Daniela Ferraro lascia una nuova traccia della sua arte

Lun, 30/11/2015 - 19:35

Una nuova grande soddisfazione per Daniela Ferraro, l'"usignolo della Locride", presente al Premio nazionale di poesia di Jesi (An) sabato 14 novembre. Dopo il primo premio ottenuto lo scorso agosto al concorso nazionale "Il Federiciano" di Rocca Imperiale (CS), la poetessa di Locri torna a lasciare una traccia di sè, del suo estro, della sua arte sul panorama poetico nazionale. Con la sua poesia "A Ferruzzano Superiore", edita su Piume di Cobalto (Aletti ed.), ha ottenuto la segnalazione della giuria composta da eminenti critici letterari e poeti italiani, da Lorenzo Spurio a Emanuele Marcuccio, da Susanna Polimanti a Marzia Carocci. La poesia ha riportato alla ribalta non solo il paese fantasma di Ferruzzano, dichiarato inabitabile dopo il terremoto del 1978, ma l'intera Locride pronta a mostrarsi sui palchi della poesia italiana. A omaggiare il nostro territorio anche la poesia in dialetto del dottore Gaetano Catalani, di Ardore, dal titolo "Piccirigliu meu", che si è aggiudicata il primo premio nella sezione dialettale tra tanti altri poeti provenienti da tutta Italia. Di seguito proponiamo la poesia con cui Daniela Ferraro ha partecipato al Premio nazionale di Jesi
A FERRUZZANO SUPERIORE
Mai pace ha il vento né lo stormir di fronde.
– Vaghi fantasmi sussurrano d’attese – Soffia la notte
sopra romite stelle, su giacigli di nubi l’ombra tua stanca.
– Rammenti ancora
lo scalpiccio dei passi, amene risa
e lumi alle finestre,
la parca mensa
che ringraziava il cielo, garrulo amore
dentro dirotti sguardi? –
Su sue sbiadite orme ansima il tempo
– fremito al labbro
è il logorio di assenze – ma dei ricordi comprimi pena cruenta come una madre
che ai figli occulta il pianto.

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