DSA e specifiche modalità di apprendimento

Sab, 19/09/2020 - 09:00
Diamo spazio all’età evolutiva

Leonardo da Vinci, Michelangelo, Beethoven, Agatha Christie, Picasso e molti attori attuali, da Jack Nicholson a Orlando Bloom, hanno tutti una “caratteristica” in comune: un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).
Il DSA è un deficit di funzionamento del sistema nervoso centrale, biologicamente determinato, che si manifesta con una difficoltà significativa e persistente nell’automatizzazione delle competenze di base specifiche per l’area di apprendimento coinvolta, che sia la lettura, la scrittura, o il calcolo (Dislessia, Disortografia, Discalculia). Nell’esecuzione di queste funzioni sono presenti errori altamente caratteristici e spesso è riconoscibile una familiarità di tale disturbo.
Ora è importante sottolineare come la genialità appartenente ai personaggi sopra elencati sia testimonianza dall’infinita ricchezza che risiede all’interno di ogni specificità.
I DSA, pur avendo un disturbo specifico della lettura, della scrittura e/o della comprensione del testo scritto, hanno spiccata intuizione e creatività, ed evidenti capacità empatiche, competenze tipiche del pensiero laterale. Questo "specifico pensiero" altro non è che un modo “indiretto” di risolvere i problemi, ovvero provare a guardare l’obiettivo da raggiungere da diverse angolazioni. Questa modalità di pensiero si contrappone al pensiero verticale e la differenza consiste nel fatto che il secondo è un pensiero logico, selettivo e sequenziale, mentre il primo è generativo e intuitivo, e permette di trovare nuove idee attraverso percorsi alternativi.
Pensiero laterale e pensiero verticale si riconducono ai due emisferi cerebrali destro e sinistro e al loro modo diverso di affrontare ed elaborare la realtà.
I bambini con DSA sembrano utilizzare maggiormente l’emisfero destro nell’apprendimento. Per questo motivo diventa di fondamentale rilevanza comprendere cosa sia il pensiero laterale, al fine di impostare una didattica adeguata, che possa valorizzare i punti di forza dei bambini e ragazzi con DSA, così da evitare che gli stessi si trasformino in invalicabili limiti per l’apprendimento. Caratteristiche come la creatività, l'intuizione e l'empatia, in una modalità di apprendimento classico, potrebbero sembrare superflue, comunque non essenziali, e quindi non potenziate.
Per fare alcuni esempi l’intuito potrebbe essere pensato come a un lampo, che arriva all’improvviso e ti dà la possibilità di risolvere un problema di matematica saltando tutti i passaggi, e quindi violando le metodologie di svolgimento insegnate. L’empatia ti dà la possibilità di guardare le persone con un occhio diverso, ci permette di comprendere come si sente una persona e metterci nei suoi panni; questa caratteristica migliora i rapporti sociali a ogni livello.
L’empatia. in ambito scolastico. potrebbe servire a capire come si sente un’insegnante o un compagno in difficoltà, ma molto spesso queste emozioni ti si “appiccicano” addosso fino al punto di non riuscire davvero a fare nulla e, quindi a risultare distratto e disorientato.
Insomma, la vita scolastica non è facile per una persona con questo funzionamento mentale.
Per poter agire su queste modalità di pensiero laterale è importante l’atteggiamento dell’adulto che deve essere rilassato e spontaneo nell’affrontare le discipline di studio, concentrato e attento a rilevare le competenze acquisite e lavorare sulla parte del compito più semplice, ma soprattutto aperto e predisposto alla possibilità di giocare con le idee del bambino. Pensiero verticale e pensiero laterale, nella scuola, devono essere complementari, uno non esclude l’altro, per consentire un apprendimento significativo.
I vantaggi di potenziare, in tutti i bambini, il pensiero laterale, sono infatti l’incoraggiamento costante all’apertura verso nuove idee, che porta ad acquisire la consapevolezza che anche gli ostacoli più grandi possono essere superati. Il bambino con disturbo specifico dell’apprendimento necessita oggi proprio di questa spinta a volare verso l’alto.
La scuola è obbligata ad essere sempre più attenta ai bisogni specifici di ogni studente e deve quindi attrezzarsi per individuare sempre più percorsi di apprendimento che utilizzino il pensiero visivo e che educhino alla creatività.
Se non siamo preparati a guardare i punti di forza di tutti i bambini e ragazzi, allora non tocchiamo le loro debolezze!

Autore: 
Maria Rita Canova
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