Da Yonge street alla Statale 106

Sab, 07/04/2012 - 17:05
Da Yonge street alla Statale 106

La sindrome dello Jonio non c'entra nulla con il mal d'Africa: la savana ti sequestra, il mar Mediterraneo ti fotte.
Incontrai Mimmo Pellegrino nel 1989 in un ristorante di Yonge Street, in un incrocio tra la strada più lunga del Nord America, una coast to coast di 1800 km, e la pancia ricca di Down Town. Tagliava capelli. Acconciature lunghe e mai a spazzola. Per scelta di vita inseguiva la lambada delle onde.
Pausa pranzo.
In quel 15  settembre il cielo cambiava repentinamente meches, zebrate di  grigio topo . Solo uno colpo di sole a sud gli sorrideva come una calamita. E di questo mi diede subito conferma: « Toronto ti mette comodo. «Televisione al plasma e poltrona tecnologica, bancomat prodighi; poi però ti chiede l'anima, perchè lei non ce l’ha» mi disse. Non ero d'accordo. Da settembre ad Halloween nessuno per me era come l'Ontario. Tutto rosso e giallo. Praterie di Budweiser, profumo di mele e futuro scontato.  Po il mar Jonio. Repentinamente dalla sera alla mattina. La sindrome mi possedette quando Mimmo era già in Calabria da qualche anno.  L'esorcista fallì.
L'ho incontrato l'altro giorno, in un angolo tra la statale 106, la più lunga del meridione, e la pancia decadente della  misera e irriconoscibile Siderno. Da pochi giorni aveva chiuso quella saracinesca alzata qualche mese dopo il nostro incontro a Yonge Street. Aveva portato l'oriente nella Locride. Mathari, 20 metri quadri di Indonesia, per 20 anni. Una piazza etnica nelle centro della città.Era triste, il viso grigio topo  dentro capelli ancora lunghi.
Pausa pranzo
Ci siamo seduti nel bar di fronte e ci siamo fottuti una budweiser.