Francesca, una donna nata uomo

Lun, 28/03/2011 - 00:00

Francesca nasce nel 1980 in un piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria. Oggi ha 30 anni e si chiama Matteo. “Da piccola mi regalavano le Barbie e io tagliavo loro i capelli e le vestivo con gli abiti di Ken. Ma non ci ho mai giocato. Preferivo scendere in cortile e tirare calci a un pallone. E anche in quel caso mi sentivo fuori luogo”. Prigioniera in un corpo sbagliato? No, Francesca si sentiva “in un campo di concentramento, costretta ai lavorii forzati della sua mente che ogni giorno bruciava sempre più come in un forno crematorio”. Un’infanzia mai vissuta perché la sua vera natura gliel’ha impedito. La vita non le apparteneva, non le permetteva di essere quello che si sentiva. Ma se la mente non trova la forza di reagire, prima o poi l’anima esplode per gridare la sua verità. “A 17 anni mi sono innamorato della mia compagna di liceo. Un amore pazzo ma non malato. Lei era cotta di un ragazzo e io finsi che mi piacesse l’amico di lui. Ho sempre odiato il trucco o imbellettarmi come una scema ma lei mi disse che dovevo farlo per conquistare il mio uomo! Sì, uno dei ricordi più brutti è proprio quella faccia imbrattata che mi faceva sentire ridicola. Naturalmente non lo conquistai mai, non ci pensavo minimamente. Io volevo conquistare la mia donna, quale uomo?! Alla fine lei si mise insieme a quel ragazzo e per me fu la fine”. O forse un nuovo inizio? “Fu allora che presi la decisione definitiva che sarei stato Matteo per il resto dei miei giorni”. Francesca inizia a raccogliere informazioni sul percorso che le avrebbe restituito la vita. Aspetterà il diploma per rivelare finalmente ai suoi genitori di aver partorito un figlio dentro un corpo di donna. “Mia madre rimase in silenzio, una statua. Spalancò gli occhi e la sentii raggelare. Il suo freddo mi contagiò. Pensai: le starà venendo un infarto. Poi mi disse: «Speravo non me l’avresti mai confessato». Mia madre lo sapeva già ma ha sempre pregato che un giorno mi fossi sentita donna davvero”. E papà? “Mio padre non mi parlò per due anni. Poi evidentemente mia madre avrà chiesto il miracolo! E stavolta qualcuno lassù le ha dato retta. La mattina del mio ventesimo compleanno, appena alzato, mi abbracciò! Piansi tutto il giorno e lui con me”. Francesca quel giorno pianse e singhiozzò come un uomo. Aveva iniziato la terapia ormonale da più di due anni. La sua voce si era fatta grossa. Era ingrassata anche lei, la muscolatura si era inspessita e cominciava a spuntarle la barba. “E soprattutto non avevo più il ciclo!”. Nel 2003 si sottopone a due interventi: il primo le asporterà il seno, l’altro utero e ovaie. Era quasi un uomo ma sulla carta d’identità era ancora una donna con indicato “sembianze maschili” sotto la voce segni particolari. Il giudice non le aveva ancora accettato la richiesta di cambio di sesso. “Mi faceva andare su tutte le furie che a uno sconosciuto spettasse di decidere cosa fossi!”. Nel 2005 è la volta della fallo plastica. Finalmente Matteo è un uomo a tutti gli effetti. “Uscito da quella sala operatoria ho dato il benvenuto alla vita!”. Oggi Matteo vive a Milano dove lavora in un’agenzia di trasporti. È fidanzato da due anni e a settembre si sposa. Hanno già in programma di adottare un bimbo. “Gli vorremo bene più del figli che non potremo mai avere”.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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