Dai Preti papà ai Preti Kapò

Dom, 14/06/2015 - 14:18

Il giorno di Sant’Antonio durante la messa delle 8:00 in una chiesa principale di Locri, si è verificato un episodio degno della migliore cultura nazista. Nico un mio amico rumeno è stato forzatamente allontanato dalla Casa del Signore previa sospensione delle letture e feroce invito lanciato dal pulpito da un altrettanto feroce demone travestito da prete.
Il mendicante cercava l’elemosina mentre si celebrava messa e questo ha indisposto il recitante, che ordinava subito l’allontanamento forzato di Nico. Per molti anni ci avevano abituato a tollerare i preti papà, i preti sfruttatori di sacristi, di migranti e per altrettanti lustri, i preti play boy; tentare oggi dopo la presenza rivoluzionaria di Papa Francesco di tollerare i preti Kapò è troppo.
La solidarietà, il bisogno di riconoscere nel povero Dio, aprire le porte della Chiesa soprattutto ai poveri è una pratica moto difficile da accettare da parte degli eredi della cultura di MarcinKus.
Potrebbero alterarsi gli equilibri tra i benefici ed i sacrifici che i rappresentanti nostrani di Gesù hanno così scientificamente curato negli anni senza disturbo alcuno. Alcuni di questi preti circondati da perpetue e giannizzeri vari vorrebbero escludere i poveri dalla Chiesa e precludere il diritto più alto: cercare la carità senza fare esercitare al prete il dovere primario di farla.
Volevo far sapere al Vescovo Mon. Oliva quanto successo il giorno di Sant’Antonio ma in generale come si comportano alcune tuniche. Mi permetto di dire a tutti i bisognosi di pane e di Cristo di inondare le chiese di Locri cercando così di limitare le presenza dei Mercanti nel Tempio.
A Sua Eccellenza Oliva di far fare ad alcuni preti 15 giorni di vita da poveri, forse così capiranno cosa soffre chi non ha niente e nessuno a cui rivolgersi
Don Andrea Gallo, Don Mazzolari, Don Milani sono per i “nostri” esempi da evitare accuratamente. Vergogna!!!!
P.S. / ai miei cari l’impegno che se dovessi morire improvvisamente rifiuto che mi venga celebrata messa a Locri, aggraverei la mia condizione di peccatore se arrivassi di fronte a Dio con la messa celebrata da qualche Lupin travestito da prete, trovandomi a litigare all’inferno pure con qualcuno di loro – salvo che anche all’inferno non ci sia il 41 bis con divieto d’incontro.
W i poveri
Chiaramente questa nota è stata inviata pure a Francesco (non Macrì).
W i poveri
Pino Mammoliti

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