Dammi tre parole: varie ed eventuali

Dom, 05/05/2019 - 12:40

Il Consiglio dei Ministri dovrebbe essere in qualche modo un momento portatore di un'irrinunciabile sacralità, con regole formali, decoro e compostezza. Un rituale che dovrebbe avere inizio con la convocazione stessa. Invece la "chiamata" ufficiale al Consiglio dei Ministri del 30 aprile scorso non era degna di annunciare neppure un'assemblea di condominio.
L'ordine del giorno più scarno della storia, solo tre parole: "varie ed eventuali". Una dicitura che occupa meno spazio dell'intestazione e addirittura della stessa firma del Presidente del Consiglio. L'occasione principe in cui si discute il destino dell'Italia, alla vigilia della festa del lavoro che non c'è, si liquida senza la benché minima serietà con un'espressione che mostra in se stessa tutto il mancato rispetto che si ha nei confronti degli italiani e delle istituzioni.
Generalmente "varie ed eventuali" è l'ultimo punto di una lista e lo scopo dell’inserimento di questa voce è quello di discutere argomenti che non sono all’ordine del giorno e che possono essere saltati fuori all'ultimo minuto prima della riunione o che magari sono scaturiti dalle discussioni dei punti precedenti.
Ce lo insegnano le assemblee di condominio. È necessario, infatti, che nella missiva di convocazione, i condomini siano informati sull’oggetto da deliberare, così da valutare l’opportunità di prendere o meno parte alla discussione. La voce “varie ed eventuali” fa sempre seguito ad altri punti e non può essere intesa come un contenitore in cui far convergere qualsivoglia argomento ma costituisce soltanto un riferimento idoneo a dare inizio alla discussione e rimandare la decisione ad altra riunione.
Non solo. L’omessa indicazione nell’ordine del giorno di un argomento che poi verrà trattato nel corso della riunione di condominio comporta l’annullabilità della deliberazione. Se questo avviene all’interno di un microcosmo sociale come quello condominiale, com'è possibile che all'interno di un Consiglio dei Ministri che dovrebbe rendere conto a 60 milioni di italiani si possa bellamente rinunciare a rigore e principi di democraticità?
Comunque, tra le decisioni "varie ed eventuali" della seduta figura, pensate un po', lo scioglimento del Consiglio comunale di Palizzi e la nomina di Massimo Mariani a nuovo Prefetto di Reggio Calabria, in sostituzione di Michele di Bari che "vola", per volere di Matteo Salvini (ci piacerebbe conoscere le reali motivazioni di questa promozione), al Ministero dell'Interno, esattamente al "Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione". Perché queste due decisioni non avrebbero dovuto essere annunciate al momento della convocazione del Consiglio? Cosa si rischiava a rivelarle prima?
Inoltre, se la giurisprudenza ha affermato l’obbligo di preventiva informazione dei condomini convocati in assemblea e la relativa impugnabilità delle delibere adottate in spregio di tale comportamento doveroso, è possibile prevedere altrettanto nel caso delle delibere di un Consiglio dei Ministri?
Arriveranno mai queste risposte o dobbiamo rassegnarci a essere trattatati in modo vario ed eventuale?

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
Rubrica: 

Notizie correlate