Francesco Mìlicia, il biologo che dipinge soffi di vita

Lun, 30/03/2015 - 17:07
Pittura e scienza si toccano e interagiscono, come le dita di Dio

Questa è la volta di un uomo di scienza, appassionato d'arte. Questa è la volta di un pittore biologo. “Sono nato a Cittanova in provincia di Reggio Calabria, un piccolo paese situato ai piedi dell'Aspromonte." Esordisce così Francesco Mìlicia. Ci ricorda di essere nostro conterraneo e di essere cresciuto in una realtà come la Calabria. Si è diplomato al liceo scientifico, e mi pare interessante chiedergli come sia nata la sua passione. Sì, perché se gli uomini di chiesa ricevono una chiamata, gli uomini d'arte subiscono una vocazione. Questo è quanto risponde: “La mia è stata una precoce vocazione per l'arte in generale che si è espressa in particolar modo nel campo della musica e della pittura. I primi anni sono stati vissuti nel mio paese natio, attraversando certamente un profondo disagio per la mancanza, in quei tempi, degli stimoli culturali necessari a qualsiasi formazione artistica”. Ed ecco che in così poco tempo, siamo arrivati a toccare uno dei problemi che affliggono la nostra regione, rendendola schiava di dinamiche quali l'emigrazione nei centri culturali più fiorenti, per dare libero sfogo ai propri interessi. Questo è stato uno di quei casi. Infatti il giovane Francesco, dopo aver indirizzato la sua passione esclusivamente alla pittura, e dopo il diploma di maturità scientifica, si trasferisce a Firenze che diventa la sede dei suoi studi. E, colpo di scena, sviluppa un nuovo interesse laureandosi... in biologia! È strano come i campi del sapere, quello scientifico e quello letterario, che si è soliti separare da una linea netta, possano invece interagire, l'una arricchendo l'altra, legati da un filo invisibile estremamente resistente. Il giovane appassionato di pittura si trasferisce nel capoluogo toscano per motivi di studio. Questa è la considerazione che fa di Firenze: "Firenze è stata la città che, oltre alla laurea, mi ha permesso di conoscere l'arte nelle sue varie sfaccettature, colma di musei e di iniziative artistiche" - ha confessato. A Firenze si respira cultura, e lo sguardo, dovunque lo si rivolga, scorge esclusivamente opere d'arte. Firenze stessa, è un'opera d'arte. Avere la possibilità di formare il gusto e approfondire la passione in un luogo così indicato, non é certo cosa da poco. È così che la mia mente vaga. Vaga dentro gli Uffizi, dentro il Museo Nazionale del Bargello, vaga agli imponenti David di Michelangelo e Donatello. Ai mercatini con le più belle creazioni in vera pelle, e a quel profumo che nell'aria si respira. È Firenze stessa ispirazione. Lo studio della biologia non ha distolto Francesco dalla sua passione ma anzi l'ha rafforzata, conferendogli un indirizzo del tutto originale. "Terminati gli studi, sono tornato nella mia terra dove, oltre a lavorare attivamente nel mio campo professionale, ho intrapreso un percorso parallelo in cui gli stimoli dell'ambiente in cui vivevo, l'intimo rapporto vissuto con la natura del luogo e la mia professione di biologo “ambientalista”, hanno creato un connubio indissolubile con la natura stessa che mi ha accompagnato nello sviluppo della mia professione artistica." Insomma, mi chiedo quale sia il filo conduttore con cui si riesce a unire questi due mondi, così lontani, seppur così vicini, che si toccano e interagiscono, come le dita di Dio che sfiorano quelle dell'uomo appena creato, nel progetto evocativo di Michelangelo."La mia vera scuola è stata la curiosità. Mi ha spinto a immergermi in questo mondo". È vero, la curiosità muove il mondo, aveva mosso a suo tempo l'animo dell'avventuroso assetato di conoscenza, Ulisse. Continua e continuerà sempre a esercitare la sua influenza, come unico motore del sapere disinteressato e profondo. "E la sua famiglia, in tutto questo?" - chiedo. "Certo la famiglia ha contribuito, e ringrazio i miei genitori, che hanno permesso la mia crescita artistica concedendomi anche qualche piccola “distrazione” che si è inevitabilmente riflessa sul rallentamento dei miei studi di biologia.” Ho osservato attentamente le sue opere, con la meraviglia tipica dei bambini, ho cercato di penetrare i significati profondi. Mi colpisce qualcosa. Domando se le immagini ritratte delle sue tele, che si tratti di paesaggi o ritratti, siano realizzate in maniera "sfocata" per rappresentare lo sforzo umano di vedere le cose, con la consapevolezza che non si possa avere una conoscenza lucida e oggettiva, oppure se si tratti semplicemente di una scelta stilistica. Questo è quanto risponde: "Per quanto riguarda la tecnica delle mie opere, la sfocatura dei miei ritratti è una mia caratteristica, posso solo cercare di darle una spiegazione del perché: è per me importante non porre all'osservatore un'immagine chiara e ben definita, l'opera deve consentire una libera interpretazione così da navigare oltre… Credo che questo sia il punto di forza delle mie opere: lasciare uno spiraglio alla libera immaginazione che permetta all'osservatore attento di fare sua quell’immagine." "Il suo rapporto con la Calabria?"- mi affretto a domandare. "Certamente la Calabria durante gli anni della mia gioventù ha contribuito a fermare nella mia mente quelle immagini che lentamente con gli anni sono riaffiorate, permettendomi così di fissarle in alcune mie tele" - risponde. Da ragazzino, il pittore calabrese, ha imboccato una strada che ha saputo coniugare più esigenze. E perché possa essere da esempio a noi giovani, gli chiedo un incoraggiamento: "Mi sento di consigliare di provarci, di crederci sempre, perché è spesso dai sogni che emerge la vera natura dell'artista". Oggi Francesco Mìlicia vive a Pisa dove porta avanti la sua arte. Con l'umiltà dei grandi, il pittore calabrese conclude così la sua intervista: "Io non so ad oggi giudicare se il mio percorso artistico sia giunto a un punto di arrivo, so solamente che provo un'enorme soddisfazione anche solo nello sguardo di un qualunque visitatore delle mie mostre. Nell'arte non bisogna mai illudersi di essere arrivati, perché la pittura, come tutte le altre espressioni artistiche, non deve mai finire di stupirci.”

Autore: 
Sara Leone

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