Cosa rimane

Lun, 07/11/2016 - 19:51
La poesia

Cosa rimane Calabria,
adesso che muore la speranza?
Mi rifugerò tra i versi
di un poeta che ti amava.
Mi avvolgerò in quel nobile sudario
come un anacoreta che cerca
una lama di luce nel buio
e ripete un nome all'infinito.
Cosa rimane mia terra
ora che ci hanno rubato anche i sogni
e appari evanescente e smarrita
come una stella del mattino?
Non sei più il luogo che ha donato al mondo la bellezza e la sapienza,
dove si sono incarnate le utopie.
Adesso ti chiamano ndrangheta, questione meridionale, familismo amorale, obiettivo 1.
Ti chiamano solitudine, ignoranza e disperazione.
Da solo innalzerò il tuo vero nome
a mani giunte, come un'ostia consacrata
Da solo lotterò per ridarti onore, dignità e ricchezza,
anche se sento altre voci invocare verità e giustizia,
voci sempre più vicine che gridano Calabria.
Giuseppe Gangemi

*NOTA BIOGRAFICA
Giuseppe Gangemi è nato il 31 marzo 1965 a Reggio Calabria dove vive. E' redattore dei Quaderni Calabresi e di Lettere Meridiane, collabora saltuariamente da molti anni a quotidiani e riviste regionali. Nel 2001 ha pubblicato la raccolta di racconti brevi “Racconti del Duemila” ed è stato coautore del saggio “Negare la negazione” dello storico Nicola Zitara pubblicato da Città del Sole Edizioni, la stessa casa editrice che nel 2009 ha edito la sua ultima raccolta di prosa, versi e teatro che si chiama“Macandra”. Le sue ultime pubblicazioni in versi si ispirano al grande poeta neorealista Franco Costabile di cui ha curato la voce su Wikipedia. Sia i versi che la prosa intendono ridare dignità al Sud e valorizzare la ricca e antica civiltà meridionale.

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