Cosa sarebbe successo se l’Unità d’Italia si fosse realizzata partendo dal Sud?

Mar, 22/10/2019 - 12:40

“Il regno unito d’Italia” è un bellissimo libro scritto da Francesco Femia e Gianluigi De Marchi (Guida editore).
Fino alla battaglia del Volturno è un libro di storia ben raccontata. Dopo il Volturno il libro diventa una simpatica, ma non arbitraria, “fantastoria” supportata da una robusta conoscenza, da parte degli autori, dei protagonisti e fatti del nostro Risorgimento e dei meccanismi di crescita e buongoverno di una Nazione. Ed è così che parte un racconto affascinante su quella che sarebbe potuta diventare l’Italia moderna.
Gli autori fanno girare all’inverso la ruota della “fortuna” e sul Volturno fanno vincere le truppe borboniche. Poi vanno oltre e di battaglia in battaglia l’Italia viene unificata partendo dal Regno di Napoli.
Cosa sarebbe successo se l’Unità d’Italia si fosse realizzata partendo dal Sud?
Cosa sarebbe diventata l’Italia se al posto dei Savoia vi fossero stati monarchi e governi democratici, liberali e pacifisti?
A queste domande, gli autori cercano di dare una risposta e non lo fanno dando libero sfogo alla loro fantasia, ma supportando ogni ipotesi con argomenti sostenuti con la massima serietà. Non un’Italia “napoletana”, così come in realtà fu piemontese, ma un’Italia in grado di mischiare culture e di chiamare a raccolta gli uomini migliori.
Dopo aver sconfitto Garibaldi, Francesco II, decide di continuare la guerra contro il regno del Piemonte, le truppe napoletane avanzano vittoriose nella pianura Padana e i popoli italici si riuniscono attorno a un unico re e un’unica bandiera.
Francesco II, re illuminato e moderno, ha vinto ma non vuole stravincere. Il suo obiettivo è il benessere e l’Unità della Penisola italiana da Aosta a Trapani.
Ed è così che chiama a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio dei ministri, non un meridionale, ma il piemontese: Massimo D’Azeglio, conservatore liberale, e che, a sua volta, coinvolge nel governo figure di altissimo profilo politico e culturale, quali il Filangieri e il Cattaneo.
Partono una serie di riforme: una moneta forte, un’economia sviluppata, una società libera e tollerante, una giustizia giusta.
Soprattutto un ripudio della guerra che avrebbe messo l’Italia al riparo dei massacri del Novecento.
Nel giro di un secolo non solo l’Italia sarà fatta ma gli italiani saranno uniti e fieri del loro Nuovo Rinascimento.
Passano gli anni, entriamo nel nuovo Millennio e la “storia” di Femia e De Marchi si chiude in uno scenario meraviglioso che io non rivelo ma che voi potrete scoprire leggendo il libro.
Ne vale la pena! 

Autore: 
Ilario Ammendolia
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