Francesco Candido tra passione per i motori e gare di umanità

Dom, 29/09/2019 - 17:00

“Sono nato con una passione incastonata nel DNA, quella della meccanica legata ai motori da competizione”- inizia così il suo racconto Francesco Candido, ingegnere meccanico di Marina di Gioiosa Ionica. 41 anni ben camuffati in una corporatura esile, modesto o forse non perfettamente consapevole della portata dei risultati raggiunti nel campo dei motori da competizione.
“Dopo aver frequentato l’istituto Tecnico Industriale di Roccella Jonica – prosegue Francesco – mi sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università della Calabria. Mi sono laureato nel 2007 con una tesi sperimentale su un sistema di cambio elettroattuato (tipo formula 1) applicato al Go-Kart, sistema che, una volta progettato, ha trovato realizzazione e successiva prova in pista sul kart dell’università”.
Terminati gli studi, il desiderio di Francesco è naturalmente quello di proseguire nel mondo dei motori, una passione che però lo avrebbe portato lontano da casa, al Nord. Consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato, decide di rimanere in Calabria, accantonando almeno per un po’ le proprie ambizioni e occupandosi, fino a gennaio 2017, di energie rinnovabili.
“In questi lunghi anni, però, non ho mai smesso di pensare e ragionare sulle soluzioni che avrebbero potuto migliorare le prestazioni dei motori da competizione”.
Nel febbraio 2017 la svolta. Decide una volta per tutte di ascoltare quel rombo di motore che risuona incessante nella sua testa per ricordargli un sogno per troppo tempo soffocato, e all’improvviso vede tutto più chiaro: la sua passione non l’avrebbe costretto a emigrare, poteva essere inseguita partendo dal suo paese, Marina di Gioiosa. Si concentra quindi interamente sul settore motoristico del kart e del cross. “A Marina di Gioiosa – racconta grato Francesco – ho trovato il pieno supporto di un’associazione sportiva, lo Scorpion Racing Team, costituita da Pasquale Pugliese e Giacomo Multari”.
Insieme a Pasquale, 20enne che corre nel kart sin da quando aveva 8 anni, viene portato avanti un programma di test in pista che ha riguardato: l’ottimizzazione di un pistone (che presentava delle lacune nel “profilo”) applicato al motore del kart, perfezionamento a cui Francesco Candido giunge in collaborazione con un’azienda svizzera; l’applicazione di un particolare trattamento di nanotecnologia per ridurre gli attriti nei motori e aumentare la scorrevolezza, risultato raggiunto da Francesco con il supporto di un’azienda lombarda specializzata in queste tipologie di trattamento; l’ottimizzazione meccanica e prestazionale dei cuscinetti del motore. Tutti successi straordinari che aspettano adesso di essere commercializzati.
Quanto al cross, invece, trova sin da subito la piena collaborazione del pilota Marco Scali, 14 anni, e di suo papà Simone. “A partire da quest’anno – continua Francesco – Marco inizia a correre nella categoria 125 con una moto marca KTM che porta il numero 794. La categoria 125 ha una motorizzazione analoga a quella del kart e pertanto i punti per iniziare a pensare ad alcuni sviluppi ci sono. Inizialmente vengono affrontati due sperimentazioni che nel kart avevano già prodotto risultati interessanti, confermati anche in questa seconda sperimentazione”. Ma la parte più affascinante di questo percorso insieme a Marco e Simone viene affrontata nel momento in cui si decide, sulla base dell’esperienza maturata nel kart e sempre in collaborazione con la stessa azienda svizzera, di realizzare ex novo, un pistone per questa tipologia di motore. “Il componente in questione ha già raggiunto il suo secondo step di evoluzione fornendo sin da subito delle migliorie prestazionali su tutto l’arco di una gara”.
Ma Francesco non si ferma qui. Attraverso degli studi sull’efficienza di combustione si propone di incrementare le prestazioni del motore. Obiettivo che dopo i primi sei mesi deludenti si inizia a intravedere sempre di più fino a essere centrato completamente: oggi, infatti, grazie a un particolare dispositivo, che potrebbe essere oggetto di brevetto, si è giunti a un corretto funzionamento e incremento delle performance del motore di cui si è data prova nel corso dell’ultima tappa del campionato regionale cross Calabria, che si è tenuta a Roggiano Gravina, nel cosentino.
A disputare la gara Marco Scali accompagnato dal papà Simone e da Francesco Candido. Sulla KTM 125 di Marco con numero 794 è presente il secondo step evolutivo del pistone realizzato ex-novo per questa tipologia di motore e il prototipo del sistema di miglioramento dell’efficienza di combustione. “La partenza di Marco nella Gara 1 non è delle migliori ma prosegue ‘risparmiandosi’ in termini fisici in modo da trovarsi ancora in buone condizioni per la Gara 2 (dove vengono assegnati più punti), che infatti stravince conquistando la prima posizione”. Quella di Rogiano Gravino è stata per Francesco la gara della sua vita, ogni giro un’emozione sempre più intensa ed emozionante che si è conclusa con un gesto di Marco Scali che va ben oltre quello che potrà portare il prosieguo di questa esperienza. “Una volta giunti a Marina di Gioiosa, nel paese da dove tutto è iniziato, Marco mi ha regalato la coppa del suo gradino più alto. Non posso che ringraziarlo per aver sempre creduto in me e per avermi aiutato, insieme al padre, mettendo a disposizione tutta la loro esperienza in pista”.
Quella di Francesco Candido è una bella storia scoperta per caso, come tante storie che abitano questo territorio ma che purtroppo rimangono nell’ombra, insieme a tutte le opportunità di sviluppo inesplorate che vedono come protagonisti giovani talenti rimasti ingiustamente dietro il sipario.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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