Franco Crinò: “Ritroviamo l’intesa e ritroveremo la vittoria”

Dom, 29/11/2015 - 10:47
La parentesi del commissariamento di Forza Italia, che sta volgendo al termine, rende urgente una presa di coscienza da parte della coalizione e la ricerca di una rinnovata unità d’intenti che possa fare fronte con coraggio e orgoglio alle disfatte dell’ultimo anno.

È un centrodestra che cerca di raccogliere i cocci quello che si è riunito in queste settimane nella Locride.
Le ferite ancora aperte delle regionali e delle comunali di Siderno possono guarire solo con l’accantonamento di individualismi ed egoismi, ma il centrodestra ionico non sembra ancora vicino a raggiungere questi obiettivi.
Fortunatamente per la coalizione, tuttavia, si vocifera di un burattinaio che avrebbe organizzato questi incontri cercando di far dialogare i vari membri di partito nel tentativo di ottenere lo stesso risultato che Mimmo Panetta ha ottenuto con Fattore Comune.
Si tratta di Franco Crinò, l’uomo più rappresentativo del centrodestra nella Locride, incarnazione di quella parte della coalizione che vuole superare gli ultimi pessimi risultati e guardare a un futuro in cui si possa essere un’alternativa concreta alla sinistra.
«Il nostro unico obiettivo, per ora, - ci ha detto Crinò - è raccogliere la partecipazione di tutti. Riunirci, parlarci con franchezza. Siamo in una fase preliminare, lontani dal selezionare le figure che saranno incaricate di guidare le singole realtà. Per ora, come ha giustamente detto Wanda Ferro, è stato importante sottolineare, su scala provinciale, la chiusura della porta, per quanto concerne ruoli di responsabilità, a chi ha votato sinistra alle ultime elezioni.
«Dobbiamo giungere alla consapevolezza che nessuno abbia l’esclusiva, che devono essere fatti degli accordi, che si possono fare passi indietro. Personalmente, per aiutare il processo, ho annunciato ufficialmente la conclusione del mio ciclo elettorale, perché so interpretare cosa sta accadendo, perché posso essere soddisfatto di ciò che ho realizzato e posso dare un contributo più libero e più pieno in un lavoro di partito. Rimanendo sul percorso organizzativo, se si fossero seguite norme basilari del buonsenso si sarebbe creata una coalizione più compatta con la quale correre sia alle regionali sia alle comunali e, anche se non si sarebbe comunque riusciti a vincere, almeno avremmo avuto una base solida dalla quale ripartire.
«Oggi nel centrodestra, non solo locale ma nazionale, non si deve procedere ognuno per la propria strada, ciecamente convinti che sia l’unica percorribile».
Alla richiesta di confermarci se con le ultime battute faccia riferimento, per Siderno, a Ritorto, Sgarlato e Caruso, Crinò rimane abbottonato.
«Diciamo solo che a Siderno abbiamo assistito al ritiro in buon ordine di importanti rappresentanti di Forza Italia, mentre a noi, dall’esterno, non sembrava impossibile un accordo tra chi era intenzionato a fare davvero la battaglia elettorale.
«Solo ritrovando unità il centrodestra potrà finalmente rimettersi al passo con i tempi, in linea con le pretese dell’elettorato. Una volta compiuto questo passo, potremo finalmente riottenere i grandi risultati elettorali del ’94, del 2001 e del 2008 e cominciare a parlare di riforme senza dilatare i risultati come sta facendo Renzi. Se aspettiamo passivamente che il centrosinistra deluda le aspettative non faremo che rendere ancor più critica la situazione soprattutto al Sud, dove dovremo affrontare concretamente i problemi e ricreare le condizioni di sviluppo che hanno reso grande il Nord Italia.
«Tornando a esercitare concretamente i nostri principi riusciremo finalmente a dimostrare che il centrosinistra nazionale e regionale non sta aiutando concretamente il Sud, la Calabria, la Locride e lavorando ad alcuni punti programmatici, per il lavoro, i diritti, i servizi e le infrastrutture, riusciremo persino a dimostrare quanto vuota fosse l’accusa di non saper fare le cose mossa alla nostra colazione. Visti i risultati dei nostri oppositori mi verrebbe da domandare se il centrosinistra le voglia fare davvero le cose che ci imputa di non saper fare, ma la nostra divisione interna, per ora, ci impedisce il confronto diretto».
Le lotte intestine che hanno rovinato la vita del centrodestra locrideo, secondo Crinò, sarebbero dovute, in alcuni casi, a un imbastardimento del pedigree in grado di generare “nuovi mostri”.
«Chi colpisce allo stomaco il suo elettorato cercando la rivolta di piazza, chi vota a destra e a sinistra con cinismo e indifferenza, chi (si) nasconde il fatto che i problemi debbano essere risolti in prima persona per risultare credibile dinanzi alle istituzioni elettive ne è l’esempio lampante.
«Questo è il risultato della mancanza di cordate politiche solidali e delle scuole di partito. Le competenze oggi si formano in chi ha il buon senso di crearsele da solo, ma ci capita di trovarci dinanzi a politici che parlano di argomenti che non conoscono o che “piegano” ai loro obiettivi, per andare contro qualcuno nella speranza di farsi spazio.
«Ecco che si crea una confusione pazzesca sui temi delicati del nostro territorio. Si pensi alla questione sanità: non si ha il coraggio di sottolineare come si tratti di un problema di sfiducia accumulatasi in anni di inefficienza. Magari anche per colpa di chi dice adesso di aborrire alcune pratiche per poi premurarsi di raccomandare qualche primario. Si sbaglia chi pensa di rimodulare i servizi ospedalieri con l’utilizzo di infermieri che non fanno attività di reparto da trent’anni. Bisogna accreditarsi per un piano che veda nuove assunzioni e altro qualificato servizio, lavorare per integrare le strutture sanitarie pubbliche e private in modo da ridare qualità alla cittadinanza, senza cercare polemiche sterili come quella sullo Studio Radiologico di Siderno.
«Non ci servono più politici che, per apparire senza macchia e senza paura finiscono con l’avere altro in testa e pesi sulla coscienza».
Una dichiarazione che lascia intendere quale peso specifico debba avere la riorganizzazione del centrodestra secondo Crinò.

Autore: 
Jacopo Giuca
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