Giordano: “Guerrisi Parlà ha fatto emergere la poesia dell’intelligenza”

Mar, 03/12/2019 - 19:00

Il professore Vincenzo Guerrisi Parlà o, meglio, “u professuri Guerrisi” è stato un Grande e ha dato lustro al nostro paese e al Sud. “U professuri” così lo si nominava ovunque e in quella “ruga”, dove egli viveva e dove anch’io abitai per un certo periodo da ragazzo-adolescente. Quel nome non era semplice dettaglio, ma qualcosa di realmente “sentito “, perché egli era divenuto il simbolo della scuola, l’emblema dell’insegnamento, l’anima del vero intellettuale e… poi compresi che c’era “Sutta, Sutta” (poiché emerse fulgido nel tempo) il talento di sommo poeta dialettale e in lingua! Il professore-poeta “si erge come gigante e imbattibile favolista” (nella motivazione firmata dal presidente Pasquino Crupi per il premio “Micu Pelle alla memoria”) ed era indicato da mia madre, che aveva un gran fiuto in queste cose, come “il Maestro” per eccellenza (e non so se la mia vocazione all’insegnamento sia dipesa o sortita da lui come debito modello). Egli era detentore della cultura e della sensibilità, una sorta di endiade che porta alla virtù e apre la via dell’uomo verso la “ sofrosiune”, cioè la saggezza, la pacificazione, il superamento degli scogli dell’ignoranza e della brutalità!
Ricordo che in un particolare momento di mie difficoltà scolastiche (frequentavo il primo anno della Scuola Media “Parificata” ancora per quell’anno a Bovalino), per un problema di matematica, di cui non riuscivo a trovare la soluzione, mia madre mi accompagnò da lui e “data la sua disponibilità”, che è sempre sinonimo della generosità di un vero Mahatma (grande anima), si sedette con me e mi indicò in un attimo la soluzione. Non dimenticherò mai quel momento, in cui “u professuri” m’apparve come super-eroe della cultura, della conoscenza e della didattica!
Tra tutti i suoi libri non conoscevo, anche perché inedito, questo poemetto in ottonari che è la “Grammatica italiana (in dialetto e in lingua)”: con esso il poeta attua l’incipit del suo inno d’amore alla Calabria, che emergerà in altre sue opere e si completerà nel poema in endecasillabi “La leggenda del Calabrese” (in Lingua). In ogni sua composizione spira un afflato poetico soffuso di amore e di malinconia, spira una sorta di “nostos” a un mondo perduto, a un mondo di favola e, passatemi il termine, è la poesia dell’intelligenza!
Qui nella poesia della “Grammatica…” c’è la forza di una melo-lectio magistralis che sostanzia la grande capacità pedagogica e la non comune intelligenza comunicativa di un vero insegnante. Nella “fluitazione” dei versi, spesso senza soluzione di continuità, il professore Guerrisi dimostra di possedere un talento innato, che gli permette di fare breccia nella psiche e nell’anima dei suoi alunni. Traspare, poi, fortemente una grande umanità, quella che è sempre stata compagna della verità in tutti i grandi della poesia e dell’arte!
Mi piace, infine richiamare ai lettori la considerazione linguistico-metaforica della “Bella e la Bestia”: la bestia è la grammatica, come solevo ripetere ai miei alunni, mentre la bella è la letteratura (e perciò la poesia) della lingua studiata. In questo suo libro il poeta ribalta tutto e rende “bella” la bestia della grammatica attraverso il suo canto lirico, integrato con ‘esempi’ della realtà umana cui si rivolgeva! Ne nasce un capolavoro di acutezza pedagogica, di sorridente adesione a un mondo che era ancora favola, il mondo di quegli alunni ai quali poteva permettersi metaforicamente di dire: Vi mundu (sempre in riferimento all’ignoranza e alle scorie del – vivere come bruti -) com’e patati”! Adesione a un mondo reso civile dalla cultura e dalla conoscenza, un mondo a misura d’uomo che manteneva in modo esemplare i valori, ormai perduti nel nostro tempo!
Naturalmente nel caotico mondo della didattica odierna e nel depauperamento generale pedagogico, particolarmente nel nostro sud, in cui è sorto un “nostos” d’amore per la nostra lingua, la Koinè dialektòs della Mègale Héllas, emerge una imperiosa necessità: quella di affidare questo meraviglioso libro di Vincenzo Guerrisi Parlà alla scuola elementare, come sussidiario grammaticale d’imponderabili valori di ritorno, di meravigliosa ricchezza semantica che si coniuga con l’apprendimento sentimentale e valoriale, ormai indispensabile in questo nostro tempo!

Prof. Franco Giordano
Docente di latino e greco presso il Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri

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