Enzo D’Agostino: “Occorre risvegliare le coscienze”

Dom, 19/07/2020 - 12:30

Enzo D’Agostino, docente di materie letterarie in pensione, è uno dei più apprezzati storici della Chiesa Cattolica Calabrese, autore di tanti libri, soprattutto della curia della Locride, come “Da Locri a Gerace, storia di una diocesi della Calabria bizantina dalle origini al 1480” e “La cattedrale della Rupe, storia della Diocesi di Gerace dalla soppressione del rito greco al trasferimento della sede (1480-1954)”, che sono diventati un monumento della storia del nostro territorio. Una lunga conversazione con lo storico di Siderno è stata utile per dimostrare come la cultura, unita all’intelligenza e all’umiltà, possa far vedere il mondo da una prospettiva completamente diversa, ricca di punti di vista positivi.
Quando è nato il suo amore per la cultura?
Sicuramente a scuola, mentre il lavoro di ricerca storica è nato nel periodo universitario. Da allora ho iniziato a occuparmi di storia locale, in particolare, di quella che riguarda la chiesa locale.
Si ricorda il primo libro che ha letto?
Credo sia stato “Cuore”, di Edmondo De Amicis, che si leggeva in prima media; oppure “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnàr. Sono stati libri che hanno catturato parecchio la mia attenzione, soprattutto il romanzo di Molnar. Purtroppo, credo che pochi abbiano avuto la possibilità di leggerlo, oggi si pubblica molto ma si legge poco e, spesso, sono proprio i libri di cui non si sente parlare, quelli che non arrivano ai premi nazionali, che risultano essere più importanti.
Quale avvenimento storico ha influenzato di più il suo pensiero?
Un fatto storico che ha attirato, in maniera particolare, la mia attenzione è stato quello legato all’Unità d’Italia, per quello che è capitato e che continua a capitare al nostro Mezzogiorno. L’Unità è stato indubbiamente un evento importante, ma per quanto riguarda il nostro Sud non ci sono dubbi che non abbia aiutato a superare i problemi storici di cui soffriva, ma li ha fatti esplodere con la Questione Meridionale. Non si può dire che non sia stato fatto nulla per il Mezzogiorno, solo che si è sempre fatto di più per il Nord, quindi le differenze tra le due parti d’Italia, invece di attenuarsi, sono aumentate e continueranno ad aumentare. La Questione Meridionale esiste e continuerà a esistere perché credo non ci sia la volontà politica di superarla. Il Nord pretenderà sempre di avere la parte più cospicua dei finanziamenti che giungono dal Governo o dalla Comunità Europea con la giustificazione di essere il luogo in cui avviene la produzione.
Lei ha insegnato dal 1962 al 2000, che tipo di professore è stato?
Mi sono sforzato sempre, non so se ci sono riuscito, di ottenere la fiducia dei miei alunni, ho cercato di capire i loro problemi, pretendendo allo stesso tempo rispetto e studio. Ho avuto sempre grande fiducia nei ragazzi e ho portato avanti un insegnamento ricevuto dallo scoutismo: non bisogna costringere il ragazzo a fare qualcosa, ma convincere il ragazzo a farla.
Secondo lei, oggi, lo Stato, sta valorizzando la Scuola?
Ci sono poche risorse, ma non c’è solo la Scuola; le esigenze del Paese sono enormi e sono cresciute a dismisura negli ultimi anni. Sono convinto che ci sono molti politici che vorrebbero fare, ma non sempre ci riescono perché mancano le risorse o perché non si sa quali bisogni soddisfare prima. Noi dovremo avere un po’ di comprensione per quelli che ci governano e ogni tanto anche ringraziarli, nonostante la consapevolezza che non tutti siano all’altezza della situazione e che non tutti si occupino di politica per senso di dovere.
Oggi l’intellettuale quale ruolo dovrebbe avere nella società?
L’intellettuale dovrebbe avere il ruolo di scuotere le coscienze un po’ assopite e farle risvegliare, per insegnare loro ad avere più consapevolezza non solo dei nostri diritti ma anche dei nostri doveri.
Nel libro “Gli indimenticabili” parla di Marco Luly, chi era questa persona a cui ha dedicato così belle parole?
Era un mio carissimo amico, che mi ha trascinato nella politica locale. Sono diventato, grazie all’avvocato Luly, un Democratico Cristiano, sono stato segretario di sezione e, per dieci anni, Consigliere Comunale a Siderno. Marco era uno di quegli uomini per i quali la politica era un servizio. L’ho sempre apprezzato, anche quando non eravamo d’accordo. Era un vero galantuomo, una volta si utilizzava spesso questa parola, adesso è difficile sentir definire una persona con questo termine. Anche se ne esistono ancora di persone così, solo che fa più rumore una foglia che cade, invece di una foresta che cresce.
Quali saranno i suoi prossimi progetti?
Continuo ad occuparmi di storia ecclesiastica locale. Sto lavorando a un nuovo libro, anzi a un manuale che ritengo possa essere utile.

Autore: 
Rosalba Topini
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