Doveva succedere, è successo

Dom, 01/12/2019 - 09:30

La strada provinciale n 9 che conduce da Pazzano a Serra San Bruno, costruita dai Borbone per consentire il trasporto del minerale ferroso dalle miniere di Pazzano alle fonderie di Ferdinandea e Mongiana, dopo oltre 180 anni di onorato servizio ha smesso temporaneamente di consentire il traffico a causa di una frana che l’ha pesantemente colpita facendo franare in località Campanaro un tratto del manto bituminoso.
La strada, oltre a consentire il traffico leggero da e verso le Serre, era l’unica via breve di collegamento tra lo stabilimento di imbottigliamento acqua della Mangiatorella con la ionica. L’interruzione si ripercuote pesantemente sulla produzione dell’industria e provoca notevoli disagi agli operai che dai paesi della vallata si recano, su tre turni a lavorare alla Mangiatorella.
Con il passaggio della strada (SS-110) dall’ANAS alla provincia i RC, ora città metropolitana, l’asse viario, l’unico che porta verso le Serre, non ha avuto la dovuta manutenzione, ordinaria e straordinaria che alcuni tratti richiedevano. Ciò ha fatto sì che dopo decenni di abbandono totale, sia ricomparso sul fondo stradale, al posto del bitume, il primario battuto in “breccia “di ciottoli di calcare, che “ab antiquo” lastricava la strada, che ha consentito le infiltrazioni d’acqua. Chi percorreva la strada, da decenni, era costretto ad uno slalom per evitare le troppe fosse di svariati decimetri, pietre e restringimenti di carreggiata per lavori mal fatti. A ciò si aggiunge la totale scomparsa delle indispensabili cunette, concausa della frana che ha distrutto la strada.
 Era da prevedere, e nonostante le numerose richieste e proteste degli automobilisti e degli operai della Mangiatorella, nulla si è fatto. I nostri amministratori e i politici di fronte ai loro doveri si tappano le orecchie e chiudono gli occhi sul territorio e sulle responsabilità che sono di loro competenza. Solo per pura fortuna nessun veicolo è stato coinvolto nell’evento calamitoso, solo allora forse si sarebbero interessati a svolgere il proprio lavoro fuori dai palazzi del potere.
 Difficile sarà ripristinare lo stato della strada in tempi brevi, tenuto conto dell’ingente danno provocato dallo smottamento. Sarà necessario provvedere a realizzare, si spera in tempi brevi, uno spostamento lato monte del tracciato e creare un “by pass” alternativo e stabile, scavato nella roccia. Ed in seguito, ma questa è utopia, predisporre un intervento serio che consenta alla strada di essere una strada degna di questo nome, facendola gestire come in precedenza dall’ANAS.

Autore: 
Danilo Franco
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