Gerace: Il rilancio turistico è un… sogno normanno

Ven, 01/01/2021 - 17:00
Nelle stesse settimane in cui la Calabria criticava il corto che Gabriele Muccino ha realizzato sulla nostra terra, un secondo corto promozionale, Made in Locride, raccontava come mai prima la splendida Gerace. Parliamo di “The Norman Dream”, corto in costume con cui l’agenzia “Polonio Video” spera di rilanciare le quote turistiche del borgo. Per approfondire il tema abbiamo intervistato Daniele Sgura, responsabile della sezione video dell’agenzia che ha fondato assieme al fratello Francesco.

Come nasce il progetto “The Norman Dream”?
“The Norman Dream” è un progetto nato da un’iniziativa europea che prende il nome di “Smart Heritage”; essa mira a mettere in risalto le caratteristiche e la storia di alcuni borghi d’Europa (tra cui Gerace) attraverso un breve video, avente come protagonista un personaggio storico realmente esistito, che ha vissuto in prima persona alcune vicende nel luogo messo in evidenza. La nostra storia mette in scena un “sogno ad occhi aperti” che il protagonista, Ruggero I (noto come Ruggero il Gran Conte) idealmente fa, ripercorrendo i luoghi della cittadina geracese; questi ultimi avevano fatto da sfondo a vicende ed eventi che, nel passato, avevano coinvolto Ruggero in prima persona. Nel video, coordinato da Loredana Panetta, del Comune di Gerace, si è cercato di dare particolare attenzione alla lite che coinvolse il protagonista, interpretato da Daniele Taliano, e il fratello, Roberto il Guiscardo, ma anche al successivo perdono, alla rappacificazione che segnò in positivo la vita di entrambi e ancora di più̀ la storia di Gerace.
Il vostro corto è molto evocativo e, con poche ed efficaci immagini riesce a far intuire allo spettatore quali dovessero essere le atmosfere che si vivevano nella Gerace medievale. Che tipo di preparazione o di documentazione ha richiesto questo tipo di produzione?
(Risponde a questa domanda Lavinia Barletta, dottoressa in Storia e Filosofia e anch’essa membro di Polonio Video, che ha curato la stesura dei testi di questa e altre produzioni dell’agenzia, ndr.).
Abbiamo cercato di ricreare il contesto storico-culturale del periodo medievale attraverso un’attenta verifica di alcune fonti, rese disponibili soprattutto grazie alla collaborazione dello storico Vincenzo Cataldo. Inoltre abbiamo prestato molta importanza ai costumi di scena concessi dalla presidente della Pro Loco di Gerace Tina Macrì, che hanno permesso di rendere subito evidente le consuetudini del tempo. Credo sia fondamentale essere sempre fedeli alle fonti storiche, dando una rilettura il più possibile critica, per capirne il valore, anche laddove diviene necessaria una reinterpretazione funzionale a un’opera che utilizza mezzi più contemporanei.
Quali sono state le difficoltà che avete incontrato nella produzione di un corto in costume?
Uno degli obiettivi che abbiamo tenuto sempre presente durante le riprese, e che abbiamo raggiunto attraverso numerosi sopralluoghi, è stato quello di evitare la presenza di qualsiasi elemento della nostra contemporaneità. Purtroppo, in quasi tutti i vicoli di Gerace sono presenti cavi, tombini, condizionatori, o elementi oggigiorno utili; per ovviare a questi inconvenienti abbiamo dovuto svolgere un attento e minuzioso lavoro di postproduzione, cercando di occultare, per quanto possibile, la loro presenza. Anche le scene a cavallo sono state difficoltose; l’attore non aveva molta esperienza su come muoversi in sella e quindi, per poter fare le riprese all’alba, oltre ad aver fatto squillare la sveglia molto presto, abbiamo anche impiegato varie ore per ottenere i risultati sperati. Inoltre, tutte le riprese sono state realizzate nei mesi più caldi dell’anno, tra Luglio e Agosto e le temperature elevate hanno fatto surriscaldare i nostri “attrezzi del mestiere”. Anche la spada utilizzata da Daniele è stata più volte danneggiata durante le riprese, così come anche il costume di scena. Per fortuna sono stati tutti inconvenienti ai quali è stato abbastanza semplice far fronte.
Avete distribuito il vostro video negli stessi giorni del criticatissimo corto di Gabriele Muccino. Perché credete che la vostra piccola produzione abbia avuto più successo della sua?
Fortunatamente il nostro lavoro è stato molto apprezzato; svariate persone si sono complimentate con noi e ciò ci ha resi molto fieri. Anche noi abbiamo ricevuto qualche critica, soprattutto inerente al fatto che nel video sono presenti alcune automobili, che per ovvi motivi non risalgono all’epoca medievale. Purtroppo non è stato possibile nasconderle. Nonostante questo, credo che Polonio Video debba ancora crescere, sotto molti punti di vista, e se da un lato l’analogia che molta gente ha fatto con il recente spot di Muccino sulla Calabria ci ha fatti sentire molto apprezzati per il lavoro svolto, dall’altra ritengo che possiamo anche noi imparare molto da grandi registi come lui. Nel mondo cinematografico nulla può darsi come scontato e si cerca sempre di offrire il meglio di sé al pubblico.
Cosa si svilupperà, o vorreste vedere nascere, da ora in avanti, da “The Norman Dream”?
Non posso, per il momento, fare alcuno “spoiler” sulle prossime iniziative che il comune di Gerace ci ha affidato. Posso però anticipare che è in cantiere un nuovo progetto, che vedrà ancora protagonista Ruggero I, che accompagnerà virtualmente i turisti alla scoperta di Gerace, mettendo in risalto tutto ciò che contraddistingue questo meraviglioso borgo. Il video sarà inoltre proiettato su un ologramma (pellicola trasparente che riproduce un’immagine come se fluttuasse nell’aria), posizionato all’interno di una delle innumerevoli chiese di Gerace, e accoglierà tutti i suoi visitatori, animati dalla voglia di volerne riscoprire tutto il suo inestimabile valore.

Autore: 
Jacopo Giuca
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