"Ho paura per i miei figli ma ancor di più di cedere alle minacce"

Gio, 24/01/2019 - 19:02
A seguito del comunicato diffuso da Goel bio relativo alle minacce a Giuseppe Trimboli, titolare de "La Collinetta" di Martone, lo abbiamo raggiunto telefonicamente

La prima lettera di minacce gli è stata recapitata via posta i primi di dicembre, presso il ristorante “La Collinetta” di cui è titolare. Da allora Giuseppe Trimboli ha ricevuto altre tre lettere anonime, scritte a mano, tutte con uno stesso contenuto: “Se non paghi 50 mila euro sei morto. Ti brucio il ristorante, i figli e tutti i tuoi”. Dopo aver ricevuto la prima lettera, Trimboli si è subito rivolto ai carabinieri: “È un obbligo dei cittadini denunciare alle forze dell’ordine - dichiara - non c’è nessuno al di sopra di quelle che sono le nostre leggi. È la prima volta in 20 anni di attività che mi ritrovo a veder messa a rischio la mia pelle e quella dei miei figli. La richiesta è altissima al netto delle mie possibilità. Non credo si tratti di un’estorsione quanto piuttosto di un tentativo di farmi chiudere il locale. Mi viene fatta una richiesta di 50 mila euro, ma da chi? Le lettere sono anonime. Si fa allusione a qualcuno? Dovrei capire chi si nasconde dietro queste minacce? Non mi interessa. Io sono corso dai carabinieri e ho denunciato il fatto. Da più di 10 anni sono socio Goel, quindi la mia posizione è chiara: pubblicamente ho scelto di non stare dalla parte della ‘ndrangheta”.

Giuseppe Trimboli non intende arretrare di un millimetro, porterà avanti la sua attività a testa alta. “Non cambierò le mie abitudini - continua. - Certo, temo per i miei quattro figli ma ho più paura di cedere alle minacce, non riuscirei a vivere con il peso che qualcuno sia riuscito a privarmi della mia libertà”. Giuseppe Trimboli lavora da quando aveva 13 anni, a 23 riesce a realizzare il suo sogno avviando un'eccellente attività di ristorazione che per il secondo anno consecutivo ha ottenuto il riconoscimento “Slow Food” grazie all’impegno nella valorizzazione delle materie prime del territorio. “Provengo da una famiglia onesta che mi ha inculcato la cultura del lavoro e del rispetto verso il prossimo. Quando ho avviato la mia attività non avevo neanche un’auto mia. Ho investito tutti i miei risparmi in questo locale, desideravo rimanere nel posto in cui sono nato e col tempo sono riuscito a farmi un nome, mettere su famiglia e crescere i miei figli, sempre nel rispetto di tutti”.

Chi può aver interesse a distruggere tutto questo? “Non so se le minacce provengano dalla ‘ndrangheta, può essere stato chiunque. Ma a nessuno permetterò di rovinare la mia vita, non cambierò le mie abitudini. Sono sempre stato casa e lavoro e continuerò ad esserlo, e continuerò a evitare qualsiasi tipo di collusione con gli ambienti criminali, ne starò sempre alla larga”.

Intanto, a Giuseppe Trimboli e ai suoi familiari giunge da tutta la Locride la piena solidarietà e per domani, in segno di affetto e vicinanza, i sindaci dei 42 comuni del comprensorio si recheranno a Martone presso il suo ristorante per apprezzare la sua cucina.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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