Estorsione e appalti “forzati”, sigilli alle società delle cosche Longo di Polistena e Commisso di Siderno

Gio, 21/11/2013 - 12:14
Nelle mani dello Stato tornano beni del valore di 5 milioni di euro. Il tribunale di Reggio Calabria ha emesso un decreto di confisca a carico dei fratelli Vincenzo, Giovanni e Francesco Longo, arrestati il 15 marzo 2011 nell’ambito dell’operazione denominata “Scacco Matto” che ha disarticolato l’omonimo clan

Sigilli alle società “Arcoverde Costruzioni S.r.l.”, con sede a Bologna e “Longo Giovanni & C. S.a.s., con sede in Polistena (Reggio Calabria), riconducibili alla cosca Longo di Polistena e Commisso di Siderno, che delle suddette aziende si servivano per una “abituale” attività di estorsione utile, in questo caso, per forzare sempre più l’ottenimento degli appalti pubblici. Nelle mani dello Stato – secondo quanto riportato anche da Corriere della Calabria online – tornano beni del valore di 5 milioni di euro. Su proposta del questore Guido Longo, la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria ha emesso un decreto di confisca a carico dei fratelli Vincenzo, Giovanni e Francesco Longo, arrestati il 15 marzo 2011 nell’ambito dell’operazione denominata “Scacco Matto” che ha disarticolato l’omonimo clan.

Le opere in questione sono il polo scolastico “Renda” di Polistena, dove l’impresa aggiudicatrice dell’appalto ha affidato in toto forniture e servizi a società nella titolarità e disponibilità della cosca “Longo”, assumendo tra le maestranze parenti e soggetti vicini agli accoliti della consorteria. Sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria, sono stati invece apposti i sigilli ai beni di Cosimo e Massimo De Leo, coinvolti nelle indagini sfociate nell'operazione “Bene Comune”. Dalle risultanze investigative, i due risultano inseriti nell’orbita delle due cosche satellite Rumbo-Figliomeni e Correale che il potente clan Commisso aveva ordinato di costituire ai suoi fedeli alleati a Siderno e nelle zone limitrofe. Ed è proprio in questa situazione – scrive sempre Corriere della Calabria online - che emerge la rapida ascesa criminale di Riccardo Rumbo, semplice manovale divenuto in breve tempo “uomo di rispetto” e abile operatore economico, anche grazie alla valida collaborazione del geometra Massimo Pellegrino, specializzato nel reinvestimento dei capitali della cosca nel settore immobiliare e di Cosimo De Leo, imprenditore del settore dell’abbigliamento.

Nonostante il proscioglimento dalle responsabilità penali, a carico di De Leo è stata dimostrata l’illecita provenienza di taluni cespiti patrimoniali, dunque passano nelle mani dello Stato il 50% del capitale sociale della ditta "F.lli De Leo di De Leo Cosimo S.a.s. e l’immobile adibito a sede dell’attività di vendita all’ingrosso della stessa società. Nei confronti di Pellegrino invece, il provvedimento di confisca ha riguardato tre immobili siti nel comune di Siderno, una mansarda e per la quota del 50% a lui intestata, due appartamenti.

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