Fratoianni: "Finché non avremo risposte su Pantanizzi, non ci fermeremo"

Dom, 26/03/2017 - 10:08
Alla marcia per la XXII Giornata della Memoria, tenutasi a Locri il 21 marzo scorso, era presente anche il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni al quale abbiamo chiesto novità in merito alla delicata situazione della ex Bp di Siderno.

Il 24 novembre scorso, a margine del convegno sulle ragioni del NO al referendum Costituzionale tenutosi presso la Sala Consiliare del Comune di Siderno, il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha rivelato di aver presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute in merito alla delicata situazione della ex BP di Siderno. Lo abbiamo incontrato, martedì scorso a Locri, durante la marcia per la XXII Giornata della Memoria.
Oggi, insieme ai familiari delle vittime della mafia, ci sono anche i cittadini di Siderno, vittime della cosiddetta ecomafia. Per la situazione di Pantanizzi ci sono state anche delle interrogazioni parlamentari. Cosa è stato deciso fino ad oggi?
Abbiamo messo in campo gli strumenti parlamentari di cui disponiamo, ho inviato il materiale alla commissione d’inchiesta sui rifiuti perchè ci possa essere un’ulteriore elemento di intervento e di pressione. Continueremo a sollecitare l’attenzione su Pantanizzi fino a quando non ci daranno una risposta, e una risposta valida, perchè la situazione di Pantanizzi continua oggi a essere motivo di inquietudine e pericolo per i sidernesi.
Com’è possibile, secondo lei, che per dodici anni tutto questo sia stato tenuto nascosto?
È possibile in un paese come il nostro nel quale troppo spesso gli interessi economici arrivano molto prima alle orecchie delle istituzioni di quanto non arrivino gli interessi dei cittadini, interessi che hanno a che fare con la tutela dell’ambiente, della salute... Questo è il segnale di un paese malato, di un paese che andrebbe radicalmente cambiato. Quella di Pantanizzi è una storia che ha analogie con tante altre storie italiane, come spesso viene scoperto sull’onda di nuove inchieste e verifiche, da nord a sud, senza eccezioni. C’è bisogno di un cambiamento di paradigma: intanto è necessario comprendere che la tutela della salute e del territorio sono condizioni fondamentali per garantire ai cittadini una vita degna e libera. Mettere al centro la tutela dell’ambiente, del territorio e della salute significa anche immaginare un altro modello di sviluppo. Per questo noi siamo quotidianamente pronti a sostenere le battaglie di comitati, associazioni, che per fortuna hanno sempre mantenuto vigile l’attenzione e anche forte l’iniziativa.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
Rubrica: 

Notizie correlate