Gerace: Emergenza SP1, in Prefettura i rappresentanti della petizione

Lun, 07/10/2019 - 12:00
Riceviamo e pubblichiamo

Nella prossima riunione sulla SP1, la provinciale che collega Locri a Gioia Tauro (ex SS111) e sui provvedimenti per affrontare l’emergenza nel tratto Locri-Gerace, venerdì 11 ottobre ci saranno anche i rappresentanti dei promotori della petizione popolare che lo scorso agosto in soli quattro giorni ha raccolto quasi 1.500 firme (1.459 per l’esattezza) chiedendo soluzioni urgenti in attesa vengano realizzati i lavori previsti dalla convenzione Regione-Metrocity per 1,2 milioni di euro su alcune delle 8 frane che rendono la strada un vero percorso di guerra.
È il risultato dell’incontro, tenuto giovedì 3 ottobre - a un mese esatto dalla spedizione delle firme in calce alla petizione inviata al Prefetto Massimo Mariani e ad altri sette interlocutori nazionali e regionali - in prefettura a Reggio Calabria tra una delegazione di promotori della petizione e un alto funzionario incaricato dal rappresentante del governo di ascoltare le istanze dei rappresentanti dei firmatari (non solo geracesi, ma abitanti di tutta la Calabria e moltissimi turisti, anche stranieri).
La riunione (delegati dei 13 firmatari della lettera che accompagnava la petizione chiedendo l’incontro e ponendo una serie di richieste, erano Gianni Spanò, Simona Mulè e Leda Scaramuzzino), si è svolta in un clima di serena collaborazione e di scambio di informazioni. La Prefettura ha documentato il lungo lavoro svolto per favorire i rapporti fra tutti gli attori impegnati sulla SP1 e per garantire la sicurezza dei cittadini, e si è detta ottimista sul completamento dell’indagine geologica e della progettazione entro il 31 dicembre. La delegazione geracese, sottolineando gli enormi ritardi negli interventi di manutenzione, ha riportato con forza le preoccupazioni dei cittadini per la quasi certa ulteriore degenerazione, con le prossime piogge, di alcune fra le frane più pericolose, accentuate dal fatto che ci troviamo in zona sismica e anche il più piccolo movimento potrebbe provocare crolli e disastri. Inoltre, è stata ribadita la totale inadeguatezza - già denunciata nella petizione senza che nulla di sostanziale sia cambiato - della segnaletica: in contrada Borrì, per citare uno dei tanti esempi, un banale specchio o un semaforo potrebbero garantire un senso alternato nel tratto più stretto; e lo stesso in altre situazioni. Un quadro che diventa sempre più precario e potrebbe potenzialmente allargarsi a dismisura, secondo quanto segnalato spontaneamente dagli stessi abitanti delle frazioni che lamentano spaccature strutturali dell’asfalto risolvibili con interventi di manutenzione, ma candidate a diventare nuove frane.
Fra gli altri argomenti affrontati - oltre ai disagi e alla forte tensione con cui convivono i cittadini ormai da anni - anche le reali probabilità di finanziamento per il ripristino delle frane rimaste fuori dalla convenzione firmata il 7 maggio di quest’anno da Regione e Città Metropolitana sulla base di finanziamenti governativi del 2017; il rispetto dei tempi e gli step per arrivare all’assegnazione dei lavori (i cantieri aperti nei giorni scorsi in località come contrada Gabella e Puzzello, fanno parte di manutenzione straordinaria, e sono ovviamente stati apprezzati); alcuni possibili percorsi alternativi da verificare; i rischi per l’economia cittadina basata soprattutto sul turismo e quello, molto reale per il paese, di rimanere isolato; e altre criticità. Quindi la conseguente richiesta dei geracesi - in quanto rappresentanti dei 1.500 firmatari della petizione e ormai punto di riferimento per tanti cittadini che forniscono spontaneamente informazioni - di essere aggiornati sugli sviluppi della situazione e di poter partecipare agli incontri che si terranno sulla SP1. Da qui il successivo invito del Prefetto, alla stessa delegazione, di partecipare alla riunione dell’11 indetta sul tema. «La nostra sensazione - il commento dei delegati geracesi - è che su questo argomento la prefettura sia molto presente non solo esercitando un ruolo di pressione per il rispetto dei tempi nella realizzazione della convenzione (finora ha promosso ben 7 incontri tra le parti), ma che guardi anche in particolar modo al versante della sicurezza. Il fatto che ci abbiano ricevuti, abbiano risposto alle nostre domande prendendo molti appunti su alcuni fatti che abbiamo raccontato e documentato, e che infine il prefetto abbia accolto la nostra richiesta, ci fa ben sperare sugli esiti della nostra iniziativa, che non è stata una entusiastica boutade estiva, ma una ragionata azione di partecipazione alla quale i cittadini hanno risposto in massa con prontezza, senso civico, molta preoccupazione ma anche speranza».

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