Dieni e Nesci (M5S): “Che errore la cancellazione del Giudice di Pace di Caulonia”

Mar, 23/12/2014 - 18:35

“La chiusura degli Uffici del Giudice di Pace di Caulonia è uno errore madornale.” Non hanno dubbi le deputate calabresi del Movimento 5 Stelle Federica Dieni e Dalila Nesci nel bollare come uno sbaglio il decreto del Ministro della Giustizia che dispone l’accorpamento della sede del Giudice di Pace di Caulonia con quella di Locri.

“In una terra in cui il presidio da parte dello Stato e la garanzia di giustizia è una necessità ineliminabile per contrastare il vuoto che verrebbe immediatamente coperto dall’ ‘Ndrangheta, questa chiusura è l’ennesima brutta notizia. E non ci è dato sapere in modo chiaro quale ragione concreta abbia portato il Ministero a rivedere le sue posizioni precedenti. C’è un altro particolare sconcertante: mentre il Parlamento votava un decreto legge che manteneva gli Uffici di Caulonia (d.l. 132 del 12 settembre 2014) lo stesso giorno, il 10 novembre, il Ministro Orlando siglava un decreto ministeriale con cui se ne disponeva la chiusura, in spregio della volontà espressa dalle Camere. Per questo abbiamo deciso di presentare un’interrogazione che domandi conto a questo Governo del suo incomprensibile e incoerente operato.” commenta la prima firmataria Federica Dieni.

“L’atto di Orlando manca peraltro di una sufficiente motivazione.” aggiunge Dalila Nesci. “Un generico invocare risparmi e razionalizzazioni ci sembra francamente troppo poco. La sede di Caulonia lavorava 700 pratiche all’anno, una mole di lavoro che difficilmente sarà raccolta senza conseguenze da Locri, senza contare che la sede della costa ionica era attrezzata e stava formando nuovo personale. Che servizio intendiamo dare ai cittadini?”

“Viene da chiedersi,” concludono le due parlamentari “quali criteri abbiano sovrinteso a questa decisione. Non certo motivazioni di tipo territoriale dato che ora un’area molto grande resterà priva di presidio. Non è altro che la solita decisione “illuminata” di questo Governo, probabilmente molto più attento a dare ascolto a qualche referente politico che ai cittadini.”

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