Covid-19: Alla ricerca della scuola perduta…

Dom, 31/05/2020 - 17:30

Nel gruppo “Benessere per la Jonica” sono state fatte delle considerazioni riguardo l’imminente riapertura delle scuole e si è sommessamente elaborata una proposta da sottoporre al vaglio delle Autorità scolastiche e politiche.
Si partiva col constatare che una località va in notevole sofferenza quando una scuola chiude si riconosceva che in diversi Comuni del nostro comprensorio le attività scolastiche di base non esistono più e i cittadini, con notevoli disagi e spese, sono costretti a portare i propri figli nei paesi limitrofi. Ne sono esempio Africo, i cui bambini accedono a Bianco, o Pazzano, che confluiscono a Stilo, o San Giovanni di Gerace e Martone, instradati a Gioiosa Jonica. Nel contempo altri Comuni, per non chiudere le scuole, hanno dovuto prendere “in prestito” bambini da paesi vicini, come ad esempio Bivongi, solo per dirne uno.
Lungi dall’entrare in logorroiche discussioni sullo spopolamento dell’entroterra e fuga verso i grossi centri, o sulla contrazione delle nascite e argomenti collegati, l’Associazione vuole porre l’attenzione sulla riapertura delle scuole prevista a settembre che coinvolgerà anche la Jonica.
Presso il Ministero dell'Istruzione ed il Comitato tecnico scientifico stanno stabilendo le regole affinché la riattivazione avvenga nella massima sicurezza, rispettando distanziamento e uso di mezzi di protezione. Ma non bisogna dimenticare che la scuola, da sempre, identifica una comunità e costituisce luogo eletto di aggregazione, confronto e crescita sociale, principalmente nelle tante pittoresche e meravigliose località interne semi abbandonate del nostro comprensorio: sono realtà fatte di frazioni, contrade, borghi, piene di storia e risorse e in cui sono “presenti eccellenti strutture scolastiche” purtroppo “chiuse” e relegate al solo uso sporadico di seggio nelle ricorrenze elettorali.
Ne sono esempio: il borgo Superiore di Bovalino e Riace, le frazioni di Bombile, Potito, San Nicola di Ardore, quelle di Focà, Ursini e Campoli di Caulonia, quella di Bombaconi di Grotteria, quella di Torre Galea di Marina di Gioiosa, quella di Possessione in Gioiosa Jonica…
A tal uopo, le motivazioni addotte per le tante dismissioni sono varie: pochi bambini, pochi iscritti, pluriclasse, carenza e disagi del personale docente o discrepanze organizzative nella dirigenza scolastica o Comunale.
Senza volere rubare il lavoro a nessuno si crede che in questa fase emergenziale, a esclusione di effettivi motivi di sicurezza dello stabile, tutte le motivazioni sembrerebbero aleatorie e superabili con la creazione di “piccoli gruppi di scolari” da spalmare in tali strutture abbandonate. Nei Paesi scandinavi i piccoli gruppi sono stati concepiti già dalla notte dei tempi – 5 bambini per ogni insegnante - in quanto si è constatato scientificamente che essi  potenziano le capacità personali, la creatività e l’estro, i rapporti umani, donando a ogni singolo bambino la giusta attenzione didattica e principalmente, nel caso specifico, ciò permetterebbe contestualmente di contenere la diffusione del virus Covid-19, con il quale sembra, purtroppo, dovremo convivere per lungo tempo: l’occasione sarebbe inoltre propizia per utilizzare le graduatorie dei docenti disoccupati immettendone diversi in servizio.
Ai “piani alti” sembra che la riapertura a settembre in emergenza pandemica verrebbe a essere gestita con la sola organizzazione di massacranti turni didattici di pochi scolari per volta, da fare ruotare nella stessa giornata e nello stesso stabile scolastico; in subordine la programmazione di lezioni alternando le giornate con gruppi diversi.
Per il nostro gruppo ipotesi del genere porterebbero difficoltà sia ai bambini sia alle famiglie, per non parlare dei docenti e delle numerose responsabilità aggiuntive anche al personale dirigente.
“Benessere per la Jonica”, rispettosamente, propone l’idea di riesumare gli stabili abbandonati ancora validi al fine di mantenere la continuità didattica e i medesimi orari attraverso la distribuzione di piccoli gruppi di scolari/studenti nei predetti plessi. Oltre alla gioia della popolazione residente, si otterrà un incremento dell’occupazione con la possibilità per i nuovi docenti di operare in loco in cambio di un piccolo sacrificio di spostamento. Con la formazione di queste “mini classi” si riattiveranno realtà scolastiche territoriali da tempo perdute, si potranno rivedere gli organici delle scuole con assegnazione di nuovi incarichi facendo rivivere realtà comprensoriali dimenticate.

Autore: 
Franco Napoli
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