Emergenza rifiuti: Anziché la spazzatura, è sparito l’assessore

Dom, 24/05/2020 - 09:30

Da qualche giorno, in Calabria, siamo in emergenza rifiuti, una situazione dettata da anni di provvedimenti presi in emergenza, senza che ci fosse mai un’adeguata programmazione a lungo termine.
Stiamo parlando di uno dei settori più delicati delle attività amministrative di una Regione, investito da una crisi che sta nuovamente costringendo molti cittadini a vivere in paesi pieni di rifiuti, che non possono venire smaltiti dagli Enti Locali. Tale situazione è emersa in concomitanza con il periodo di gestione commissariale e tutti gli sforzi compiuti a partire da quel periodo non sono serviti a lasciarci definitivamente alle spalle le criticità.
Da qualche anno, infatti, si è usciti dal commissariamento, ma a dicembre si è passati dalla gestione Regionale a quella degli Ambiti Territoriali Ottimali, la cui gestione ricade direttamente sulle provincie. Gli ATO, naturalmente, hanno creato ai territori enormi difficoltà, perché gli Enti i responsabili hanno dovuto rifare tutti i bandi per l’affidamento dei servizi e della gestione degli impianti, che ovviamente non potevano interrompere il proprio lavoro e sospendere la riscossione dei tributi da parte dei Comuni in attesa che venissero sciolti i nodi burocratici. Non una situazione delle più semplici, che ha proiettato la Calabria in un nuovo sistema di gestione dei rifiuti senza prevedere passaggi intermedi forse necessari, soprattutto laddove, come nel caso della Città Metropolitana, non erano del tutto chiari gli ambiti su cui gli Enti dovevano agire. Dopo intere settimane di caos, proprio quando sembrava che le cose iniziassero a funzionare, ci si è invece imbattuti nei danni provocati dalla mancata programmazione della Regione Calabria, perché ci si è resi conto che non c’erano più discariche disponibili per smaltire gli scarti di lavorazione degli impianti. Si è cercata così una soluzione antica, cioè l’ampliamento di un impianto privato a Crotone con costi enormi per tutti. La Presidente Jole Santelli ha tuttavia bocciato la proposta che le era stata avanzata dal settore, e ha cercato di avviare un nuovo sistema in modo, dobbiamo ammetterlo, coraggioso. E questa è la situazione nella quale ci troviamo oggi: con le nostre città improvvisamente invase dai rifiuti perché non sono state trovate in precedenza soluzioni per lo smaltimento degli scarti.
La presidente ha annunciato che, superata la crisi, inizierà per la Calabria un nuovo corso, una vera rivoluzione. Sarebbe già partita, infatti, una fase di transizione di circa un anno e mezzo durante il quale si realizzerà una nuova impiantistica, che trasformi i Rifiuti Solidi Urbani da problema a ricchezza. Una riorganizzazione completa dell’intero ciclo dei rifiuti in attesa del quale gli scarti in eccesso saranno portati in Puglia. Queste la dichiarazioni al termine di una riunione fiume alla Cittadella, durante la quale Santelli ha affidato l’esposizione delle sue decisioni a un portavoce. Tutto bene, tutto risolto. Ma più che colpirci l’assenza della presidente è il silenzio assordante di un altro esponente di giunta quello che non riusciamo a spiegarci: quello dell’assessore all’ambiente Capitano “Ultimo”. Vogliamo essere chiari: la questione ambiente in Calabria è sempre stata un dramma e, dopo le elezioni, ci aveva tranquillizzato molto la scelta di Santelli di nominare Sergio De Caprio alla guida del più difficile degli assessorati. Un grande nome all’ambiente, tra l’altro di matrice romana, perché non dimentichiamo che la conferenza stampa con la quale era stato annunciato si è svolta alla Camera dei Deputati. Proprio io, tra i tanti, ero (e sono ancora) contento di questa scelta, tanto più che molte persone del cui giudizio mi fido molto ne hanno sempre parlato bene. E proprio ora che Santelli si trova ad affrontare la sua prima crisi ambientale il suo assessore scompare? C’è qualcosa che non torna. Anche perché non è solo questa assenza a sembrare enorme, ma lo è ancora di più il fatto che, in Calabria, nessuno l’abbia notata, non so se per mancanza di spirito di osservazione o per evitare di inimicarsi un assessore “temibile”.
Starò invecchiando, ma davvero non capisco…

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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