Covid-19: il soggetto autistico vive una doppia difficoltà

Dom, 05/04/2020 - 18:30

La Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo è stata istituita come ricorrenza annuale per richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone Autistiche.
Una ricorrenza che trova il suo significato più profondo se celebrata per creare momenti di riflessione e consapevolezza. Tutto ciò per fare luce su una patologia ancora troppo sotto taciuta e, quindi, difficile da comprendere e accettare. Proprio in questo periodo storico di emergenza sanitaria riteniamo che tale giornata serva ancora di più a ricordare quanto sia fondamentale sostenere e supportare le famiglie di persone autistiche, soprattutto in una fase così complessa e delicata. È necessario riflettere su quanto alcune difficoltà sperimentate da noi tutti in questi giorni poco si discostino dalla difficile quotidianità sempre vissuta dalle famiglie.
Siamo tutti obbligati a rimanere al sicuro dentro le nostre case, siamo stati tutti improvvisamente deprivati delle nostre quotidianità, delle nostre fondamentali routine. Tutto ciò per una famiglia che vive l’autismo si traduce in un’emergenza dentro l’emergenza.
Il soggetto autistico vive le conseguenze del Covid-19 doppiamente rispetto alle persone che non posseggono questa specificità.
Per gli Autistici i rischi del Covid-19 sono quelli di sviluppare forme gravi di polmonite, con necessità di ospedalizzazione collegata alla frequenza molto elevata di malattie fisiche come diabete, obesità e cardiopatia, ma anche per la difficoltà a seguire le norme igieniche e i sistemi di protezione. Per la persona che vive lo spettro autistico e per i il suo funzionamento cognitivo, spesso caratterizzato da difficoltà di comunicazione e comprensione, le restrizioni, a cui tutti siamo sottoposti, si traducono in un cambiamento della routine quotidiana, a cui difficilmente ci si riesce ad adattare.
Scompaiono improvvisamente le persone punto di riferimento – operatori o insegnanti di sostegno - a cui le persone colpite sono legate, la vita si snoda maggiormente in casa quando invece c’è bisogno degli spazi aperti frequentati normalmente, insomma i contatti fondamentali per l’esistenza sono per forza limitati.
Aggiungendo a tutto ciò che, nelle persone con autismo, i disturbi psichiatrici rappresentano usuali comorbilità dello spettro stesso, con frequenza fino a quattro volte superiore ed esordio anticipato rispetto alla popolazione generale. Resistere allo stress della pandemia e alle misure restrittive per contenerla comporta un’altissima probabilità di sviluppare ancora più disturbi psichici e comportamentali problemi causati da elevati livelli di stress psicologico. Le principali manifestazioni di reazione allo stress psicologico sono l’aumento di stereotipie motorie e di autoregolazione, catatonia o aumento dell’arousal, disorientamento tempero-spaziale e spesso anche una regressione delle acquisizioni pregresse.
Per contenere i rischi legati all’isolamento forzato in atto, ma soprattutto per rendere meno traumatico possibile il ritorno alla normalità, è importante cercare di assicurare alla persona autistica le routine giornaliere vissute in ambiente domestico; creare una pianificazione della giornata ben strutturata che preveda l’alternarsi di attività ludico strutturate a momenti liberi.
In più, le persone con autismo e i loro familiari affrontano barriere che rendono difficile accedere alle cure e alle informazioni essenziali per ridurre i rischi personali e sociali durante l'epidemia. Sono barriere di tipo ambientale, come la difficile reperibilità delle informazioni e le complicazioni nell’accesso ai servizi sanitari, ma anche di tipo istituzionale, poiché mancano i protocolli specifici sulla gestione della quarantena in famiglia, nelle residenze, nei centri socio-sanitari, ma anche i protocolli per la gestione degli operatori.
L’emergenza sanitaria in atto ci permetterà di diventare persone migliori, avendoci fornito la possibilità di riflettere su tantissimi e fondamentali aspetti del nostro “essere umani”.
I disagi provocati dall’isolamento, dalla distanza sociale, dalla perdita delle abitudini e delle attività preferite, che tutti noi stiamo provando in questo periodo, assomigliano in piccolo alle difficoltà che le persone con autismo devono affrontare quotidianamente e, dunque, utilizziamo questa condizione per comprenderle meglio.
Vorremmo invitare tutti a ritrovare all’ interno dell'autismo aspetti della condizione umana. Le vulnerabilità e i bisogni delle persone con autismo o con altre disabilità dello sviluppo, altro non sono che un’amplificazione della vulnerabilità e dei bisogni di tutte le persone.
Divenire consapevoli di questi bisogni è indispensabile per tutta la società e rappresenta la vera evoluzione sociale.

Dott.ssa Maria Rita Canova- Garante per la Persona Disabile
Dott.ssa Francesca Racco- Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

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