Dal disastro alla speranza

Lun, 15/04/2013 - 18:31

C’era la tramontana l’altra sera sulla Locride e il vento portava un nauseante tanfo di marcio , qualche topo faceva capolino aprendosi un varco tra migliaia buste di plastica piene di immondizia,  nuvole di insetti, spaventati del vento, si rifugiavano nelle discariche che si alzano verso le case, le scuole, i mercati.. Una sola lezione da questa drammatica esperienza calabrese: 16 anni di commissariamento; un miliardo di euro spesi senza alcun senso logico ed alcuna programmazione; 2 milioni per i soli stipendi ai commissari, dimostrano- senza ombra di dubbio- che la gestione verticistica comunque attuata,è sempre fallimentare. Nulla cambia se i commissari sono generali o prefetti, dove non c’è democrazia e dove non esiste un controllo dal basso non c’è efficienza , né austerità, né buongoverno. I commissari non vanno bene in nessun posto né nei Comuni commissariati, né negli enti, né nei partiti.
Eppure nella Locride era maturato un progetto all’avanguardia sui rifiuti..
Non partiamo da zero. Il “progetto d’urto della Locride”, archiviato con molta fretta per ragioni che mi sfuggono, metteva al primo punto il problema dei rifiuti .
Prevedeva la raccolta differenziata in tutti i 42 comuni. Era la vittoria dell’unità di un territorio rispetto alle tradizionali divisioni. Era un impegno che all’ hotel President avevamo preso tutti insieme: sindaci, presidenza della Provincia, imprenditori, consiglieri comunali. Era appena passata una estate drammatica, con un centinaio di cassonetti bruciati a Locri , ancora di più a Bovalino ed in altri paesi della costa Jonica.
Avevamo promesso a noi stessi: mai più!
Mai più questa vergogna nella Locride.
Mai più tanta inciviltà nelle nostre strade.
Giuramento tradito da noi stessi prima che dagli altri
Il nostro piano era semplice ed inclusivo, mirava a differenziare i rifiuti, a non inquinare l’ambiente e a creare occupazione da quello che oggi è un drammatico problema.
Prevedeva, tre aeree di raccolta: una per l’organico, uno per il vetro-plastica, una per gli ingombranti. Una piccola parte dei rifiuti sarebbe dovuta andare al termovalorizzatore ed una percentuale non superiore al 6-7% in discarica.
Le tre aeree di raccolta, in punti strategici della Locride avrebbero dovuto essere alimentate da mini centrali a bio masse. Avremmo avuto così un modo per creare un collegamento positivo con le campagne circostanti. In un secondo tempo attraverso le aeree pip , collegate alle isole ecologiche, avremmo dovuto trasformare i rifiuti in risorsa.
Questa avrebbe dovuto essere la rivendicazione principale, unificante e permanente al tavolo di concertazione con la Regione Calabria che avevamo istituito, e questo il nodo centrale con gli altri organi di governo. Una sperimentazione sui 42 Comuni della Locride da estendere all’intero territorio regionale. Ripeto, non so perché la nostra ipotesi è stata archiviata. Probabilmente non tutti l’avevano capita, certamente non tutti sono animati dallo stesso spirito unitario e positivo.
Oggi c’è l’esperienza  di Roccella e di Riace.
Molto differenti. Conosco poco la procedura avviata dal Comune di Roccella, anzi disconosco completamente il bando attraverso il quale il progetto di Roccella è stato finanziato Riace conosce una esperienza  riconducibile ad una coraggiosa opzione politica di quella amministrazione guidata da Mimmo Lucano.
Nel borgo dell’accoglienza v’è una convergenza di interessi positivi :immigrati e emarginati in cerca di lavoro, necessità di differenziare i rifiuti, ritorno all’antico che è anche ultra moderno. Gli asinelli impiegati nella accolta non sono folkrore. Certo sono anche un richiamo turistico, ma rappresentano soprattutto la possibilità di ritornare ad una logica di inquinamento  pari a zero Infine, so che sta per partire la raccolta differenziata alcuni comuni consorziati. Credo siano in otto.Ovviamente mi auguro che avranno il massimo successo. Ci sono limiti evidenti, il primo è il fatto che riguarderà solo alcuni comuni, il secondo è che appena verrà meno la forza propulsiva del finanziamento regionale, la stessa differenziata potrebbe entrare in crisi.
Si può e si deve partire dalla Locride. Per qualche tempo siamo stati territorio di avanguardia dobbiamo ritornare ad esserlo.
“yes we can”. Questa frase che ha portato al successo Obama deve essere la nostra stella polare in questa battaglia ideale e politica. NOI possiamo !Basta solo volerlo tutti insieme e veramente!.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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