Covid: cresce il lavoro nero in Calabria

Lun, 05/04/2021 - 18:39
Per l’effetto delle chiusure di zona rossa e l’esercito di parrucchieri ed estetisti irregolari, in Calabria si è raggiunto il numero di 136 mila lavoratori in nero.

A seguito della pesantissima crisi economica in corso, l’esercito dei lavoratori in nero presente in Italia è in forte espansione. Nell’ultimo anno, ricorda l’Ufficio studi della Cgia, la crisi pandemica ha provocato una perdita di circa 450mila posti di lavoro. 

Con le chiusure imposte nelle ultime settimane, a tanti di questi disoccupati si sono aggiunti molti addetti del settore alberghiero e della ristorazione e soprattutto parrucchiere ed estetiste che si recano nelle case degli italiani ad esercitare irregolarmente i servizi richiesti, a discapito di chi rispettando le regole ha il negozio chiuso, continundo a pagare le tasse. Un numero di invisibili che è nell’ultimo anno è cresciuto sempre di più, la Calabria si trova in cima alla classifica del lavoro nero,  il tasso di irregolarità è pari al 22,1% (136.200 irregolari).

Nei prossimi mesi, soprattutto nei territori più provati dalla crisi, la situazione è destinata a peggiorare. Con lo sblocco dei licenziamenti, infatti, previsti dapprima a fine giugno, per coloro che lavorano nelle Pmi e nelle grandi imprese e, successivamente, in autunno per quelli che sono occupati nelle micro e piccolissime aziende, c’è il pericolo che il numero dei senza lavoro aumenti in misura importante.

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