Giornata contro la violenza sulle donne: consapevolezza o retorica?

Dom, 06/12/2020 - 17:30

Finite le celebrazioni del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, si torna al lavoro. Siamo certi però che ci sia stato un momento di vera consapevolezza e non solo di puro esercizio retorico?
Viviamo ai tempi dei social, dove con una app scopri la giornata internazionale… del gatto, della Terra, del sonno, del backup (protettore dei pc), del colore, delle torte, del whisky e degli hamburger (17, 20 e 28 maggio), del cane in ufficio, degli Ufo (ma loro non lo sanno), dello sfruttamento della terra nei conflitti armati (annientatevi, ma non torcete un filo d’erba)!
Ecco quindi che tra i comuni mortali fioccano “posizione” e “stato” social legati alla Giornata, se particolarmente bravi con la digital communication ci infilano anche una dotta citazione presto dimenticata da loro stessi nell’arco della giornata. Chi invece è “ sempre sul pezzo”, con un piccolo, grande spazio sulle testate regionali, beh, ogni tanto ci schiaffa un comunicato, un virgolettato, un commento da superesperto che indottrina i lettori sui temi più o meno vicini alla gente. E poi tutto finisce lì; esiste invece un mondo di persone che ci credono davvero, che scelgono nella loro vita pochi temi e cocenti battaglie e se ne fanno paladini, o in silenzio o urlando, ma sempre animati da puro e sincero spirito di partecipazione al cambiamento.
Ecco, alla Locride, per restare sul locale, servono queste persone; ci sono ma siamo noi a dovergli dare spazio. Riconoscerle non per quanto appaiono su social o testate ma per come lottano strenuamente per le battaglie di giustizia.
In questo caso, sulla violenza di genere, c’è tanto da dire… e ci sarebbe tanto da raccontare. Sono molti i femminicidi, troppi qui da noi, di alcuni si parla, di altri si è persa la memoria. Non importa, vissuti diversi, soprattutto di famiglie e figli. Ma ancora nulla si fa, qualche sportello antiviolenza, ottimo punto di riferimento, ma si deve andare oltre, le norme regionali hanno dato spazio alla realizzazione anche qui di case antiviolenza, ma se non partono i bandi per sostegno e riconoscimento istituzionale siamo punto e d’accapo. E si deve andare anche oltre la bonaria “concessione” del vitale tema. FìmminaTv ha visto e ascoltato storie orribili. Non solo legate all’atto estremo del femminicidio, ma a tutte le altre forme di violenza perpetrate a persone in  quanto donne. Quando si celebra la giornata internazionale non si pensa solo alla fine di ogni atto violento, ma anche al perpetrarsi di ogni vessazione. Quella economica, donne che vivono in casa, gestendo situazioni domestiche dove il marito porta, al netto dei propri egoismi e pruriti, somme più o meno importanti (il livello economico o sociale non esula dall’atto violento) e lei amministra – quando può – i pasti, i vestiti, le scarpe, la scuola, il bus, la mensa, i libri, la visita specialistica. Tutto documentato, tutto pesato, tutto riscontrato e rendicontato, perché lei non può considerarsi essere senziente e di pari dignità, lei non lavora; lei rassetta, accudisce, cresce, stimola, crea, gestisce ma no, non vive, vegeta all’ombra di altri, non merita.
Non esageriamo, esistono e vivono con noi, accanto a noi, giustificano l’esistente e tremano pensando di poter essere annoverate nella schiera delle vittime, ma a volte scappano, si rifugiano.
Ecco, quel rifugio deve essere garantito, quel posto sicuro costruito, quella voce amica deve suonare forte. Quindi, finché non esisteranno atti veri e concreti che andranno in questa direzione, senza autoincensarsi e senza pubblicarsi con sorrisone sbiancato e pacca sulla spalla, ecco dedicatevi alla giornata degli Ufo, appena sapranno della giornata loro dedicata vi ringrazieranno e chi lo sa, forse vi porteranno su, tra le stelle, a meglio dissertare.
Per il lettore: quando leggi, ascolti o guardi chi dice di lottare contro la violenza sulle donne o per qualsiasi altra battaglia, ascolta le parole e paragonale ai fatti. Ascolta più quel che non viene detto rispetto a quel che si dice, troverai un mondo di verità ad attenderti.
Alle donne che vivono violenza domestica, economica, sessuale, psicologica: “Non siete sole!”

Autore: 
Raffaella Rinaldis
Rubrica: 

Notizie correlate