Gigi Miseferi: “La vita bisogna affrontarla col sorriso”

Dom, 01/09/2019 - 12:20

Una chiacchierata molto interessante mi ha permesso di conoscere una persona allegra, disponibile, dotata di un carattere forte e sensibile. Tutto questo e molto altro è Gigi Miseferi attore e cabarettista, nato a Reggio Calabria, che è riuscito a raccontare in più di trent’anni di carriera, insieme al suo indimenticabile amico Giacomo Battaglia, la Calabria più bella e, con una chiave ironica, la vera indole di noi calabresi.
Qual è la differenza principale tra Gigi pubblico e Gigi privato?
Non credo ci sia differenza, sono sempre me stesso. Cerco sempre di portare allegria nella vita delle persone, perché la vita è breve e nonostante le mille difficoltà conviene affrontarla col sorriso. Ridere è, infatti, un deterrente per molte cose. Quando mi trovo di fronte una persona che ha un problema, cerco sempre di farla ridere, perché ciò può aiutarla a stare meglio. Del resto, l’allegria è stata anche l’arma con la quale ho conquistato mia moglie.
Vivi da 30 anni a Roma, quando ritorni in Calabria, quali punti di forza vedi? Dove invece bisogna migliorare?
I punti di forza della Calabria sono di carattere naturalistico, gastronomico e culturale. Ricordiamoci che la cultura greca si è sviluppata nel nostro territorio. Potremo vivere di turismo 365 giorni all’anno. Purtroppo tendiamo a dimenticarcene. Il problema della nostra Terra è la classe politica e l’uso del gerundio. Mi spiego meglio, diciamo troppo spesso: “Sto lavorando, sto arrivando”, ma poi concretamente non si arriva a nulla. Ecco bisognerebbe rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.
Com’è stata la tua infanzia a Reggio Calabria?
Fantastica. Giocavo a calcio e, col pallone, ho rotto parecchie finestre; mi divertivo anche a dare la caccia alle lucertole. Ancora oggi frequento gli stessi amici di allora, i quali nel momento di grande successo, quando ho iniziato a lavorare con la Compagnia del Bagaglino, mi hanno detto: “Sei rimasto sempre lo stesso”. Per me, queste parole, sono state fonte di immensa gioia.
Quando hai capito di riuscire a far ridere la gente?
Dalle scuole elementari ho iniziato a fare battute sia ai compagni che alla maestra. Poi negli scout facevo le imitazioni, la prima è stata quella di Pulcinella. E da allora non mi sono più fermato, fino a diventare un cabarettista e autore dei miei testi.
Che ricordi hai degli anni trascorsi al Bagaglino?
In venti anni ho imparato tanto, perché sono una spugna e ho assorbito tutto quello che vedevo dai grandi maestri come Lionello, Gullotta, Pippo Franco e Pingitore.
In trent’anni di amicizia e collaborazione con Giacomo Battaglia, cosa ti senti di raccontarci di lui?
Giacomo era un uomo dai valori immensi, leale e sincero. Sono onorato di averlo vissuto, perché era una persona eccezionale. Una volta, ho avuto un incidente con la macchina in piena notte, ho chiamato Giacomo, che si è fatto 330 Km per venire da me. Lui c’era sempre, la sua morte è stata molto dolorosa, ma è giusto andare avanti col sorriso, perché le persone che abbiamo perso vorrebbero vederci felici. Abbiamo il dovere di vivere anche per loro.
È vero che stai scrivendo un libro?
Sì, sto scrivendo un libro su cose incredibili, ma vere, successe a Reggio Calabria e aneddoti su me e Giacomo. Conto di riuscire a pubblicarlo per aprile, in ricorrenza dell’anniversario della sua morte. Per ora, il titolo provvisorio è: “Eravamo un duo”.
Cosa faresti se la Reggina ritornasse in serie A?
Sicuramente festeggerei, in una maniera esagerata, da gran tifoso quale sono.
Secondo te, com’è cambiata la comicità rispetto al passato?
Quindici anni fa noi del Bagaglino facevamo ridere imitando i politici; oggi sono loro stessi a far ridere per quanto sono ridicoli. Oggi la politica è diventata il set di Beautiful, Brooke Logan impallidirebbe vedendoli, sembra Santa Maria Goretti al loro confronto.
Hai trascorso un’estate in cui hai lavorato molto. Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Sì, molto intensa, in particolare, ho ricevuto lunedì 26 agosto il Premio alla Carriera dalla città di Messina; mentre martedì 27, nel suggestivo Teatro Greco Romano di Portigliola, ho avuto l’onore di partecipare allo spettacolo “Storia di un attore” che celebra il grande Mariano Rigillo, il quale ha riproposto i pezzi più celebri del suo vastissimo repertorio, con la complicità di amici e colleghi. Tra i miei futuri progetti, invece, ci saranno spettacoli teatrali, tra cui a Roma sarò protagonista de “La bottega del caffè” di Goldoni; infine sarò impegnato in produzioni televisive.

Autore: 
Rosalba Topini
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