Giuseppe Certomà: “Il festival jazz non è solo debiti, ma cultura da 30 anni”

Dom, 29/10/2017 - 17:40
Il sindaco di Roccella ribatte al capogruppo di Roccella Bene Comune

Egregio Direttore
nel vostro giornale dello scorso 8 ottobre abbiamo letto l’intervento della Capogruppo di Roccella Bene Comune Vanessa Reitano sul Festival Jazz e dobbiamo dire che le sue proposte per rilanciare la manifestazione ci hanno sopresi.
La Reitano innanzitutto tenta di ridurre la storia della Associazione Culturale Jonica, che ha fondato e organizzato la manifestazione per oltre 30 anni, ad una brutta storia di debiti e insolvenze. Storia che ha fatto si che oggi, riportiamo integralmente, Roccella Jazz Festival è sinonimo di gente infida, che non rispetta i contratti e non paga. Ma anche di istituzioni sorde e indifferenti. In verità il successo delle ultime due edizioni (successo limpido e chiaro che solo chi è in mala fede non vuole vedere) non ci restituisce questa immagine. Nessuno degli artisti che hanno suonato a Roccella, alcuni dei quali di caratura leggermente superiore a quella pur apprezzabile della Presidente della Associazione Italiana dei Musicisti Jazz Ada Montellanico, ha rifiutato di relazionarsi con il Comune a causa della nomea del Festival. E tutti gli artisti ed i fornitori sono stati pagati entro i termini concordati. Ci piace anche dire che la mail del Direttore Artistico è quotidianamente interessata da proposte artistiche per il 2018. Il Festival, dunque, non è in una palude come qualcuno vuole far credere. E lo dicono anche i numeri oggettivi della ultima edizione: circa 10.000 spettatori, oltre 200 uscite su testate giornalistiche, articoli su Sole 24 ore.it, Repubblica.it, sulle maggiori riviste di settore. Apertura dei titoli del GR2 delle 13.30. Costante copertura del TGR. E ci fermiamo qui.
Non è certo questo il luogo per ricordare cosa è stata l’Associazione Culturale Jonica per Roccella e per la Locride: siamo certi che i lettori del suo giornale lo sappiano bene, anche per la costante attenzione che La Riviera ha sempre riservato alle attività dell’Associazione. Orbene, basta rileggere le interviste che il Senatore Zito – padre fondatore della Associazione e del Festival – ha rilasciato al suo giornale per capire che gli ultimi anni di vita della Associazione sono stati anni di tragiche difficoltà finanziarie. Dovute non, come si vorrebbe insinuare, a gestioni allegre e spendaccione, ma ai continui e sempre più gravi ritardi con i quali gli enti finanziatori liquidavano i contributi. Ritardi cui si sono aggiunti nel tempo inopinati tagli di contributo che hanno portato al collasso finanziario della Associazione. Una storia non inusuale nel panorama culturale italiano. Basti pensare ai fallimenti delle maggiori Fondazioni Liriche o del Maggio Fiorentino. Vogliamo ricordare il coraggio con il quale il Senatore, facendo violenza alla sua proverbiale riservatezza, fu costretto dalla feroce campagna elettorale di Roccella Bene Comune a salire sul palco e spiegare che nelle Associazioni dei debiti ne risponde unicamente il Presidente e come della situazione finanziaria della Associazione egli stesso e la sua famiglia fossero i soggetti più danneggiati. Tutti i lettori sanno che era proprio il Senatore con la sua pensione a finanziare le attività della Associazione. E che di quella pensione a lui non rimaneva nulla. E che ha fatto tutto ciò senza aver nulla in cambio che non fosse la soddisfazione di aver dimostrato che un’altra Calabria è possibile.
Di fronte a tale situazione e alla storia politica e umana che ha dato vita alla Associazione - e che ci sia consentito di definire eroica - ci sono le giuste recriminazioni di chi è stata anch’essa vittima di quegli eventi. Musicisti, maestranze e fornitori che non sono stati pagati. Ma ci sono anche tentativi di sciacallaggio politico. Secondo la Reitano, il Comune dovrebbe avviare un piano di rientro graduale ricorrendo ad eventuali patteggiamenti tra le parti interessate. La Reitano sa benissimo – lo speriamo dopo 3 anni di frequenza della macchina amministrativa pubblica - che questa proposta è semplicemente impraticabile. Sa benissimo che quel piano di rientro deve e sarà concordato solo dal liquidatore della Associazione e che il comune non ha alcun titolo per farsi carico di questi debiti.
Il Comune aveva un solo obbligo morale. Intervenire per non far disperdere un patrimonio enorme per la comunità roccellese e non solo. Lo ha fatto prendendo direttamente la responsabilità della organizzazione del Festival. Lo ha fatto ricercando, come richiesto dalla Reitano, un Direttore Artistico di provate qualità etiche, umane e musicali. Trovandolo nel Prof. Vincenzo Staiano, le cui doti etiche e umane speriamo non si vogliano discutere, e la cui competenza musicale è fulgidamente acclarata dalla sua storia curriciculare e dall’essere stato indicato nel 2016 come sesto migliore direttore artistico in Italia dalla rivista Jazz.it. Forse un po’ poco per la Reitano. Palesemente utile, invece, per confermargli la fiducia per le prossime 3 edizioni. E per rafforzarla dalla colonne di questo giornale in un momento in cui la sua persona è indegnamente oggetto di attacchi personali fuori luogo scatenati da pavidi leoni da tastiera sui social network.
Chiudiamo apprezzando l’impegno del gruppo Roccella Bene Comune ad aiutare la ricerca di uno sponsor e di collaborare per la migliore riuscita della manifestazione. Sinceramente però la storia politica della Reitano e del Gruppo Consiliare che guida ci fa essere poco speranzosi su una reale volontà di collaborare per la migliore riuscita della manifestazione e ci induce a pensare che, come un nastro bloccato, si tenti ancora una vola di fare del Festiva Jazz uno strumento di lotta politica.
Sono più di dieci anni che si tenta questa operazione. Visti i risultati speriamo che Roccella Bene Comune non perseveri su questa via.
Il Sindaco
Giuseppe Certomà

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