Domani Mons. Oliva dice Messa nella Chiesa di Prisdarello

Sab, 16/04/2016 - 16:52

Confermato che domani, domenica 17 aprile, alle ore 17,00 il Vescovo Mons. Francesco Oliva celebrerà la Santa Messa nella Chiesa di Prisdarello. Una presenza preannunciata nei giorni scorsi che è stata confermata stamattina. E' una azione giusta e indispensabile in questi momenti difficili per la laboriosa e compatta comunità di Prisdarello, una località che ancora gode le bellezze incontaminate della natura. Un posto incantevole. Dove la Comunità in piena reciproca e condivisa azione spontanea, in un misto di fresca gioventù con sani principi e buoni propositi, sostenuti dalla sapienza, dall'esperienza e dalla saggezza degli anziani, da anni si dà da fare per valorizzare quel luogo e le sue positività.
La decisione del Vescovo è veramente un bene per tutti. La Comunità di Prisdarello, ma anche la Comunità di Gioiosa e della Locride stanno vivendo momenti difficili e le parti sane si stanno dando da fare per dire che non è giusto generalizzare, che il valore e le azioni della stragrande maggioranza della gente vuole la pace, la serenità, la legalità, e per questi valori si impegna giorno per giorno a svolgere una profonda, notevole e proficua azione di volontariato.
La presenza costante del Vescovo Oliva tra la gente, specialmente tra i più bisognosi, i più deboli, gli indifesi, i maltrattati, è aria purissima, cielo azzurrissimo, luce per tutti. Un bastone solido a cui appoggiarsi e fare riferimento. E badate bene, non è carezzevole con tutti: è chiarissimo nel suo dire ed operare: a chi "deve tirare le orecchie" le tira, e come. Ma per il bene. Il bene singolo, la salvezza del singolo e sopratutto della comunità. Per amore e per migliorare questa nostra Locride, piena di virtù e potenzialità eppure tormentata dagli eventi illegali, violenti, assolutamente incondivisibili che fa male a Gioiosa, alla Locride ed alla Calabria.
Un'opera di miglioramento operativo, fattivo e culturale è quella che svolgono fortemente e costantemente le Associazioni della Consulta, ma a questo punto bisogna dare di più con l'azione, l'esempio e con la partecipazione fisica a tutti gli eventi, non solo di festa ma anche di civile dimostrazione contro la violenza e l'illegalità. Sono stati colpiti i singoli, i beni del Comune, il primo cittadino, la comunità di Prisdarello per ultima, ci saranno forse altre azioni. Ma dobbiamo opporci. Dobbiamo tutti camminare ed operare verso la stessa direzione, uniti, compatti: l'opinione e l'unità, l'esempio buono, il perdono, il ravvedimento, l'accoglienza, l'aiuto, l'inserimento fanno tanto è più forte e produttiva di qualsiasi altro mezzo. Nella Consulta c'è anche l'Associazione Culturale di Prisdarello, giovane di istituzione ma già enormemente attiva ed impegnata nel proprio territorio estremamente periferico ed isolato ma sopratutto -e valga da esempio e lezione per tutti- nel "paese" partecipando fisicamente ed operativamente con le altre associazioni della Consulta, con l'Amministrazione Comunale, con la Chiesa in qualsiasi tipo di manifestazione e di riunione o convegno.
Prisdarello: di questa gente e di questa terra si occupò in bene l'immenso Umberto Zanotti Bianco, a cui tutta la terra calabrese deve tanto ma che invece, come tanti altri benefattori, è stato dimenticato e solo qualcuno di tanto in tanto ne fa memoria, ma si sa queste cose "non fanno" notizia scandalistica. Ebbene, nel 1921 egli istituì a Prisdarello una scuola serale per quella gente che viveva lavorando i campi e che non aveva la possibilità di godere come la restante popolazione dell'istruzione.
Chiesa di Prisdarello. Non vogliamo assolutamente entrare nel merito o commentare dell'azione dello stato che attraverso gli organi della giustizia si sta adoperando efficacemente nel contenere e debellare il fenomeno della malavita, dell'illegalità. Faccia il suo percorso per il pubblico bene. Se vi sono soggetti che risulteranno processualmente colpevoli di malefatte, di comportamenti violenti, illeciti, criminosi, pagherà i suoi errori ed i suoi comportamenti per come è giusto che sia. E deve accettare se la pena è frutto di giustizia vera.
In questi giorni abbiamo appreso tanto ancora rispetto a quello che sapevamo. Siamo stati infatti diverse volte a Prisdarello sia come "persona libera" che come rappresentante della Consulta. Sotto questo profilo siamo pienamente legittimati in quanto -proprio noi come Consulta abbiamo fortemente voluto e pressato per la istituzione in quella frazione di una Associazione che rappresentasse quella Comunità così distante, in tutti i sensi, dal Centro; facemmo il passaggio casa per casa, spiegammo tutto assieme al giovane Antonio Calvi e poi concludemmo il percorso con una riunione collettiva molto partecipata, tenuta proprio nella Chiesa di Prisdarello dove tutti condivisero il progetto e decisero di costituire l'Associazione nominando Presidente proprio il giovanissimo Antonio Calvi. Questa Associazione si è proposta di interessarsi alla tutela del territorio, a raccogliere i bisogni della gente ed a proporli alle istituzioni per le soluzioni, delegata a promuovere la visibilità e la valorizzazione del territorio stesso, della cultura nei suoi vari aspetti, dalla tipicità della gastronomia ad alcuni beni storici ed architettonici ancora da scoprire, a promuovere l'azione ambientale con la differenziata (di recente è stato fatto un apposito incontro con la popolazione e l'Amministrazione Comunale), a riproporre le risorse tipiche e le attrattive della località e della popolazione, ad assistere e sostenere l'azione della Chiesa, ad aiutare la gente bisognosa, ad aprire opportunità di integrazione , socializzazione e scambi culturali, a cercare di stimolare e migliorare il mantenimento delle attività ortofrutticole e la lavorazione della terra, con la creazione di una cooperativa giovanile, e principalmente quella di "rompere" il muro che "divide" la città e la gente di Gioiosa dalla frazione (moltissima gente, in occasione di iniziative fatte a Prisdarello ha confessato che non conosceva affatto quella località: signori, ci rendiamo conto di quanto è difficile vivere in periferia ? Ed allora questa Associazione, con la brillantezza e l'intelligenza giovanile si è fatto carico di questa azione di avvicinamento e di "integrazione" tra popolazione dello stesso paese. Integrazione, proprio integrazione, è la parola ed il suo significato che in modo nudo e crudo rende adeguatamente l'idea) -
E ieri sera -durante il corso di una trasmissione televisiva (Linea diretta di Telemia) vi è stata una ulteriore prova della distanza che separa la popolazione del Centro dai problemi della periferia, mi dispiace dirlo ma è stato proprio così, un comportamento che è contrario ai principi morali, etici e di solidarietà e sussidiarietà all'atto della sottoscrizione del 4 luglio 2014, riguardante gli impegni assunti da parte di tutte le Associazioni della Consulta. Quindi, mentre tutta la popolazione di Prisdarello è convenuta riempiendo i gradoni dell'Anfiteatro (anche questo costruito con il proprio sudore con le pietre raccolte nel locale fiume "Calabrò"), mantenendo un doveroso contegno pacifico, corretto e democratico, nessuno del "paese" si è fatto vedere per solidalizzare e condividere la sofferenza di quella gente, vistasi denigrata in quel malo su una TV Nazionale. Forse non è stato percepito il problema, o non è stato capito o non condiviso, oppure si è pensato "affari loro". Non è così. Sono affari del paese della intera comunità e bisogna solidalizzare se si ritiene che si sta facendo una cosa giusta e corretta. Il momento difficile e delicato della Comunità di Prisdarello andava condiviso da tutti. Non si è fatto vedere o sentire nessuno. Ma su facebook diversi, anche di altre località, sono intervenuti. E' successo il contrario di come è avvenuto giustamente in altre occasioni nel paese. Prisdarello, come le altre Frazioni sono "Gioiosa Jonica" non un corpo estraneo e come tale, nei limiti delle cose giuste, va tutelata.
In questi giorni di incontri a Prisdarello con la gente, a parlar con loro ed a fare la documentazione video, personalmente ho appreso tanti altri particolari per quanto riguarda il tema specifico della costruzione e del finanziamento della Chiesa. Li riporto così come mi sono stati raccontati. Mi è stato detto che all'epoca la richiesta di offerte spontanee in denaro per sostenere le spese di costruzione della Chiesa sono avvenute non solo a Prisdarello e Gioiosa ma addirittura in tutti i paesi della Vallata ed oltre, compreso Siderno, Roccella, Caulonia. Mi hanno raccontato che a Gioiosa e nei paesi sopra richiamati, quindi anche a Siderno, Roccella, Caulonia, sono andati casa per casa, senza nemmeno essere presentati o conoscere le famiglie dove bussavano o suonavano il campanello. C'era infatti uno di loro che "aveva tanta faccia tosta" di suonare e chiedere alle persone che aprivano la porta se volevano fare una offerta per la costruzione di una Chiesa a Prisdarello, e sono riusciti a raccoglie buone somme. Altro particolare importantissimo: in tutti questi paesi vennero collocati nei bar, nei negozi e locali più frequentati, dei "salvadanai" inventati: le "buatte" dei pomodori di quelle più grandi. E quando rifecero il giro per ritirare i salvadanai ebbero la grande sorpresa di vederli ben pieni di monetine, contributo della gente sconosciuta che però evidentemente aveva apprezzato l'iniziativa. Altro particolare molto significativo: il più importante quotidiano italo-americano "Il Progresso" stampato a New York, pubblicò gratuitamente e per espresso volere dell'editore e del direttore, la notizia che in una piccola frazione della Calabria, Prisdarello di Gioiosa Jonica, gli abitanti avevano deciso di costruire una Chiesa ed invitò i suoi lettori ad offrire il loro contributo. La notizia fu tenuta sul giornale addirittura per più di un mese ed il direttore, alla fine consegnò più di 3.500,00 dollari. Eppoi mi è stato confermato che i soci fondatori misero ciascuno 500 mila lire; la Regione con Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Fuda, in accoglimento ad una richiesta fondata su una disposizione di legge regionale riferita proprio alla Chiese, erogò alla Curia 30 milioni di lire utilizzati per la costruzione della Sagrestia, l'intonaco estero e la pitturazione totale dell'interno della Chiesa. La stessa Curia contribuì in qualche modo a finanziare l'opera. Lo scheletro in cemento fu costruito da una impresa di Gioiosa Jonica e costò poco più di 20 milioni di lire. La prima campana fu donata da Guttà Cosimo, intitolata a Padre Pio,successivamente furono messe altre due campane con i fondi dei fedeli, ma il contributo maggiore venne dato dall'Azienda Agroalimentare SAOR, queste campane furono benedette dal Vescovo Giancarlo Maria Bregantini il 25 dicembre 2007, qualche giorno prima di lasciare la Diocesi di Gerace Locri per assumere l'incarico di Arcivescovo metropolita della Diocesi di Campobasso-Boiano; la porta centrale fu donata dai Fratelli Correale originari di Furro ma emigrati nel New Jersey; il porta candele da Bruzzese Vincenzo fu Francesco, originario di Cola emigrato in USA, il tetto struttura in cemento e tegole e la statua di San Vincenzo donate dai Fratelli Bruzzese di Cola; la statua di S. Antonio dalla Famiglia Cursaro di Roccella Jonica; la statua dell'Immacolata dalla Famiglia Tonino Amaduri contrada Tarvò; il contenitore dell'acqua santa, una opera scolpita sulla pietra, donata da Natia Belfronte della periferia di Grotteria; un quadro "l'integrazione" raffigurante S. Antonio che accoglie un ragazzo di colore, opera di un pittore di Bovalino; le vetrate a colori alle finestre donate da una vetreria di Guardavalle; i 14 banchi donati dalle famiglie di Prisdarello tranne una che di Gioiosa Jonica; l'altare ed il leggio in legno dal benemerito Generale del Corpo Forestale dello Stato Vincenzo Caracciolo; la tovaglia dell'altare, realizzata in lino, ricamata a mano ad intaglio donata dalla signora Agostino Maria Rosa di Gioiosa Jonica; le "stazioni" (una serie di quadretti realizzati in legno) simbolo dell'avvenuta consacrazione della Chiesa furono donate da Antonio Itala. La Croce per la processione è stato un dono di Logozzo Giovanni. La grande Croce in legno posta sulla parete centrale fu donata dalla Falegnameria Fratelli Ierinò di Marina di Gioiosa Jonica; qualche anno fa venne messa sulla croce la statua di Gesù Cristo, donata da padre Giuseppe Campisano anche con il contributo dei fedeli della Parrocchia di San Rocco; la fonte battesimale, il confessionile e l'amplificazione è stato un dono di Don Vincenzo Nadile, Parrocchia di S. Rocco e Vescovo Vicario della Diocesi Gerace-Locri; calice e pisside donati da Parrelli Pasquale, emigrato USA; nel 2000 con fondi regionali venne realizzato il sagrato e l'Anfiteatro, utilizzando le pietre raccolte dalle persone di Prisdarello nell'adiacente fiume "Calabrò", con messa in opera delle maestranze e volontari locali, lavorando gratuitamente; nel 2012 la Famiglia Magenta, originaria di Prisdarello ma emigrata in America donò la statua di Padre Pio che è collocata in alto sull'ultimo gradone dell'Anfiteatro.
Infine, dai fondi che rimangono alla fine della tradizionale Processione di S. Antonio, che si fa da 15 anni ogni prima domenica di agosto (data stabilita all'epoca dal Vescovo Bregantini) , fondi che variano dai 300 (trecento,00) ai 500 (cinquecento,00) euro, questi sono reinvestiti nei miglioramenti della Chiesa, quindi nel tempo sono stati acquistati le sedie, gli arredi della sagrestia, l'installazione dell'aria condizionata e così via.
Questa è la storia che conosciamo e che tutti sanno. Il resto è competenza degli organi dello Stato.
Ed adesso partecipiamo tutti alla Messa del Vescovo Mons. Francesco Oliva domani a Prisdarello alle ore 17,00 e poi organizziamoci tutti insieme, coinvolgendo anche i Sindaci della Vallata, con le Autorità Civili, Militari e Religiose e tutte le altre oganizzazzioni votate al bene comune della Locride, per la preannunciata manifestazione pacifica, libera e democratica del 25 aprile che riguarderà non solo il caso di Prisdarello ma tutti gli eventi violenti e criminosi avvenuti negli ultimi tempi a Gioiosa Jonica e nella Locride contro i beni pubblici e le Istituzioni.
Vincenzo Logozzo Presidente della Consulta delle Associazioni

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