Cucina e vini, il trionfo della Locride

Dom, 19/04/2015 - 11:03
Enoicamente. Lunedì scorso nella magica cornice de “Il Palazzo” a Moschetta è stato protocollato un passaggio epocale: nei ristoranti della Locride i vini del territorio saranno assoluti protagonisti

Questo settimanale sta attento a quanto accade nella Locride, spesso con passione e affetto, ben oltre la cronaca nera. Un fatto concreto di una certa entità si è consumato questa settimana in quel di Moschetta. Nella magica cornice de “Il Palazzo” - un luogo dove l’amore per questa terra diventa, in quelli che a questa terra appartengono, orgoglio, suggestione e voglia di restare – l’enogastronomia della Locride ha impressionato per qualità e bellezza i centocinquanta ospiti presenti nel giardino d’inverno, una nave da crociera con la prua a dritta sullo Jonio e vele achee spiegate su un passato dallo strepitoso retrogusto, dal perlage sapido e potente e da tutta la malinconia del mondo. Tra l’odore degli aranci in fiore mischiato a spume di bergamotto, nove ristoranti e due pasticcerie si sono fidanzati con i vini del territorio. 
Il meeting, finanziato dalla provincia di Reggio Calabria, andando oltre se stesso, è approdato in una serata di sana mondanità (vedi servizio a pagina 12 e 13). Nel Futuro. Sì, futuro. 
Paradossalmente, infatti, mentre nella Locride l’economia, la società, la politica, l’impresa vivono la più pesante decadenza degli ultimi cinquanta anni, i ristoratori e i vitinivicoltori, in totale controtendenza, mostrano qualcosa di fecondo che fa ben sperare. La Locride come la Maremma, la Brianza, la Val di Chiana, Il Salento.
 Il meeting di Moschetta ha sancito che la nostra enogastronomia, quel mix tra i prodotti dell’Aspromonte e del mar Jonio non ha nulla da invidiare a quei comprensori che hanno reso la cucina territoriale italiana famosa e unica nel resto del mondo.
“Il panorama della gastronomia calabrese è più ampio di quanto si possa immaginare e vanta origini antiche nonché molteplici apporti di popoli diversi. Una notevole inventiva caratterizza una cucina semplice eppure richiedente mediazioni complicate di intingoli o salse; una cucina che offre sapori forti e intensi, una cucina ‘miracolistica’ per i trionfi che celebra talora in assoluta povertà” ha scritto Guido Cavalcanti, docente di Storia delle tradizioni popolari all’Università della Calabria. 
Lunedì scorso abbiamo avuto, se ce ne fosse ancora bisogno, conferma di tutto questo. Il momento del passaggio epocale e necessario è giunto: nei ristoranti della Locride i vini del territorio saranno protagonisti, addirittura giganti.

 

Nella Galleria fotografica in allegato alla notizia troviamo:

1- I gioiosani: Sculli, Fazzolari e Agostino.

2- Destra & Sinistra: Bombino e Oreste Romeo con al centro Pietro Fuda e Virgilio

3- Gli agricoltori al pianoforte: Viglianti, Altomonte e Lucà

4- Doppia coppia: I “Romeo” Seby e Oreste, i “Reale” Anthony e lo Chef

5- Tutte le Donne di De Gaetano: Maria, Barbara, Anna, Ketty e Barbara

6- Il selfie: Fragomeni Giuseppe, Giovanni Gagliardi e il Barone Macrì

7- I “Bivongi” Antonello Alfarone e Ivan Leotta

8- Pro-Oliverio: Vincenzo Loiero e Demetrio Naccari

9- La sindaca e il presidente: Caterina Furfaro e Giuseppe Strangio

 

Autore: 
Fortunato Calabrò
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