Dove va il porto di Gioia Tauro

Sab, 03/12/2005 - 00:00

Dove va il porto di Gioia Tauro? ha mantenuto le sue promesse iniziali? Quali processi positivi ha attivato? Sono queste le domande che spesso ci si pone allorquando si rivolge l’attenzione all’unica infrastruttura marittima che ha traghettato la regione in una realtà di competizione mondiale mettendola sulle rotte delle merci e del trasporto più moderno come quello dei containers.
Le domande si pongono maggiormente in questi ultimi mesi poichè ormai è imminente la scadenza del mandato che l’attuale presidente dell’Autorità Portuale Giuseppe Guacci porta avanti dal dicembre del 2001 e che ha condotto il porto di Gioia Tauro sulla via del potenziamento per quanto riguarda infrastrutture interne e della sicurezza, ma anche dell’attività delle imprese che hanno mantenuto, senza arretrare, i livelli di movimentazione e di traffico che assicurano ancora il primato al porto calabrese all’interno del Mediterraneo e le posizioni di rilievo sia a livello Europeo che mondiale. Quest’anno i dati si attesteranno sui 3.200.000, mentre il porto con le banchine alti fondali assicura l’attracco delle portacontainers più grandi del mondo ed aumenta la capacità di accoglienza dell’intero bacino.
Ma per capire cosa sta avvenendo nell’amministrazione di questo importante area portuale riteniamo partire dalla constatazione dei livelli raggiunti.
Lo sviluppo del porto di Gioia Tauro, nel quadriennio coincidente con l’attuale gestione presidenziale dell’Autorità Portuale, è stato finalizzato oltre che all’implementazione delle infrastrutture portuali alla organizzazione dell’attività di gestione pubblicistica dell’Ente, in coerenza con le funzioni amministrative di legge.
La riconfigurazione della circoscrizione portuale, intervenuta a seguito della demanializzazione eseguita nel 2002, ha comportato l’aumento dai preesistenti 240 ettari amministrati ai circa 440 attuali ponendo la necessità di ricondurre alla disciplina amministrativa del regime demaniale le numerose attività in atto.
Sono stati attivati i procedimenti amministrativi attraverso i quali sono state regolarizzate le occupazioni delle aree di nuova demanializzazione attraverso la stipula di atti sostitutivi della concessione demaniale.
La potenzialità della concessione di maggiore rilevanza per l’operatività del porto, assentita alla società MCT, è stata significativamente incrementata passando dai precedenti 1.171.300 mq. agli attuali 1.485.000 mq. di superficie destinata alla attività del terminal contenitori; parimenti il canone concessorio annuale è stato incrementato dai precedenti euro 833.000 agli attuali euro 1.125.300.
Il numero delle imprese portuali autorizzate ad operare ex art. 16 della legge 84/94 ha raggiunto le 15 unità, di cui sette per l’esercizio di attività portuali e otto per servizi specialistici.
L’incremento ha consentito di rimuovere ampiamente una delle anomalie riscontrate all’inizio del quadriennio quando operavano solo due imprese.
Il decollo operativo del secondo terminalista BLG ha rimosso la principale anomalia presente sulle banchine del porto di Gioia Tauro conferendo allo stesso la caratteristica di polifunzionalità.
Le entrate di bilancio per introiti propri derivanti dall’attività istituzionale ordinaria dell’Autorità portuale si sono incrementate da euro 1.527.000 nel 2002 ad euro 1.845.000 nel 2005.
Nel 2004 l’importo complessivo, derivante dai contributi pubblici per opere di grande infrastrutturazione, ha registrato un picco di euro 243.570.000 assegnato quale finanziamento per lo sviluppo del porto.
Un quadro complessivo questo che mostra una realtà in movimento che negli ultimi quattro anni ha ricevuto una spinta decisiva. (1)

Autore: 
Giuseppe Mazzù
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