Fiera dell’opportunità: crescere è una questione di consapevolezza

Lun, 16/05/2016 - 19:59
Lo scorso fine settimana si è svolta a Stignano la Fiera dell’opportunità, un’evento che ha messo a confronto cittadini e istituzioni riscuotendo il senso civico della comunità. Enza Beltrone, una delle organizzatrici, ci ha spiegato in che cosa l’evento consista e quali speranze può dare alla Locride.

Gli scorsi 6, 7 e 8 maggio si è svolta a Stignano la 1ª Fiera dell’opportunità, un’evento organizzato dall’associazione Alia Nova con la collaborazione degli assessori di Siderno Ercole Macrì e Bianca Gerace, dell’editore Franco Pancallo, di Antonio Rinaldi e dell’assessore regionale Federica Roccisano.
Ma che cos’è, in concreto, una fiera dell’opportunità? L’abbiamo chiesto ad Enza Beltrone, stignanese ed esponente dell’associazione promotrice dell’evento.
«Come sarà facile intuire non si tratta di una fiera nel senso stretto del termine - ci ha spiegato - ma piuttosto di un evento al centro del quale viene posto l’individuo promuovendo la sua coscienza critica e riavvicinando, lui e l’intera comunità, agli interessi che dovrebbero essere propri di una società civile. Mi riferisco all’informazione e alla formazione del cittadino eseguita attraverso un confronto a giro stretto con politica, imprese e organi di stampa, attori che dovrebbero garantire la civiltà di una società ma che, oggi, tendono più che altro a renderla “schiava”.
«Proprio per cercare di instaurare nuovamente questo confronto, comunque, la fiera dell’opportunità è stata suddivisa in TAD, Tavoli Aperti di Discussione, che hanno toccato temi civico-sociali differenti e che hanno catturato, con nostra grande soddisfazione, l’attenzione di una buona fetta della popolazione locridea».
La Fiera dell’opportunità, benché abbia avuto un patrocino gratuito da parte del Comune di Stignano, che ha ospitato con sapiente lungimiranza l’evento e offerto i buffet, non ha trovato appoggio istituzionale, fatto salvo quello degli sparuti amministratori che si sono resi disponibili a collaborare in prima persona con Enza e l’associazione Alia Nova. Lo stesso evento, ci è stato raccontato, ha una storia travagliata, che trova origine diversi anni fa, quando la Beltrone cercava di convincere il proprio paese a costruire una rete con i vicini Placanica e Riace attraverso una serie di eventi e iniziative che stimolassero gli interessi sociali e culturali dormienti dei propri concittadini.
«Comprendendo di non poter fare tutto da sola - ha continuato Enza - ho coinvolto nel progetto Lidia Paolillo cercando di convincere Stignano a proporre questa Fiera in occasione del bicentenario del paese. Con il senno di poi, però, mi sono resa conto che i tempi non erano ancora maturi e, vista la poca ricettività in merito alle ricadute positive che un evento del genere potesse avere sulla nostra terra da parte delle istituzioni, che l’organizzazione andava perfezionata. Per questo ho ideato la fiera: è un evento che coinvolge le parti, crea un ambiente di festa e avvicina le persone stimolandole anche in un ambiente dove tutto è apparentemente morto. Infatti, ed è l’aspetto più importante, impone, anche se in maniera “gentile”, la discussione sulle tematiche sociali».
Il sogno di Enza sarebbe stato quello di coinvolgere tutti i paesi della Locride nella Fiera dell’opportunità ma, constatando fin da subito una certa resistenza a instaurare questo tipo di collaborazione tra comuni, si è accontentata di coinvolgere solo il proprio paese nella speranza che il successo di questa prima edizione possa, in futuro, attirare gli interessi degli altri.
«Anche tra gli stessi stignanesi c’è stato molto scetticismo in merito all’evento - ha detto la Beltrone - Solo nell’ultima giornata abbiamo visto più gente del luogo avvicinarsi ai TAD che, invece, hanno riscosso moltissimo successo tra i giovanissimi. Particolarmente interessante, ad esempio, è stato il confronto con il sindaco di Riace Mimmo Lucano, con il quale adesso vorremmo far partire una collaborazione che permetta di rilanciare l’associazionismo sportivo del nostro territorio, oggi limitato a pochissime discipline e mai veramente formativo. Ma anche il confronto con l’onorevole Cova, con il quale i ragazzi hanno potuto parlare a tu per tu, è certamente stata un’esperienza senza eguali, che ha contribuito a generare quel clima di entusiasmo che non ci fa vedere l’ora di organizzare la prossima edizione!»

Autore: 
Jacopo Giuca
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