Giuseppe Martelli: “Salviamo Ciminà dall’estinzione!”

Ven, 26/06/2020 - 20:00

Alla Gent.ma sindaca di Ciminà Giusy Caruso /Consiglio comunale / ciminesi e calabresi tutti.
Anche se geograficamente relegato a distanza (… la propria terra si abbandona sempre  per scelta degli altri!), ricorre quotidianamente nei miei pensieri  la preoccupazione dell’estinzione istitutiva  della nostra comunità ciminese. Proprio così: salvo rapida inversione di tendenza, la sorte del nostro spazio dei connotati identitari indicante il luogo di nascita,  diventerà ex ignoto!
Premesso che il territorio su cui nasce la nostra piccola (ora piccolissima) comunità, senza peccare di modestia, si può considerare uno degli angoli più belli (anche se meno fortunati) del globo terrestre:  ubicata a  circa dieci chilometri da uno dei mari più belli, dove un tempo, brillava l’alta cultura greco-romana, il cui alto livello di civismo veniva veicolato con sublime saggezza e leggiadria dalle nereidi greche  alle sirene  romane.
-  Ciminà sorge a circa otto chilometri dalla montagna più bella e profumata d’Italia, integra l’Altopiano calabro a cui la poetessa italo-greca Matilde Serao dedicò una bellissima ode, riferita particolarmente alla Ferdinandea,   ma più in generale a tutto l’Altopiano calabro,  ricordando al “passeggero”, anzi ammonendolo, di  non turbare quel favoloso ecosistema, moderando anche  il tono della voce.
 - … “il vento lo sferza da Levante e l’aria e sempre tersa e trasparente”, finiva così l’ultimo verso poetico del nostro Illustre concittadino Dottor Nicola Ieropoli, col Suo elevato pensiero qualificante dal titolo“Il mio Paese”, dove esaltava affettuosamente la felice posizione geografica, la salubrità dell’aria da cui  si inebria,  incorniciata dal riverbero sfavillante della cromaticità vegetativa profusa.
Premesso ancora che negli anni  ’50, la nostra popolazione ammontava a oltre 2500 anime (ora, meno di 500): ci sarà una ragione di tale spopolamento anzi, più propriamente di tale diaspora? Occorre dire che la diaspora – in alcuni centri abitati di più e meno altrove - ha interessato tutto il Meridione d’Italia; ma l’eccessivo depauperamento di Ciminà (11 abitanti per km quadrato) desta sospetto e merita riflessione. Proviamo a trovare qualche  causa.
1)      Debolezza culturale: le istituzioni scolastiche – ad es. a Ciminà la scuola media inferiore è stata posta in essere circa dieci anni dopo la data istitutiva – dove esistono, sono pervase da lassismo, impreparazione dei docenti e  mancato completamento dei programmi ministeriali;
2)      Partendo dal risorgimento (per Ciminà e  la Calabria è meglio parlare di decadimento) il sud   dal regime borbonico viene annesso alla casa Savoia  manu militari, con conseguenze devastanti, il cui territorio fu  destinato a “colonia politica” ma, quello che fa scandalo, è che tutt’ora sia voluto così;
3)       last but not least: “La migliore gioventù” che sono  i nostri giovani (sprovveduti),  ragazzi arruolati nelle cosche malavitose che -  insanguinando loro stessi e la loro terra – nel nome di Dio e dei santi, eseguono tutti i lavori sporchi richiesti, obbedendo ciecamente agli ordini dei  poteri forti , ossia gli sporchi porci con le ali. Siamo tutti d’accordo che questo territorio, sia sul piano morale (i ns amministratori si sono sempre venduti al migliore offerente), sia sul piano del coraggio, non abbia mai avuto uno straccio di difensore “con la schiena dritta” ma, l’uomo può e deve sempre provare a superarsi!
Lo status in cui versiamo non ha  bisogno di commenti.
Vi abbraccio idealmente tutti.

Giuseppe Martelli

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