Dodi Battaglia: “La Calabria non ha nulla da invidiare alle colline del Chianti”

Dom, 23/08/2020 - 10:00

Martedì sera, a Portigliola, è avvenuto un piccolo miracolo. Grazie all’impegno sorprendente del sindaco Rocco Luglio, infatti, è stato organizzato un concerto che non solo ha permesso di portare dinanzi al Teatro Greco Romano un grande nome della musica internazionale e ha dimostrato la capacità di crescita del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”, ma ha anche sfidato con un’organizzazione davvero impeccabile il recente irrigidimento delle norme anticontagio emanate dalla Regione Calabria e dal governo per arginare i nuovi focolai da Covid-19. E così, proprio quando tutti erano pronti a scommettere contro il piccolo comune, Dodi Battaglia, “il migliore chitarrista d’Europa”, che ha fatto della militanza nel gruppo pop-rock “Pooh” una ragione di vita, si è esibito in un concerto trascinante, che ha ripercorso la sua straordinaria carriera. Poco prima che salisse sul palco, abbiamo avuto il privilegio di parlare con lui.
Il suo concerto di questa sera sarà indubbiamente il modo migliore di allontanare le paure legate alla pandemia e di continuare il percorso avviato con la ripartenza.
Sono molto contento di essere qui. È un posto bellissimo e, anche arrivando nel vostro comprensorio, ho capito che questa terra promette ciò che poi mantiene. Anche solo osservando il paesaggio mi sono reso conto che non avete nulla da invidiare alle colline del Chianti. Bellissimo. Sono qui grazie a un amico, Rocco Luglio, con il quale mi incontro in occasioni meno festaiole, ma sempre con grande piacere. Tanto che considero la Calabria un po’ casa mia.
Ci fa piacere sentirlo. Siamo dinanzi all’unica tappa del suo tour estivo.
In realtà avremmo dovuto fare un concerto anche giovedì, ma è stato disdetto all’ultimo per i problemi noti legati al Covid-19 e dovremmo avere un altro concerto il 29 agosto, in provincia di Avellino, sempre che non emergano altri problemi. Diciamo che questa è stata l’unica tappa confermata fin da subito e quella con la quale riparte il mio tour.
Tour che riparte con una forza di volontà che dimostra come la musica non si faccia fermare dalla pandemia, ma continui a varcare luoghi e confini.
Beh, del resto lo dice anche la celebre canzone: “Chi fermerà la musica?” Chi prova a fermarla è perché non è in grado di comprenderla e assume nei suoi confronti anche un po’ il ruolo dello iettatore. In questi mesi la musica è stato un motivo di aggregazione per le persone, per rimanere in contatto anche durante questo periodo difficile, per realizzare tante cose prima impensabili. Durante il periodo del lockdown, ad esempio, io ho realizzato molti progetti che non avrei portato a termine se fossi stato in giro a suonare. Ma forse anche per coronarli è arrivato adesso il momento di tornare sul palco, facendo così in modo che la musica torni a rivestire il ruolo che le compete.
Un ruolo aggregatore che è già stato abbondantemente dimostrato durante la serata di martedì e che non vediamo l’ora di sperimentare nuovamente anche durante le restanti serate di questa comunque indimenticabile estate locridea.

Autore: 
Umberto Landi
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