego

Lun, 23/09/2019 - 16:20
Giudiziaria

Nelle scorse settimane la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la Sentenza n. 21528 del 20 agosto 2019, si è occupata di una questione rilevante nei rapporti contrattuali della Pubblica Amministrazione, con specifico riferimento alle sorti del rapporto di lavoro, quando vi è l’illegittimità della procedura di concorso e, nei casi virtuosi, la stessa venga rilevata dalla P.A., che in autotutela provveda all’annullamento del concorso svolto.
L’art. 97, comma 3, della Costituzione impone l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni mediante concorso, e a mente dell’art. 51, comma 1, i cittadini accedono agli uffici pubblici in condizione di eguaglianza e secondo i requisiti stabiliti dalla legge, la cui violazione determina l’invalidità della procedura, secondo le regole proprie del diritto amministrativo.
Fatta questa premessa entriamo nel merito della decisione con il commento degli avvocati Alessia Alì e Nicola Enzo Crimeni.
I due avvocati del foro di Locri rilevano che: «La sentenza in esame ha ribadito che nell’impiego pubblico contrattualizzato, poiché alla stipula del contratto di lavoro si può pervenire solo a seguito del corretto espletamento delle procedure concorsuali previste dall’art. 35, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 165/2001 o, per le qualifiche meno elevate, nel rispetto delle modalità di avviamento di cui al combinato disposto del richiamato art. 35, comma 1, lett. b) e degli artt. 23 e seguenti del d.p.r. n. 487/1994, la mancanza o l’illegittimità delle richiamate procedure si traduce in un vizio genetico del contratto, affetto, pertanto, da nullità, che l’amministrazione, in quanto tenuta a conformare il proprio comportamento al rispetto delle norme inderogabili di legge, può fare unilateralmente valere, perché anche nei rapporti di diritto privato il contraente può rifiutare l’esecuzione del contratto nei casi in cui il vizio renda il negozio assolutamente improduttivo di effetti giuridici». «Pertanto il legittimo annullamento in autotutela del concorso interno, sulla cui base era stato poi stipulato il contratto di lavoro, consente alla P.A. di considerare caducato il rapporto di lavoro e di non darvi ulteriore esecuzione».
«In altri termini – rilevano ancora gli avvocati Alì e Crimeni - sebbene la procedura del concorso sia regolata dalle norme di diritto pubblico, quella attinente al rapporto di lavoro ha natura privatistica; ciò implica che i vizi propri della fase pubblica di selezione si ripercuotono sulla corretta instaurazione del rapporto di pubblico impiego, come nel caso al vaglio della Cassazione, che ha dichiarato la nullità del contratto di lavoro concluso sulla base di un concorso invalido».
In definitiva: «Si potrebbe a questo punto scorgere un aspetto risarcitorio in favore di chi abbia legittimamente confidato nella regolarità della procedura di selezione, che la Corte, tuttavia, limita, ritenendola tipica fattispecie di responsabilità precontrattuale e, dunque, extracontrattuale, subordinata alla rigorosa prova dell’esistenza dei danni, non essendo sufficiente una generica invocazione di danni c.d. da impoverimento professionale, all’immagine, morali, da perdita di chance e curriculari. Spetta al lavoratore, quindi, dimostrare la sussistenza del danno in concreto al fine di ottenerne il risarcimento»

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