Esponente di spicco di potente cosca della ‘ndrangheta scarcerato e arrestato dopo poche ore

Sab, 10/08/2019 - 10:00

Domenico Paviglianiti, esponente di spicco dell’omonima cosca già influente sulla zona di San Lorenzo e Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) e con ramificazioni al Nord Italia, in particolare in Lombardia (provincie di Milano e Como), e detenuto presso la Casa Circondariale di Novara, martedì scorso è stato liberato, avendo espiato completamente la pena inflitta poiché detenuto ininterrottamente dal 1996 (data in cui era stato arrestato in Spagna ed estradato in Italia nel 1999). Il giorno successivo, però, i Carabinieri, che avevano provveduto ad un costante monitoraggio del soggetto fin dal momento della sua scarcerazione, nella mattinata di ieri lo hanno localizzato e arrestato a Novara. Alla base dell’arresto, la tempestiva segnalazione della Procura Generale di Reggio Calabria, diretta dal dott. Bernardo Petralia, che ha segnalato alla Procura di Bologna la possibilità di emettere un nuovo provvedimento di carcerazione poiché, nonostante l’uomo fosse in carcere a seguito di cumulo di pene, con una sentenza del 2005 la Corte d’Appello di Reggio Calabria si era pronunciata condannando Paviglianiti per gravi reati (associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) compiuti in epoca successiva alla materiale consegna a seguito di estradizione, risalente al 1996.

Si trattava dell’operazione “Sim Card”, eseguita dai carabinieri del ROS nel luglio 2001, con la quale fu disarticolata un’organizzazione di narcotrafficanti facente capo alle famiglie di ‘ndrangheta dei “Paviglianiti” di San Lorenzo e dei “Pangallo” di Africo. L’indagine aveva accertato che i “Paviglianiti” trafficavano in armi e stupefacenti avvalendosi della collaborazione di Santo Maisano, latitante e braccio destro di Domenico Paviglianiti, riconosciuto come capo della consorteria e al tempo detenuto e già estradato dalla Spagna.

 

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